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Parcheggio differenziato

4 giugno 2017

Da quando siamo arrivati, gira voce che Totti sia in barca da queste parti. Le indicazioni sono precisissime: la barca sarebbe blu. Motore o vela? Non si sa. Quindi lo individuiamo spessissimo: sui numerosi Itama , sui molti finti-Itama, su caicchi pittati, su vele di classe e perfino sulle lancette Adl di Lucia. A terra, ovviamente, non scende.
Scendiamo noi, a mangiare al solito posto. Oggi particolarmente pieno di tavoli femminili. Teorizzo a lungo sul declino del ruolo del maschio cacciatore, oramai estinto. Sproloquio una mezz’ora su la libertà della donna, che le consente cene in gruppo, make-up aggressivi ed una vita aperta alle novità, a confronto dell’uomo, che si presenta in pubblico tristemente accompagnato in una relazione stabile e socialmente benedetta. PJ mi ascolta paziente, poi mi chiede: “quanto sta la Juve? Guarda un po’…”
La finale di Champions, cazzo! Ecco perché non c’è un uomo neanche a pagarlo oro…
Potremmo vedere il secondo tempo, ma il Welcome’s è stranamente chiuso, non incrocio altri televisori e forse non mi frega neanche tanto di vederla scomodo e iniziata da un pezzo.
In barca provo a sintonizzare la TV, si vede una sega nulla, come al solito, anzi sempre peggio. Le sirene intorno mi danno l’ultimo gol ed il finale, solito. Tristezza che manco questa Juve riesca a vincere in Europa.
La notte vede PJ insonne svegliarmi spesso con gli aggiornamenti di cronaca, la folla impazzita a Torino, i soliti islamici a Londra. Alle sei mi gira per l’ennesima volta, si addormenta sulla mia schiena e mi sveglia definitivamente. Abbandono il letto, metto Pipus nella sua cuccetta e guadagno l’alba in pozzetto.
C’è un po’ di brezza, qualche nuvoletta di umidità mattutina ed il sole, che spuntando a Levante mi va negli occhi mentre leggo Internazionale, o Roma Forever, non ricordo.
Più tardi vengono a trovarci Giuseppe e Francesca, Daniel si dispera quando vanno via… un po’ anche noi.
Verso le dieci e mezza, salpo. Diretti a San Felice, ci piace tornare a Roma presto e senza traffico. Poi ho scoperto che a traversare a mezzogiorno il mare è più calmo, il sole, a picco, fa più ombra dal tendalino, si pranza a vela sui 5 nodi, molto meglio che nella caciara ponzese.
Cosi’, si fa a tempo anche a prendere un gelato al Gelatone, ci abbiamo anche il parcheggio riservato.

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