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Palmarola

20 luglio 2013

La spigola mangiata al Grottino assieme al Maestro e l’Artista ci concilia un giusto sonno, nel porto di San Felice. Usciamo che sono passate le nove e forse anche le dieci.
Direzione: Palmarola, la Forcina, dove pranziamo con l’amico Italo ed il suo equipaggio, in un’acqua cristallina che regala il suo meglio nell’ora dell’abbiocco, quando tacciono le moto d’acqua ed anche l’ultimo gommonista e’ giunto alla meta.
Con la maschera mi immergo, accarezzo un polpo, osservo un granchio difendersi a chele spiegate da una tracina, sospingo una PJ svenevole in un bagno ristoratore.
Quando vedo planare un tender con un gonfiabile al traino zeppo d’infanti urlanti, levo ancora e col supporto del Maestro e la non belligeranza dell’Artista, mi dirigo verso I Posti Buoni, per l’ennesima, infruttuosa, pesca a traina.
Scopriamo pero’ un lato Ovest di Palmarola calmo e piacevole, con molte meno barche. Spendiamo la sera ancorati su questo lato, in uno di quei posti che non hanno nome, ma che se fossero altrove sarebbero l’attrazione principale per miglia e miglia.
Poi molliamo, facciamo un lento aperitivo di rientro a Ponza, cercando di arrivare felicemente ultimi e cosi’ toglierci dalle scie dei coatti motoscafari in rientro da Ciccio Nero. Stasera: EEA.

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