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Godersi la barca

17 luglio 2013

Trovare il momento giusto per andare a prua, allontanarsi dalla folla del pozzetto, pieno di telefoni, birra, bambini agitati.
Ascoltare il mare che si apre in due davanti alla prua, essere i primi a vedere, i primi ad arrivare. Sognare giochi impossibili e certamente vietati, che includano catene, pulsanti del verricello, scotte, passi d’uomo. Stendersi, anche.
O farsi pettinare dalla zia, gesti antichi, uguali a quelli che vidi in Nepal trasmettere di generazione in generazione dalle anziane del villaggio alle nipoti. Questo sono le donne. Gli uomini, dove sono? A poppa!.
Fine della parentesi perottiana. Qui la giornata e’ splendida, il girasole e’ influenzato da una componente barica da shyrock, ragion per cui sto muovendo da Palmarola a Ponza a secco di vento e di tela. Sconto il bordo unico che stamane mi ha portato qui sempre a vela, pur non partendo presto. Una attenta analisi che conferma quanto Lamma ha dettato per stanotte, shyrock fino a 4 nel canale. Mi gioco la carta porto e penso di vincere.

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One Comment
  1. Pagina degna di Joyce! Magnifico!

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