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Lazziali ovunque.

11 luglio 2013

Il gennaker spinge, senza forzare, sui 5 o 6 nodi, da Ponza a Palmarola. I ragazzini si preparano indossando pinne e maschera fin da Monte Guardia. Un segnale forte sul fatto che non andremo direttamente in porto, ma che ci vuole un bagno prima.
La calma assoluta dell’infrasettimanale permette la sosta sotto al Cimitero, alla punta della Madonna. E’ l’ultimo posto dove cala il sole, classico ultimo bagno ai tempi di Ponza in barchino.
Cosi’, Ignazio al timone, calo il ferro su 12 metri di fondo e mentre i cuccioli si iettano a mare, io vado a raspare lo Scoglio Rosso a traina.
D’un tratto, un gommone pieno di individui d’orientamento sessuale incerto, ma capitanati da un lazziale ben noto, spunta dalla punta e punta un peschereccio pieno di gabbiani, poi, irrazionale come uno con troppi cavalli sotto al culo, dirige planando verso di me.
M’appiatto verso lo scoglio, per evitare l’ulteriore beffa. Rischio! Perdo: incaglio la lenza. Per fortuna scollo un’oliva dalla roccia e salvo il rapala’, mentre osservo il lazziale nocchiero illustrare le Grotte di Pilato al suo scottato equipaggio.

So’ cose brutte. Poi trastullo i pupi planicchiando educatamente in giro, quindi ancoriamo nella rada portuale, correttamente posizionati nel quadrilatero regolamentare. Il nostro vicino di sinistra s’appizza al rollafiocco, nella classica posizione chiamata “nunso’ sicuro de come me so’ angorato”. Toglie ancora e rida’ due o tre volte. Alla fine e’ cosi’ lontano che viene voglia di togliere a mia volta ed avvicinarmi un po’ di piu’, poi abbandoniamo il progetto per manifesta malvagita’ d’animo.
Pero’ passiamo la serata osservandolo periodicamente uscire dalla cabina e controllare da prua la sua posizione.
Come peraltro il signore sulla destra, barca nuovissima (e lui, evidentemente, pure).
Si esce, i cuccioli mangiano pizza a taglio, noi ci organizziamo a bordo con uno spago tonno e limone (copyright, va detto, del lazziale gommonauta taglialenze). La sera e’ tranquilla, la luna a spicchio, i cuccioli di sotto trovano pace solo addormentandosi in dinette. Glielo concediamo, mica siamo biancoazzurri.

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One Comment
  1. Oggi ho la maglia azzurra permalink

    e me so gia’ acquattato dietro lo scoglio dove andrai oggi. Al primo stimolo di sottocoperta, al primo brividino, zam! Poi ti espongo lo striscione.

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