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Spaghetti all’acqua pazza

8 settembre 2013

“Come si puo’ fare questo pesce?”
La lampuga non era ancora a bordo che gia’ PJ mi tempestava di curiosita’. Il mio mononeurone, che non riesce a svolgere piu’ di un compito elementare alla volta, le rispondeva boh.
Eppure la risposta la sapevo: all’acqua pazza. Ho le erbette, prese a casa gia’ con questo pensiero. Ho i pomodorini. Ho il pane da pucciare nel sughetto. Pero’, al tramonto, dopo un paio di birre, mentre PJ balla in pozzetto con la musica del Frontone, ho una ispirazione differente. Farlo si all’acqua pazza, ma poi buttarci dentro due spaghetti a terminare la cottura, in modo da fargli assorbire tutto il sughetto. Cosi’, mentre butto la pasta, tiro fuori il pesce dal suo intingolo, lo sfiletto, poi ripasso gli spaghetti nell’acqua pazza e alla fine aggiungo il pesce pulito e un po’ di prezzemolo.
Che cosa c’e’ di meglio che fermarsi in rada alla sera, per cucinare il pesce pescato durante il giorno? Non so, non mi viene in mente.
Cosi, alle otto del mattino dopo non resisto, voglio tornare a pesca. Vedo il Maria Princess Glow, oramai fuori produzione e fortunosamente ritrovato in una svendita e lo devo provare.
Entro in cabina a prendere la canna leggera, PJ si sveglia e le annuncio che si va a Palmarola. “Tu dormi pure”, lei ridacchia, ma stavolta il mare e’ calmo, faccio piano davvero.
Costeggio tutto il dovuto, poi calo anche la lenza a fondo, pesco anche nel canale tra Ponza e Palmarola, allungando a poppa frazioni di chilometri di lenza.
La pesca e’ una scusa, per tenersi impegnati mentre si naviga, per prendere parte a questo gioco della natura. Dico cosi’ pure perche’ non prendo una mazza, quando tiro su trovo la lenza sporca di fondo e con il classico pescetto defunto attaccato chissa’ da quanto. Si tenne, sara’ zuppa.
Ancoriamo a Cala Brigantina, accanto a Carlo e Manuela. Facciamo un bagno assieme e ci raccontiamo qualche avventura estiva, seguita sommariamente via facebook.
Poi giriamo con loro l’isola, ci attardiamo a rimpinguare la zuppa con una moltitudine di prede indecorose, quindi li raggiungiamo per una carbonara a bordo di Duna. Alle 3 le chiacchiere devono terminare, peccato, ma dobbiamo tornare a casa.
Lamma ha mandato il solito libeccietto leggero, stavolta e’ poppa piena, provo per qualche istante a fare il velista purista, poi a 2,9 nodi accendo il motore. Rimpiango il gennaker, ancora rotto. Arriva un’altra lampuga, poi un mini allitterato sotto costa, che rilasciamo. Fa caldo (la carbonara non aiuta): ma quando finisce l’estate?

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From → Ricette

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