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Bastia, Macinaggio (e pure Centuri)

19 agosto 2013

A Bastia siamo ormeggiati al molo dei transiti ultimi della fila. La citta’ vecchia ci guarda come dalle tribune di uno stadio. Il giro dei bar tutt’attorno, ignorati, ma e’ bello sapere che ci sono.
Mangiamo malserviti da San Piero alla cittadella, ci raggiungono lo Zio Punzi e Patrizia, per caso ci siamo ritrovati qui stasera. Insieme giriamo per i negozi chiusi di Terra Vecchia, tra la piazza del Mercato e quella di St. Nicolas.
Al mattino, i negozi saranno ugualmente chiusi, perlopiu’. Lunedi mattina proprio non aprono. Situazione ideale per portare PJ a far shopping, alla fine sono io che compro l’ago col manico per cucire le vele, da Accastillage Diffusion.
Bastia l’abbiamo finita, l’ormeggio (euro 70) non mi da’ certezze (ieri e’ entrata una misteriosa onda di risacca, n’altro po’ e vado in banchina), si salpa!
Obiettivo: sbanchinare per due notti, che e’ previsto e confermato vento e possibilita’ di temporali. Chiamo Macinaggio, non prenotano. Ma c’e’ disponibilta’? “Signore, dato che non prendiamo prenotazioni non posso risponderle.” Sempre l’ineluttabile logica francese, mi ricorda la vicenda dell’elica dello scorso anno.
Alla fine mi faccio vincere dal panico di non avere posto dove stare e mi infilo in porto che non sono manco le due. “Casomai, poi riusciamo”. Seee! Ma chi me lo fa fare? Usciamo in tender, giusto per dare aria alle crocchette di palamita che ho appena fritto e ingurgitato.
Al rientro siamo operativi: paghiamo il porto (64 euro), compriamo la colla per il tender (il bostick si scolla, ok, ci ho provato), giriamo il paese e cerchiamo e troviamo un noleggiatore di moto. Sarebbe per domani ma abbiamo il culo che il tipo non voleva alzarsi alle nove e allora ce la consegna alle sei di stasera. Il tempo di litigare con i vicini milanesi che non riuscivano ed entrare e davano la colpa a me che avevo le cime troppo tese e siamo in viaggio.
Ci arrampichiamo su per le salite, affrontiamo tornanti, passiamo la Giraglia, Barcaggio e Tollare, quasi tocchiamo gli aeromotori giganti che si vedono dal mare. Qui siamo in cima, torniamo a vedere il sole al tramonto e Centuri giu’ in basso. Centuri era la mia destinazione per stasera, prima del cattivo tempo. Lo era e lo sara! Scendo i tornanti restanti per 5 km e arrivo a U Portu, il porticciolo di Centuri, sempre piu’ caratteristico e colorato, lo direi perfino piu’ frocio di come gia’ era. Ma i locali possono essere ridipinti ed aggraziati quanto si vuole, il fascino e’ proprio nella geometria canalosa del porticciolo, sembra quasi un Porto Rotondo vero e non fasullo.
Ci prendiamo una Pietra e un Sanbitter, bevande tipiche, e ci prepariamo per il rientro.

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4 commenti
  1. Ah, ma allora l’hai affittata la Vespa. Non te la porti appresso 🙂

  2. Gommonauta permalink

    PJ 124mo vestitino sciccosissimo, tu maglietta unica.

  3. Qui passata breve burrasca di pioggia, mentre eravamo a salina per granite… Rientro a Filicudi con sole e mare piatto… Domani passeggiata in montagna, se piove! Altrimenti pecorini e addio all’isola…

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