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Greco for ever

13 agosto 2016

Nella quiete di Cala Bitta, Arzachena, l’ultimo grosso pezzo del famoso Dentice di Ogliastra, viene onorato per bene. È rimasta la testa con la groppa e poco altro, ma saranno ancora due o tre chili di roba. Lo adagio su abbondante letto di sale, copro con sacchi e sacchi di sale, bagno e inforno per 75 minuti. Mi regolo abbondante: se il peso non è eccessivo, lo spessore e’ quello del pesce da 7,5 kg, e per cuocere in profondità ci vuole tempo.

Ci inzertai. La cena si snoda senza fretta, si parte da una guancia, poi una groppa, il poco panzettone, poi si passa all’altro lato, senza girare, cominciando a spolpare da sotto. Alleggerito, finalmente si gira, porgere l’altra guancia e ciò che resta. Nonostante autorevoli pareri opposti, la serata conferma che un pesce di questa taglia va fatto riposare almeno 12 ore prima di cucinarlo. La coda che ho fatto al sale la prima sera era stopposa, dura. Ieri, dopo 3 giorni e mezzo, perfetto.
Ci alziamo con comodo, nel golfo di Cannigione. Devo lasciare Tiger e la Poule a terra, devono imbarcarsi ad Olbia sulla loro barca. Preferisco scendere fino a Cannigione, PJ vuol fare come ogni giorno la spesa e poi mi viene anche voglia di fare gasolio per il rientro.
Così mi accosto al benzinaio, lato sottovento, ho il fondo giusto anche se non con molto margine. Qui Tiger però si rifiuta di scendere, per motivi non troppo chiari, c’entrano forse vecchie sue diatribe con il benzinaio in questione. Mi fa ancorare poco fuori, davanti al moletto dell’acqua, comodissimo, dice. Ho la sensazione che lui abbia in mente la situazione di quando è maestrale. Oggi c’è una ventina di nodi di greco, che qui vediamo da Nord, che rendono lo sbarco al moletto una piccola impresa. Mi chiedo perché non abbiamo ancorato come tutti davanti al porto, per poi entrare in tender in porto e sbarcare in acque ferme… E mi chiedo sopratutto perché non ho ancora imparato a fare sempre l’opposto di quel che propone.
Comunque, facciamo la spesa, anche lui si impunta a farla qui, anche se la barca e’ ad Olbia e, apprende ora, non gli sarà consegnata prima delle 15. Lo abbandoniamo alle prese con la Poule che provava a farlo ragionare, io carico spesa, PJ, passeggino e Daniel sul tender, raggiungo Senza Parole all’ancora e ripartiamo.
C’è ancora parecchio vento, che intosta nel canale. Daniel sulla sua altalena balla parecchio, PJ cucina e con una mano ogni tanto lo blocca. Salgo a motore controvento, a cercar ridosso dietro l’isolotto Porco, una zona sempre abbastanza libera anche perché dai fondali così così. Qui troviamo la giusta quiete, relativamente poche scie, riusciamo a mangiare e riposare.
Tiger intanto è partito con ritardo e si ferma alla casella di ieri, Golfo Aranci.
A noi non resta che passare una bella serata in rada, a correre appresso a Daniel che ogni giorno è più vivace del precedente.

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