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Porto Madonna, Lavezzi, Isola Rossa

12 agosto 2013

Il dentice al sale cotto a Porto Madonna oramai e’ un classico, su Senza Parole. La particolare conformazione orografica delle tre isole che lo circondano crea un effetto “laghetto” che stabilizza la barca e premia la cottura in forno.
Alla fine della cena, pero’, comincia il caratteristico sciabordio di quando, in questo incanto, entra un po’ di Ponente. 12, 15 nodi al massimo, ma si sa che da queste parti non ci si puo’ fidare.
Cosi’ allungo il calumo, arrivando al tessile, poi vado a dormire con l’idea di alzarmi poi. Alle 3 non e’ cambiato nulla. Solo che non mi riaddormento piu’. Allora m’alzo, spippetto un po’ sull’Ipad, poi mi accoccolo in dinette. Qui vengo ignominiosamente ritrovato dalla Professoressa, alle nove suonate. Provo a darmi un tono, sedendo pensoso al carteggio, tra meteo e carte nautiche.
Tra due notti e’ previsto Maestrale fino a 7. Occorre prenderlo lontano dalle Bocche, per spuntarne un poco la virulenza ed ottenere magari un navigabile 5 o magari un balneabile 4.
La cosa piu’ facile sarebbe risalire la Corsica, in favor di vento. Solo che son posti un poco fessi e comunque pieni zeppi. Allora provo a perseguire un piano diverso: prenoto una boa all’Asinara per mercoledi e per stasera apparecchio due opzioni: o Isola Rossa, in Sardegna, o Arbitru, in Corsica, ma dal lato Ovest. La scelta la lascio al vento!
Cosi’, dopo aver espletato alcune fantozziani tentativi di pesca (io che prendo fondo col monel in mezzo alla cala e il Prof che ritenta con la palla a galla), diamo vela.
A ben 3 nodi iniziamo la nostra lunga rotta, presto stoppata in vista dell’ora di pranzo. Bagno e spaghetto a Cala Grecu a Lavezzi.
Riprendiamo. Ora aria c’e’! Il bordo viene bene per Isola Rossa (25 miglia). Ci impegnamo per scapolare Capo Testa con buon margine (rotta 230), aiutati da una corrente favorevole sui due nodi. Il mare e’ come impazzito, tra ondine fresche e corrente contraria s’alzano cuspidi ovunque. Ma so che dopo il capo sta roba finira’.
Infatti. La corrente cala, poi anche il vento, scatta il solito piano B: accosto in modo da farmi le ultime 10 miglia tutte a traina. Calo la lenza giusta, seguo la Batimetrica delle Meraviglie ed ecco che una partenza tipo fondo mi tronca un discorso a meta’. Avevo appena mollato un altro po’ di lenza, che il fondo era oltre i 25.
“Fondo?” mi chiedo a voce alta. Poi dico: no, sto troppo alto… Prendo la canna, serro un po’ di frizione, mi alzo in piedi… Non puo’ andare a fondo a 25 metri e oltre, non puo’. Dico al Prof di buttarsi fuori, la Professoressa recupera la lenza a galla, poi e’ PJ al timone, il Prof a recuperare lo Stim e la Professoressa al coppo. In un gioco di squadra perfetto, il dentice resiste un po’, poi e’ solo peso morto, piano piano lo si porta poppa, ed il professore lo infila nel coppo con la sapienza che gli e’ propria. Evviva! Stimiamo 4 chili, forse piu’, purtroppo la bilancia ha le pile scariche. Tra poco arriviamo in porto ad Isola Rossa, stasera magari si cena fuori.

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One Comment
  1. Più grande di teeee

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