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Ponza sempre Ponza

31 luglio 2016

La notte a Palmarola scorre con tante barche sul lato Vardelli-Spermaturo. Ogni tanto una raffica nera di Ponente gira l’isola e rientra da Nord Est, dura il tempo di dare uno strappo all’ancora, poi nella notte fonda cala tutto.
All’alba mi alzo, abbiamo dormito (PJ molto poco) con Daniel a letto. La mamma non si fida molto della spondina che ho costruito nel suo lettino, oramai le sponde le usa come trampolino per tuffi carpiati. Prima o poi la convincerò a metterlo nella cabina di poppa, senza sponde e con uno scivolo di cuscini se dovesse cadere.
Ragiono che per la Sardegna non c’è fretta di muovere, posso far alzare tutti con calma: avrei davanti 24-30 ore di navigazione, potrei arrivare nella giornata di domani ed evitare la seconda notte. Ma poi do’ uno sguardo a Lamma e trovo la situazione un po’ peggiorata. La debole aria da Sud arriverebbe ora fino a 5 e, sopratutto, verrei preso nella notte dal pennacchio rosso delle Bocche, W6.
Mi maledico, ieri non ho voluto dare motore contro una brezza da 4 e adesso mi troverei un tempo da 6.
Valuto alternative ad ampio spettro, da Ustica al Giglio, ma trovo controindicazioni per tutto, del resto il meteo e’ in evoluzione, frase sempre valida. Così, hic manebimus optime.
Piano piano, riordino il mio stato d’animo verso una permanenza forse breve o forse chissà. Bino mi chiama, ci vediamo a Cala del Porto, altrimenti detta “er francese”, poi imbarco il suo paio di figli in visita a Daniel e ci spostiamo in un ancoraggio segreto dove siamo soli, anche perché il suo gruppo consta di 3 gommoni ed un numero imprecisato di bimbi, sufficienti a riempire qualsivoglia cala. Ci si fa il bagno, si peschicchia qualcosina, si mangiucchia assieme.
Quando poi devono rientrare ad Anzio, mi sposto lato arco di mezzogiorno, a cercare un po’ di aria – oggi assente. Il sud che cercavo, e che nelle Bocche deve portare il ponente che mi ha trattenuto qui, eccolo.
Stiamo imparando a gestire il piccolo. Lui ci comunica le sue insofferenze: quasi sempre il sole o la noia di sentirsi trattenuto in braccio o sulla sua seggiola. Oggi ho iniziato a buttarlo da solo in pozzetto o in quadrato: per terra non può cadere. E lui scorrazza sereno, non si annoia, prova a scalare qualsiasi cosa. Stasera si va a Ponza, PJ ha detto che vuole camminare.

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One Comment
  1. alessioorlandi permalink

    Bello stare a zonzo e non avere fretta di andare da qualche parte 🙂

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