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Frammenti

28 giugno 2015

Alle sei e mezza, come una volta, esco a compiere le mie devozioni del mattino. Il cielo, oltre l’antemurale scavato nel tufo e successivamente rimattonato in pietra, è coperto dalla umidità notturna, come sempre da queste parti. Risalgo la risacca di ponente verso i posti dove una volta presi, saranno tre anni e una amica fa. Non c’è più la mia amica, non c’è più la ricciola e lo vedi che era un atto di devozione? Dopo pranzo, navighiamo verso Ponza, sotto il cielo lattiginoso che precede la brezza. Smotoro controvento, poi, ai primi cenni di aria poggio, e do vela. Si prende quasi Zannone, poi da’ scarso e rinforza, sotto una nuvola a forma di lingua che si estende da terra e che non mi sorprenderebbe dia temporali nell’interno. Arrivano anche 3 gocce di pioggia e allora scatta il te e viriamo verso La Botte e verso il sole.
Gianni ed Anna governano come sanno, mentre io sfiletto libri su libri della selezione che mi ha preparato Fabio. Arriviamo al Core in tempo per cena, il vento spiana, le barche si orientano da par loro e buonanotte.

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