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L’estate sta finendo

23 agosto 2013

Nel chiaro dell’Ansa di Palo, al mattino, godo gli ultimi istanti utili di questa vacanza. Il consueto giro dei siti meteo, reso complicato dalla copertura ondivaga, regala un anticipo ed un rinforzo della rottura dei tempi prevista. La finestra d’anticipo che, gia’ a cortissimo, avevo individuato per domenica, si deve collocare su sabato. Oggi e’ venerdi, in pratica realizzo che occorre partire subito. Forse riuscendo a fermarsi per dormire in zona Bocche.
Muovo. 45 miglia in linea d’aria per Roccapina, primo orizzonte della spezzata che porta al Circeo. Ci arriverei in tarda serata, troppo tardi. Esercito i 2500 giri di yanmar, era da tempo che non li schieravo, nella mia vita sempre piu’ slow. Do’ anche randa e genoa, allorche’ una bava s’orienta oltre i 30 gradi d’apparente.
Passiamo il primo dei tre golfi, Sagone. Con questo tempo, ogni metro sarebbe degno di un ancoraggio, un bagno, una pescata. Pero’ vale anche il contrario, fatto uno, fatti tutti. E comunque l’opzione non e’ data, questo tempo non durera’, qualora non fosse il vento a imperversare qui a mezza isola, sarebbe l’onda, il lungo impulso della houle di Maestrale che il forza 7 nel Golfo del Leone spingera’ fin qui. Mejo Anzio, a quel punto.
Dopo la Passe delle Sanguinarie, stretto passaggio tra le omonime isole e la costa, spengo il motore. Attraversiamo il Golfo di Ajaccio a vela, tra cinque e sei nodi. Pranziamo con gli avanzi del dentice di ieri, ripassati in padella e usati per rinforzare l’insalata di questa estate: misticanza, pomodori, aceto balsamico e capperi di Filicudi al posto del sale.
A Capo Muro, il vento gira verso poppa e in piu’ si deve accostare di una ventina di gradi per seguire la costa. Orfano di gennaker, organizzo a farfalla le vele che ho. 4 nodi, a volte quasi 5. A mezzo golfo strambo la randa e stringo quasi fino al traverso, bene.
Punta Senetosa, fine del terzo golfo, la doppio alle 17, con un po’ di motore ad aiutare il vento tornato in fil di ruota, cioe’: in poppa piena. Noto diverse barche ancorate sulla punta, riparate dagli scoglietti intorno… mai fatto, sara’ per la prossima volta. Tizzano segue, altro luogo che m’incuriosisce…
Verso le 18 sono all’altezza di Roccapina, prima milestone di questa lunga rotta.
Passo gli scogli dei Monaci all’interno, attento a non finire sulle secche di Olmeto subito dopo. La cosa e’ resa piu’ complicata dalla farfalla che sto tenendo, 6-7 nodi la velocita’, che non mi lascia troppo margine di manovra. Alla fine strambo il genoa e orzo, che e’ meglio.
A Capo Fenu ragiono su dove passare la notte incipiente, sono le 19,30. Avrei voglia di guadagnare ad Est, avvicinarmi alla meta. Ma vorrei anche rifornirmi di gasolio per la traversata, ho poco piu’ di mezzo serbatoio, 20 ore di motore. Alla fine opto per S. Reparata, dietro Capo Testa. Domattina si prosegue.

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2 commenti
  1. Sembrate in crociera Costa… Belli e rilassati!

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