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PJ e il Levante

30 agosto 2013

Blasfemo fui quando ieri non credetti a Lamma, piu’ per comodita’ che per altro.
Ancorammo a Frontone che era gia’ buio, non ci vuole tanto, oramai basta passare le 8, per una importante ragione marinaresca. La compagnia del Maestro aveva programmato gia’ da diversi giorni la cena da Enzo, posto di cui sempre avevo sentito parlare bene. Enzo ha organizzato, un po’ piratescamente, i tavoli in mezzo alle rocce, spianando con la sabbia i dislivelli, creando scalini con terrapieni sostenuti dai tronchi che porta il mare, usando vecchie luci di via per lanterne e inventando un tavolo diverso dall’altro. Il menu e’ fisso e segue la disponibilita’ delle pescherie locali, questo e’ piacevole perche’ appena seduti gia’ viene servito l’antipasto. Enzo mi piace, barbuto pivot della cucina, giostra silenzioso su piu’ banchi, circondato da assistenti poco ciarlieri e parecchio efficaci.
Rientriamo alleggeriti nel portafoglio di euri 40 piu’ vini, trovando Senza Parole ancora nell’acqua calma, ma gia’ con la prua a Nord, come ordinato da Lamma.
Che uno ha poco da cercare conforto in divinita’ minori, tipo Windfinder, quando i Comandamenti del tuo unico Dio confliggono con il desiderio di compagnia o di una cena romantica. Windfinder, che dava miseri nodi 8 sotto raffica, andrebbe chiuso per disposizione della Polizia Postale o della Capitaneria di Porto, una delle due o entrambe. Come pericolo per la navigazione o per diffusione di notizie non veritiere o forse per blasfemia.
Cosi’, gia’ alle 3 meno un quarto, nell’intertempo del mio sonno, ho modo di verificare come le previsioni di Lamma si stiano avverando. Dunque, alle 6 e un quarto, primi chiarori d’un’alba ancora da fare, non mi sorprendo nel sentire la prua battere sull’acqua. Il temuto Levante e’ arrivato. Mi alzo, prendo tempo facendo colazione, poi mi convinco a muovere, tanto prima o poi tocchera’ girare l’isola e ridossarsi sul lato opposto.
PJ aveva espresso il desiderio di “dormire fino alle dieci” e io penso: che problema c’e’? Faccio piano piano, esco un poco, do’ vela e nel silenzio continuera’ a dormire.
Quindi recupero dai marosi e depongo sopra la cabina di prua metri 35 di catenazza e relativa ancora, la prua abbatte e la barca rolla sulle onde, prima che la riporti in rotta. Sto per dare randa, quando sento un paio di trombette: che accade? Un motoryacht di quelli da 40 metri, che ricordavo fuori la cala, sta arando. Sta per finire sopra una innocente barchetta, tipo la mia, ed ecco che vittime e vicini azionano le loro bombolette a tromba per svegliare quei rincoioniti. Potevo lasciare i poveri fratelli velisti in balia dell’orrido pachiderma? Giammai! Mi armo di trombetta anche io e m’avvicino da sopravvento al bianco leviatano. “PEEEEEEREPEEEEE!!!” emetto tramite questo corno ad aria compressa, fiero di poterlo finalmente usare. A dire il vero penso anche disporlo vicino al timone con funzione anti-lazziali quando essi s’avvicinano, gommone planante, alle mie lenzette.
Finalmente un umano trasuda da uno delle centinaia di oblo’ a specchio, s’infila una maglietta e si accinge alla manovra. Non prima di essere ribaltato dalle ingiurie delle vittime e schernito dalle urla della platea di barchette cooperanti.
Esce PJ in camicia da notte: “Che sta succedendoooo?”. Niente cara, torna pure a dormire, adesso arrivo.
Isso la randa, con l’idea di girare lato Nord l’isola, e di ridossarmi a Lucia Rosa. Le notizie che mi giungono da Chiaia di Luna di risacca da Sud non mi soprendono, Chiaia di Luna e’ troppo aperta verso un fetch immenso e fatto d’acque profonde per non ospitare sempre un po’ di onda lunga. Dunque la mia scelta di solito e’ Lucia Rosa, a quest’ora. Per dormire con il Levante, invece, il top e’ sempre Cala Feola, se si trova posto.
Insomma muovo verso Est, con l’idea di guadagnare mare a sufficienza per scapolare Gavi a vela, poi pero’ rinuncio, in fondo meglio scendere a Sud come fanno tutti. E intanto sono botte di qua e botte di la’, immagino PJ rotolante nella cuccetta di prua.
Esco il genoa, mure a sinistra, ed ecco che mi rendo conto dell’esattezza della previsione di Lamma, ci saranno almeno 16 nodi, forse piu’. Scendo al lasco superando gli otto nodi, mi mangio tutte le barchette che procedono in colonna di solo genoa o, peggio, a motore.
Il mare e’ mosso, qui subito s’alza un’onda bella ripida. Ripasso dove qualche giorno fa mi prese il groppo, nel cancello tra Calzone Muto e Formiche, anche oggi qualche straorza rende tutto piu’ divertente. PJ sempre in cabina. Doppio il capo strambando a poppa di un Harmony, poi lo supero da sottovento.
Arrivano raffiche assassine, Senza Parole si piega tutta da un lato, poi tenta di sfuggirle all’orza, a volte la lascio pure fare, che non amo vedere le vele in acqua a quest’ora di mattina. Esce PJ:” Ma che succede?” Niente cara, dormi pure.
Rollo un po’ il genoa, arriva la raffica, sempre otto nodi sdraiati, mi ricorda qualcosa questo fatto che riduco vela e non gli fa niente.
Siamo quasi arrivati, accendo, rollo il genoa, ammaino la randa e poi ancoro in una Lucia Rosa semideserta e tranquilla. PJ esce fuori. Senti che silenzio, cara? “Mavaff…!”

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From → Cala Feola, PJ

3 commenti
  1. Gommonauta permalink

    Hai poco da fare Il Tromba, che ce l’ho pure io che ti credi?

  2. marcello permalink

    Cmq, ribadisco che Lamma ha sempre una “fascia” in più di quel che poi sarà la realtà. Ciao

    • Ciao Marcello,
      Io mi trovo piu’ frequentemente con una fascia in piu’ per mare… Specie quando c’e’ aria. Quando e’ calmo, sono d’accordo con te, a volte mette 2 o 3 e invece trovi 1 o 0.

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