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Traversata

20 agosto 2016

Alle 8 salpo il ferro, posato a culo in una rara macchia di sabbia di Cala Spalmatore, Tavolara. In questo hotel 5 stelle assai economico abbiamo mangiato bene, goduto di piacevole compagnia, ammirato una luna piena giallissima, dormito nella calma di vento e di mare.
Ora, ci aspetta la traversata del mare. Cerco le ultime previsioni, sono sempre quelle di ieri, dannazione. Pazienza.
Metto la prua su Palmarola, fa sempre piacere leggere 144 miglia anziché 155 per il Circeo… Anche se poi ne dovrò aggiungere 21.
Metto su il motore a 2100 giri, vado a 6,2 di sog e 5,9 di log. La differenza tra queste due misure di velocità e’ la componente di corrente nella direzione in cui procediamo, in questo caso 0,3 nodi a favore. Da prendere con cautela nella sua misura, che il log potrebbe essere impreciso a causa dell’imprevedibile fattore di sporcamento della sua elichetta.
Fatto fuori con il fattore di sporcamento la metà dei miei pochi lettori, posso proseguire. L’ora prevista di arrivo, alle 9, e’ 07:19. Magara.
Il mare fuori Tavolara è ondulato, sembrerebbe, sia da Sud che da Nord. Sono lungo lo spartivento naturale, a Nord regna Ponente, a Sud il Mezzogiorno, termico o barico che sia. Questa di avere due venti entrambi favorevoli sembrava una buona notizia: adesso mi appare invece come garanzia di motore fisso.
Per il momento ho una brezza di poppa inferiore al mio avanzamento, tanto che la avverto da prua. Per questo avanzo senza vele su, mi risparmio lo sbattere della randa, sciaf, sciaf…
Verso le 10, dopo una bella calma di vento, intercetto il Ponente delle Bocche, che qui mi proviene da Nord.
Alzo la randa e srotolo il genoa, ora faccio 7,4 con un log di 6,9. I giri son saliti da soli a 2200, effetto trascinamento. Cosi arriverei a delle improbabili 4:33… Quasi in tempo per dare ancora e far finta che si sia solo andati a letto un po’ più tardi.
In realtà il mio approccio in questo casi è più conservativo: sono solo indeciso se immagazzinare miglia ora che si va bene, o trastullarmi con il vento, calando giri e risparmiando gasolio, che pure è una risorsa scarsa.
Alle 11 e un quarto, la pacchia è finita. Corrente zero, vento calato, OPA 07:12.
12 e un quarto. Andiamo a fatica sui 6 nodi. Le mie ansie sono rivolte al carburante, sono partito con già diverse ore motore sul groppone, contando di avere comunque vento. Sono abbastanza certo di averne comunque a sufficienza senza dover calare giri, ma sto pensando già a scali a Ponza con tanica di backup, o alla cattura di un paio di tonni da traino, cose che ci darebbero qualche ora in più di autonomia.
Alle 15, ho est-sudest 10-12 nodi. La randa porta, forse, ma per il genoa sono troppo stretto. Dubbio: perdere 20 gradi e fare vela? Ci penso, poi smetto di pensare e provo. Perdo 10 gradi e un nodo, però spengo, e mi sembra un buon risultato. Ora la prua e’ sul Circeo… Poi vediamo se trovo un buono più avanti, come peraltro comandato da Lamma.

Ore 17,30. Piano piano ho trovato il buono, ora riesco a fare prua 89, verso Palmarola che dista 90 miglia. La velocità e’ sui 7, ho mollato carrello e genoa per una navigazione un poco più tranquilla. La OPA dalle tragiche 14 di poco fa, ora è tornata intorno alle 7. Stima del vento 12-13 nodi, comunque un forza 4 e non 3. Spero giri ancora a darmi un bel traverso pieno.
Ore 19. Continua il buono, ora ho l’apparente a 60 gradi. Supero gli 8 nodi, la OPA e’ alle 5 di mattina! Sono un poco teso, ricontrollo Lamma, non dovrebbe continuare a crescere, anzi dovrei vedere arrivare del semi-ponente, forza 2. Ho messo comunque le scarpe!

Ore 20. Sono su un binario di corrente favorevole! Stimo 1,2 nodi.
S

Il vento e’ calato un poco, sempre più o meno sui 60 gradi. Qualche nuvola in cielo, ma spero poca roba.
Alle 21, motore. Il vento e’ calato, a vela facevo solo 3 nodi di log, le vele troppo poco gonfie con la maretta residua. Mancano circa 65 miglia.
A cena, abbiamo una coda di dentice (ieri tutto non entrava), che PJ contorna di patate e schiaffa al forno, ci tira su il morale. Poi addormento il pupo in cabina di prua e ci prepariamo per la notte fuori.
A mezzanotte, mancano circa 40 miglia. Il vento apparente e’ quasi assente, ma di bolina larga. Faccio velocità imbarazzanti, 7,5 nodi, con un filo di gas, sempre a causa di quella che i miei strumenti direbbero essere una corrente da 1,5 nodi. Ok, avrò il log sporco, ma anche ad occhio si vede che sull’acqua andiamo piano.
PJ va giù con il bimbo, io prendo una coperta e il timer da cucina. Tanto poi mi alzo random ogni poche miglia. La notte passa andando a vela e motore, la corrente piano piano ci lascia, alle 7 posiamo il ferro e andiamo a dormire, Daniel permettendo.

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