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16 – Da Cala Giunco a Marettimo, prologo

17 agosto 2014

Due di notte. La barca batte in poppa, nell’ampia cala Giunco, Villasimius. È strano, mi sveglio e vado a controllare, nulla.
Tre di notte. Il vento ha preso a fischiare, come e più che di giorno. I miei sensi di spipper sentono anche una rotazione. Esco a controllare, c’è poco da fare, c’è vento. Cerco conforto nei siti meteo, mi chiama perfino Roberto: "qui c’è vento, che vento hai lì?". Considerando che stiamo a 30 metri, la cosa mi meraviglia, ma pensava fossi già in marcia.

Alla fine, mi arrendo, mi vesto e sistemo la barca per partire. Alo il tender, predispongo una life line, organizzo le cinture. Esce PJ, mette a posto il serbatoio del tender, chiude il gavone, poi dal pozzetto mi urla: "che hai aperto qualcosaaaa? Sento psssss…". Boh? Riapro il gavone, è tutto bianco, penso subito alla benzina, magari ha sfiatato tipo azoto liquido. Facile, fisicamente ha le stesse probabilità di una inversione della gravità. E poi capisco. Da quando ho spostato qui l’ancora, la cassetta che contiene vari oggetti, tra cui un estintore, si è alzata di qualche centimetro. Chiudendo lo sportello lo ha azionato e lui ha spruzzato la sua polvere ovunque nel gavone. Vabbe’.

Quando salpiamo, il vento ha cessato. Mejo.
Alle 4 siamo in rotta, precisi come svizzeri. Mare buono, tempo buono, vento assente. Ci si risente stanotte tardi.

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