Skip to content

Porto Rotondo e Porto Rotondo

9 agosto 2013

La notte e’ agitata, a Porto Rotondo. Non e’ colpa del porceddu dell’agriturismo “I Paladini”, dove i nostri amici ci hanno portato. Ne’ di un assai improbabile coinvolgimento del sottoscritto nelle smaralde sfrenatezze.
E’ il vento, che segue la debole pioggia della sera, anticipa i lampi che si vedono all’orizzonte e che termina solo dopo la grandinata delle 4 di mattina. PJ mi sveglia preoccupata, io riuscivo abbastanza a dormire, con la tranquillita’ incosciente di chi sa che puo’ solo confidare in elementi non governabili: in questo caso la trappa, cima di ancoraggio fornita dal porto. Quindi controllo: il motoscafo sopravvento, che nelle sue sovrastrutture eguaglia la mia prima crocetta, mi ridossa dal vento. Le barche si sono avvicinate un po’ in banchina, ora sono a 30-40 centimetri. Pero’ non si appoggiano l’un l’altra, tutte stanno sul loro ormeggio. Finche’ tiene. La vela sottovento ha due parabordi a poppa, per me lavorano un poco troppo, ma finche’ non cresce… Alla fine arriva la pioggia, la visibilita’ si riduce ad una ventina di metri, poi e’ grandine, il vento cala, in poco si calma tutto. 3 ore di tempestina, stimo.
La mattina sorge alle 10, dopo siffata nottata. Il cielo e’ ancora coperto per meta’, ma gia’ si vedono le nuvolette del Ponente. Questo porto e’ ben protetto nel suo bacino circolare, con frangiflutti rinforzato da una fila esterna di yacht che ne quintuplica l’altezza. Non e’ al completo, nonostante il cattivo tempo. C’e’ gente, ma i locali dicono che un tempo qui non si riusciva a camminare. Io sono affascinato dalle facce. Ci sono i volti cubisti della chirurgia estetica, sopratutto nelle donne piu’ anziane. Le tette improbabili su corpi magri, nelle piu’ giovani. Ragazzi che parlano russo. Facce esotiche rompono la tradizione milanocentrica con infiltrazione romanacce. Abbronzati capitani d’industria, pallidi produttori TV e anonime sciure siedono sui divani ai lati della strada, al baretto giusto.
Tra negozietti e pagamento del porto compio 4 giri del Rotondo porto, cumulando 10 km totali ed una insofferente sensazione da Truman Show. Si salpi, dunque!
Imbarchiamo i nostri amici Malcom e Alessandra, con la piccola Giulia per una prova di barca tanto desiderata da lei, quanto sofferta da lui. Noi siamo felici di avere la loro compagnia, dispiaciuti perche’ la giornata dispiega tutto il vento di cui la Sardegna e’ capace. Vabbe’, non tutto, ma sui 30 nodi gia’ basta. A mezzo miglio dal porto, calo il ferro in uno spicchio di mare chiaro chiamato Rena Bianca.
Il tempo d’un bagno e un’insalata, un caffè e un mal di mare e rientriamo. Inutile pensare di dormire fuori, di cercare altri posti, di armare il tender per lasciare i nostri amici a terra. Porto sia, finanche Rotondo. Con ospitalita’ ricambiata a base di spiaggetta e ombrellone, assai graditi da me e dalla Principessa Jessica. Adesso scusate, vi lascio, devo andare a giocare a racchettoni con Briatore.

Annunci

From → Uncategorized

2 commenti
  1. Adriano permalink

    Ma è il mitico stazzu li paladini dove servono un vino rosso da urlo e carciofi sott’olio senza sosta?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...