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November summer

7 novembre 2015

La pancia di Senza Parole, riscaldata elettricamente e webasticamente, ci tiene dentro di se tutta la notte. Verso le sette cominciamo le operazioni, è tanto tempo che non mi faccio una colazione a bordo, ma subito le mosse ricordano, le mani vanno dove le cose stanno, e in men che non si dica apparecchio in quadrato, rovesciando solo due o tre gocce di caffè sul divano.
Fuori c’è sole pieno, arietta fresca per chi come me esce in maglietta, un grecalino classico per quest’ora. Esco con Daniel, aspettiamo la mamma, poi colazione per lei al bar e di nuovo a bordo. Mentre lo prepara, io esco con l’aiuto di Giorgio che mi molla le cime, fuori il vento è proprio leggerissimo, e comunque esco la randa.
Da Zannone a Ponza, la passata a traina e’ punteggiata da gommoni di sub in tutti i mejo posti. La eseguo tenendoli a distanza, inutile, poi perdo un rapala su un menhir che veniva su all’improvviso su un fondo tranquillo, all’improvviso specie per un distrattone come me, a dire il vero ho incagliato proprio sulla scritta “15” della batimetrica. I miei due amori dormono, la pesca pure, non si vede un segno di vita. In compenso, mastodonti acquosi rotolano da Ovest verso la murata del mio legno, rollandolo non poco. Auspichiamo ridosso, e così non indugio nella infruttuosa pratica alieutica e mi dirigo verso il più vicino riparo: Ponza. (Che si nota che non so più che parole usare per scrivere sempre il solito post?).
Tiro fino a Frontone, dove ancoro in solitudine. Bagnanti in costume sulle rocce, fuori fa caldo che non si può stare. Prendo il piccolo e ci infiliamo in cabina per un salutare riposo che sognavo da una settimana.
Alle 4, il sole e’ caduto dietro il costone roccioso che orla la cala. Chiamo Circomare per ormeggiare al molo Musco, sorprendentemente annotano i dati e mi tengono in stand by… Gran parte della banchina e’ off limits per lavori in corso… E così stiamo nella incertezza come fosse estate piena. Decido di muovere comunque per ancorare, alla peggio, nella rada del porto. E mentre sto per entrare mi chiamano. Sbattiamo il piccino nella carrozzina e organizziamo Senza Parole per la manovra. Nella calma, la manovra esce perfetta. Ci aiuta un ormeggiatore ufficiale, guidandoci dal canale che Circomare ha riservato per le operazioni, il 12. Addirittura ci prende le cime: le cose cambiano, Silverio in banchina, povero, guarda inoperoso.
Volmer, in coda dopo di noi, la chiamano per dirle che la banchina e’ completa. Abbiamo sculato l’ultimo posto, poi arriva solo un pontone con la gru che sta operando vicino all’allevamento, tra l’altro ci aiutano a svalicare la carrozzina oltre la banchina altissima del Molo Musco, nel tratto oltre l’aliscafo. Senza gru, ma di poco. Usciamo, facciamo foto, siamo insensatamente felici.

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