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Verso Nord

11 agosto 2016

Il passaggio dell’ennesimo fronte freddo, derubricato a poca cosa dopo giorni e giorni di terrorismo meteorologico, vede la sua giornata peggiore per oggi. Vento da Nord, forza 4-5, onda blu scura, fetch potenziale infinito.
Ma ieri sera abbiamo imbarcato Tiger e la Poule, freschi freschi da Roma, e quindi non mi sembra il caso di non affacciarsi fuori dalla massicciata, che alta e fitta, limita i sogni del marinaio.
Quindi, usciamo! Al mattino le condizioni sono eccellenti: sole, fresco e grecalino su mare piatto, zero barche, prua quasi giusta. Saliamo piacevolmente, alternando vari tipi di pesca e di passate. All’avvicinarsi di Capo Coda Cavallo, il vento cresce, ci ingarelliamo con un crocierone più grosso, dobbiamo fare uno stocco sotto il capo, e lì mi faccio convincere a prendere un bel margine e perdo miseramente la partita. Entriamo però sotto Molara al traverso e superando gli 8 nodi, so’ soddisfazioni. Decidiamo di fermarci sotto Tavolara, per un tardo pranzo. Attrezzo lo spaghetto tonno e limone solito, mettendo dentice al posto del tonno e gestendo perfino l’eccezione alimentare celiaca de la Poule.
Dopo pranzo restiamo in bilico se passare la notte li’ o proseguire. Un rinforzo del vento associato a cumuli che incominciano a impossessarsi della zona, come del resto atteso da ilmeteo.it, mi convincono a mollare. Tavolara e’ una singolarità climatica che va presa solo quando garantisce calma nel casino altrove (mai secondo me). Vedo infatti Golfo Aranci al sole, mentre da noi Tiger ha messo il gilet di lana e la Poule la giacca. PJ ha il golf da prima.
Namo. Partiamo con una mano e mezzo genoa, a risalire le 7 miglia che ci separano da Golfo Aranci. Prendiamo una bella secchiata, quando il timoniere (io) si stava distraendo in un momento di discussione di nautica democratica, sul come fare non so più che manovra. Se gli equipaggi di una barca sono la metafora perfetta del teamworking, capisco molte cose su di me.
Lascio presto il timone a Tiger, scendo giù a verificare lo stato di famiglia, suppellettili fraciche e la documentazione in mio possesso sul Golfo. Intanto Olbia scompare dietro le nuvole nere, a prua solo sole.

Ci guadagnano il pontile bordeggiando fino a che non dico basta a Tiger, oramai in mezzo alle barche in rada. Ormeggiamo al ‘Marina di golfo aranci’ nome pomposo per uno dei nuovi pontili appena appennellati alla darsenetta. Qui provo l’entrata almeno 4 volte, il vento al mascone mi da’ parecchio fastidio. Quando entro, poi succedono le comiche: la trappa va su lenta, va spostata poi sottovento, Tiger si rifiuta, vado io, ma non riesco a dare volta che la parte in bando e’ in tiro. Non mi pareva di averla presa con l’elica, eppure non c’è bando da poter girare intorno alla galloccia. Qui accade che la manovra oramai diventa anarchica, ci dà una mano il vicino con un traversino, poi scopro che la trappa aveva il testimone troppo corto, solo quello, niente presa nell’elica. Vabbè, alla fine siamo dentro, verifichiamo tutto e scendiamo finalmente a terra.
Qui ci perdiamo appresso alla spesa di Tiger, fatta questa conquisto il mio aperitivo e scrivo il post giornaliero.

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2 commenti
  1. alessioorlandi permalink

    A Olbia oggi pomeriggio ha piovuto di brutto, ma qui si stava in spiaggia.. Ci sentiamo un po’ come a Santa Marinella col sole quando a Roma diluvia

    • fpalomb permalink

      Esatto, il bello della barca e’ che a volte certe demarcazioni si vedono e puoi spostarti!

      >

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