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Traversata Capo Testa – Ponza

25 agosto 2013

Le Bocche producono una brezza da Ovest che mi spinge fuori, anche grazie alla coppia prodotta dalla combustione del gasolio secondo il ciclo Diesel.
Qualche miglio cosi’, poi il vento cede del tutto. Buon segno. Nella calma vedo entrare l’aria da Sud prevista. Piano piano. Spengo presto, quando faccio 4 nodi ed e’ l’ora di pranzo.
In poco tempo diventano 5, 6, 7. Bolina larga. Una telefonata con il Maestro per preparare degna accoglienza al dentice che serbiamo in frigo ci ha fatto mettere prua su Palmarola. Meglio, risparmiamo di botto 13 miglia. Speriamo che il maltempo ci consenta di trattenerci per cena. Il mare e’ ancora calmo, penso che se dura ho fatto il traversata del secolo.
Alle 19 il vento e’ al traverso, ho mezzo nodo circa di corrente favorevole e faccio quasi otto nodi. L’arrivo, continuando cosi’, sarebbe alle 8,40. Va tutto bene, anche se cauteloso come sono, se calasse un filo non mi dispererei. Va anche detto che il vento non sembra tanto, c’e’ qualche cresta bianca solo ogni tanto, saranno 13 nodi. Mare piatto. Di sotto PJ guarda la TV, e’ incredibile ma si prendono piu’ canali qui che sotto costa.
Dopo cena (calda, PJ ha cucinato a otto nodi) vedo il GPS segnare fino 8,7. Penso a ridurre la randa, poi sono piu’ drastico e tolgo del tutto il genoa. Ora vado sui 5-6, certo, addio arrivo alle 8 di mattina, all’improvviso sono previsto dopo le 13. Questo alle ore 22, quando mancano 80 miglia. Ma la barca cosi’ rolla un poco troppo, riapro un pezzetto di genoa, salgo a 7 nodi.
Ore 2. Mancano 56 miglia, si va intorno ai 6 nodi. Le nuvolotte chiare hanno coperto mezzo cielo, la luna proietta le loro ombre sull’acqua, come fosse giorno. PJ non ha dormito nulla, ora e’ andata di sotto.
Ore 5,15 Mancano 34 miglia a Palmarola. E’ libeccio, direi dal cielo e intuendo il reale dall’apparente. Mare ancora non formato quanto il vento richiederebbe. Faccio 8 nodi sulle planate. Mi chiedo se ridurre anche la randa.
Riduco presto anche la randa. Prima una mano, poi la seconda. Faccio comunque 8 nodi, al traverso. PJ finamente s’addormenta, incurante della tormenta.
Fa giorno, e’ chiaro, gia’ penso che la pioggia non arrivera’. E invece. Ragiono che Palmarola non ridossa da questo sud-sudest, dunque tocca andare a Ponza. Altre 6 miglia. Cresce il mare, cala un po’ il vento, s’addensano nubi nere.
Quando finalmente scapolo il Faro di Monte Guardia, mi prende la botta di vento e pioggia, tra Calzone muto e le Formiche. Per fortuna, avevo gia’ tolto genoa. La randa con 2 mani, cazzata al centro, regge le botte di vento a 50 nodi (suppongo), che mi arrivano al gran lasco. Dura pochissimo, per fortuna, poi solo pioggia.
Calo randa prua al vento, nella nebbia di acqua trovo la mia mattonella al frontone, dove scarico 35 metri di catena piu’ cima. Doccia, finisco il post interrotto dalla 5 per mancanza di mani disponibili.

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2 commenti
  1. Anonimo permalink

    ben tornati…. ci vediamo a Ponza!

  2. Meraviglia! Una perturbazione fruttuosa!!!

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