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Benedetta e Ignazio

11 luglio 2013

Due giorni di festeggiamenti per il compleanno della mia amica, questo il programma che porta Senza Parole ad un insolito giovedi-venerdi di gita.
Lei e’ la moglie di Ignazio,che conosco da quando le donne ancora non ci piacevano o almeno non quanto la terza partita di calcetto giornaliera.
Ci siamo trovati ieri in banchina, tempo d’imbarcare e li ho portati da Erminio, che oramai si lancia in elaborati condimenti con pesce spada, cernia alla mugnaia o in crosta di patate, roba da pazzi, forse ha imparato guardando la Clerici in TV.
All’alba, siamo tutti piu’ o meno svegli, tranne gli ormeggiatori del Circeo. Attendo un po’, poi poco dopo le sette salpo da solo, simpatico zimbello io, e me ne vo’.
La giornata ci regala un po’ di levantolo, che aspira Senza Parole in un tubo di flusso diretto a Palmarola alla sorprendente velocita’ di nodi 6. Quando scendo sotto i 4 e con un cucciolo accusante “mal di pancia”, accendo. Palmarola ci aspetta, nella foschia d’una giornata umida che pero’ si fa godere.
Bagno allo Spermaturo, a Cala Brigantina, giri in tender, dopo pranzo m’incammino a girar l’isola.
Lascio la lenza in mano a Margherita, anni 8. Il timone e’ di Emilio, 6 e mezzo. La zona, quella del posto buono di Palmarola. Scendo di sotto per controllare se la nuova pompa Jabsco funziona a dovere, quand’ecco che sul piu’ bello sento i giri calare. Adesso ridanno manetta, vedrai che qualcuno ha urtato la leva del gas, mi dico. Non ridanno manetta.
Allora, Margherita ha preso!
Salgo su, a fianco a Senza Parole c’e’ un gommone pieno di individui di sesso maschile vittime di evidente disorientamento di genere. Il capo di questi e’ l’amico Bino, lazziale demmerda, che manco saluto e subito accuso di manovra improvvida a danno di trainista (cagante, perdipiu’).
Saluti e cordiali riferimenti all’uso improprio delle cavita’presenti nel corpo umano.
Quando ripartiamo, candida candida, Margherita dice che aveva sentito il pesce, ma poi era andato via. Uhm. Uhmmm. Controllo, recupero veloce, rapala andato. Pare tutto accaduto nei 30 secondi che ero sotto, e CONTEMPORANEAMENTE alla manovra d’accosto del gommonauta demmerda. Testimoni Ignazio e Benedetta.
Insomma, con tanti froci che ci stanno in motoscafo, che proprio lo zio Bino mi tagliasse la lenza, di giovedi, non si poteva credere, sorcio che non e’ altro. Vabbe’.
Doppiamo Punta Tramontana, lasciamo il timone al “guidadasolo”, neologismo per Autopilota e alziamo il gennaker. Direzione Ponza. Aperitivo e cena a bordo, si ipotizza.

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One Comment
  1. Tania permalink

    noooooooooooooooo non ci si crede con tutto il mare a disposizione siete riusciti a beccarvi e tu a farti tagliare la lenza! Ammazza che culo!!!!!

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