Skip to content

La montagna incantata

1 agosto 2016

Qualche anno fa, lessi “La montagna incantata”. Mi torna in mente adesso, con il suo protagonista che si trova in un sanatorio, ma solo per scorta di un suo congiunto, lui era sano, sanissimo, pronto ad andar via in qualche giorno. E poi ci si ritrova intrappolato per anni.
Mi trovo in vacanza a Ponza, ma sono diretto in Sardegna, o Corsica, al limite Eolie, intorno a me vedo gente che fa le ferie qui, mi meraviglio, io mai stato di lunedì a Ponza, sono sano, sanissimo, io.
Del resto se sono qui e’ solo perché un passaggio perturbato al Nord, segnalato ma trascurato dal meteo, si sta rivelando più profondo del previsto, smuovendo il classico cinema: venti da Sud poi Ponente poi Nord Ovest. Avrei dovuto accelerare all’inizio, partire il venerdì notte come ai tempi d’oro con previsioni di mare liscio e calma di vento. Smotorare senza esitazione, e invece ho temuto il motore e però pure il vento. Sono sano, sanissimo, io.
Siamo arrivati qui a Ponza ieri sera, nell’ora in cui l’ultimo aliscafo per Anzio andava via. La vista della sua manovra mi ha generato un riflesso automatico: sta per scattare l’ora in cui si può ancorare nella rada del porto.
Vado sparato, ancoro alla giusta equi-vicinanza da tutti, un pelo fuori come sempre. E scendiamo a terra con tutta la truppa, più tre buste di pattume e un passeggino.
Meraviglia: l’isola è tranquilla, i ristoranti hanno tavoli liberi, all’ora presta che piace a noi.
Compro una ciambella a Daniel ed il paio di pantaloncini 2016 da Brezza di Mare. PJ insiste per regalamene un secondo paio, ignara di turbare un equilibrio secolare, un bermuda l’anno e’ quel che serve, il resto fa confusione negli armadi. Gentile, ma fermo, declino.
Per la cena, opto per un veloce e sfizioso Oresteria, locale che Daniel deve ancora battezzare. Tra primo e secondo, ecco che si concentra e produce il nostro classico viaggio al cesso, tipo che io in 50 anni avrò visto meno cessi di ristoranti che in questi ultimi 10 mesi. Siamo allenati a tutto, anche a questo, una squadra fortissimi.
Dopo cena ascoltiamo Paolo Mieli intervistare uno scrittore, comodamente seduti alla Caletta, dietro al molo. Ponza con questo Sindaco non vuol lasciare niente a Ventotene, manco l’intrattenimento radical chic. Molto gradito.
La mattina parte nuvola e libecciosa, poi esce un bel ponente barico, con le sue nuvole a batuffolo che corrono nel cielo blu.
Passiamo a terra per la pizza, poi ci trasferiamo a Frontone, dove ancoro praticamente in spiaggia. La mattina passa pigra, ci mettiamo un po’ ad addormentare Daniel, poi cucino melanzane e crostini, si pranza e ci si riabbiocca.
Clou della giornata la gita in tender, con atterro sulle rocce del Frontone e passeggiata fino alla spiaggia. Giochi con sassi piccoli e sassi grandi.
Di sera eccoci di nuovo intruppati in tender per un giro in paese, ora fa freddo e ci si schizza, l’estate è finita (durata pochissimo).

Annunci

From → Uncategorized

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...