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Recuperi

29 giugno 2014

La calma della notte si stende nella cala del Frontone. Cessato il traffico, dopo cena, il mare spiana. Dormo male, e’ previsto scirocco al risveglio, mentrelo attendo non riesco a godermi la calma. Ho caldo sotto il sacco a pelo, freddo senza. Impiego piu’ o meno fino alle 3 a realizzare che mi ci vuole una maglietta addosso. Risolvo con la prima trovata al buio, e’ quella del primo giorno, perfetta. Mi addormento risentendo qualcosa di molto mio, sereno.
Sono le otto quando riemergo. Ha girato, ma e’ ancora dolce. Mi devo buttare a cercare l’orologio. Gonfio il pallone, preparo pinne e maschera, mi tuffo.
Un sacco di pesci, trovo. Boghe, occhiate, menole, una seppia e una leccetta. Perlustro l’area intorno al punto che ho avuto la prontezza di prendere con le mire a terra, meglio del gps, perche’ funzionano senza elettricita’. Solo che l’ho preso quando mi sono accorto di non avere piu’ l’orologio, dunque devo esplorare un’area pari al brandeggio ipotetico. Cerca, cerca, trovo una scarpa, un telo, un barattolino di medicine, una Bruce delicatamente appoggiata di testa sul fondo, dal motoscafetto accanto. E due o tre gruppi di posidonia, tra cui uno con una pinna nobilis miracolosamente sopravvissuta agli ancoraggi. Dopo una mezzora, mi ero oramai convinto di aver preso la posidonia, il che avrebbe azzerato le possibilita’ di ritrovamento. E invece, l’ultima immersione sull’ultimo gruppo di alghe, mentre risalivo, mi ha fatto vedere l’orologio, che mi regalo’ PJ due anni fa, sul fondo sabbioso. Iperventilo, scendo, sturo le orecchie che faticano a compensare, acchiappo e risalgo a bordo, felice.
Michele si alza subito dopo, vede lo scirocco bello steso sul mare ancora piatto e ha il mio stesso riflesso: “Andiamo?”. Salpiamo, di solo genoa giriamo l’isola, alla ricerca del ridosso.
A Lucia Rosa incontro vecchi amici, al solito posto sotto ai faraglioni. Ancoriamo, diamo la liberta’ a tender, maschere, pinne.
Al pomeriggio, scatta la trainella in tender. Prendo una bella lanciotta di legno, che compie una simpatica inversione ad U sopra le mie lenze. Me ne accorgo pure, ma il tizio non capisce, non sa, non fa, mi rapina mezzo mulinello di filo e mi fa perdere l’ultimo, preziosissimo, Maria Princess. Cerchiamo, il Maria galleggia. Ma nulla.
Secondo giro, io e Michele soli.
Dove mai avrei pensato, a largo, ecco il mio Maria verdone distinguersi chiarissimamente. Lo acchiappo, oggi e’ proprio giornata di recuperi, e dire che il post l’avevo titolato prima.
Quando scapolo punta Papa e torna la copertura do’ un’occhiata a Lamma: l’ovest che dovremmo prendere domani e’ Forza 6, il mare sui 2 metri e mezzo.
Rapido consulto, addio programmi di seratina ponzese al pontile da Paolo, ce ne torniamo al Circeo.

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