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Weekend lungo

12 settembre 2014

Venerdi mattina, parto alle 7, con lo scooter. Con l’ottimismo della volontà, che ilmeteo ha aggravato le previsioni. Un sostanziale venerdì di pioggia, pure a mare. Per fortuna c’è 3B meteo l’ottimista, che non dà una goccia.
Mi vesto da mare, ma sopra pantaventato da moto. Ci vorrebbe la cerata. Esco, c’è il sole. Ma ad Est si vedono nuvoloni belli carichi. Li incontro dopo Aprilia. Pioviggina, esco alla prima, alla cieca, e’ una inversione di marcia, cacchio. Aspetto sotto al ponte, spiove un po’, rifaccio il pezzo indietro ed avanti, procedo un altro poco e ritrovo la pioggia…
Accosto, c’e’ una baracca con una tenda, è un bar da camionisti. La barista è chiacchierona, un monocliente siede stanco di ascoltarla, lei si lamenta dei fornitori, del padrone, della pioggia. Si vede chiaro a poppa, ma a prua, verso Latina, e’ pioggia fitta. Dopo un quarto d’ora, divento il cliente unico io. In quanto tale prediletto dalla classica mosca. Ora anche a poppa piove fitto, forse sta passando, più facilmente si sta allargando. Devo ammazzare sta mosca.
Chi me lo ha fatto fare? Un impegno con un amico che è da giugno che proviamo a fare un weekend in barca, finora avevo ecceduto in prudenza, stavolta sono stato più spavaldo. Ammazza quanto piove. Anche a fare l’eroe, non si potrebbe proprio.
Arrivano i cornetti, con un cornettaro chiacchierone. La barista attacca con tutti, è una tappa fissa, capisco. Forse il camionista è attratto dal tatuaggio sulla tettona moscia, forse dai capelli corti e gialli, forse dai leggins neri sformati,non so.
Passo un’ora così. Appena smette, riparto. Già sapendo che la ritroverò tra poco. E infatti. Tempo 5 minuti, ripiove. A prua e’ nerissimo, ma non posso fermarmi ancora, devo inventarmi qualcosa. A Sud, verso mare, è chiaro. Allora viro a dritta alla prima uscita sensata, Borgo Sabotino. Mai fatto da qui. Pago la scelta con il guado della rampa e un aumento della pioggia. Ho le braccia della giacca zuppe, il resto meno, il parabrezza mi salva in parte. In ogni caso sento un istantaneo catarro salirmi su da profondità polmonari che non sentivo dai tempi delle marlboro.
Sto gelando, sogno il Webasto.
Ma lo stocco a dritta ripaga. Smette. Addirittura verso Sabaudia c’è caldo e sole pieno, qui non ha proprio piovuto. Verso terra è nerissimo e qui sole pieno, giornata difficile da descrivere e anche da prevedere.
Monte Circeo si presenta incappellato di nuvole. Quando Circe mette la cappella, di acqua ne fa una catinella, dice la cassiera del Conad. Mi sbrigo con la spesa, arrivo in porto: è scirocco. Ma come scirocco, Lamma portava Ovest… aveva ragione ilmeteo.it…
Arriva Francesco, con Guio e i ragazzi. Un breve consulto, poi decido di partire, con tutto lo Scirocco.
Usciamo. I ragazzi collaborano entusiasti a rizzare la randa con una mano, il vento sarà sui venti nodi, fuori.
Il mare su questo basso fondale è incasinatissimo, ma non e’ solo questo, sulla rotta per Ponza c’è una tromba d’aria evidentissima, sarà circa a 5 miglia. Valuto se rientrare in porto. Circe è sempre incappellata, se entro rischio di restare prigioniero tutto il giorno. Ad Ovest è chiaro, invece. Allora viro, lo stocco a dritta non può fallire mai, mi faccio spingere dallo scirocco via dalla tromba, che resta a sinistra, entro nel sereno all’altezza del faro e quindi viro, che il vento sta girando, ora è da Ovest! La prima tromba si è trasformata in pioggia, la seconda pure, piano piano le nuvole le lasciamo a levante e noi procediamo per Sud verso Gavi.
Arriviamo verso le 3, parzialmente provati per una traversata con mare incrociato veramente infame. A Ponza, sorpresa, regna ancora vento da Sud. Giornata veramente difficile da discernere.
Per trovare ridosso, devo spingermi fino a Frontone. Provo a tenermi sul lato Sud, ma c’è troppo traffico di barchini. Alla fine preferisco rollare, come solo Senza Parole sa fare, sulla mia solita mattonella.

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2 commenti
  1. E’ buffo, non saprei più abituarmi all’uscita di un week end. Quando parto sto via mesi, quando torno la barca diventa una casa e ho più voglia di vita di porto che di fare due bordi. Ma mi hai ricordato tanti week end così – nella vita di prima, anche in pieno inverno – quando non c’era mai una buona scusa per non uscire. Tanti ritorni dal Giglio sotto il temporale e a schivar le trombe d’aria.
    Buon vento, sempre. Francesca

    • fpalomb permalink

      Grazie Francesca. Anche io, dopo tanti anni, devo trovare un pretesto per uscire il weekend… gli ospiti, una pescata promettente, una nuova stagione che entra, o il tempo eccezionale. Quando tutto manca e siamo solo con PJ, spesso ci muoviamo tardi, pigri, e il weekend si riduce ad una notte fuori e basta… per non stancarsi. Anche io agogno lunghi giorni nel mio porto, a sistemare tante cosette o anche solo a far pulizie… ma non me li concedo mai, alla fine preferisco sempre uscire. E quel poco che faccio di manutenzione, lo faccio più facilmente in crociera che in porto. Quando tornate mi piacerebbe fare vedervi, con Carlo e gli altri velisti internettari simpatici.

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