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Isole Lerins

2 giugno 2013

La sagacia tattica del cittadino del mondo meteorologico che sono diventato produce i suoi frutti fatti di calma, barca immobile, silenzio e sogni d’oro, nella cabina di poppa di Aonami, il Dehler del mio amico Roberto. Lo stesso non potra’ dire Anna, nella cabina a fianco, che pare mi senta russare profondamente. Illazioni, si sa che e’ la dilatazione termica del fasciame che produce un raspo alternato del tutto simile. E’ che le cozze alla marinara, seguite dagli spaghetti alle capesante hanno prodotto con il Bordeaux un effetto chiamato abbiocco per tramite del quale svengo col libro in mano e la luce accesa.
Al mattino le Lerins svelano il loro volto migliore: poche barche, sole pieno, acqua calma. Il programma della giornata e’ semplice: fare colazione, prendere il sole, fare due chiacchiere e poi rientrare prendendosi tutto il tempo, per poter fare vela anche in caso di vento leggero.
Anna ha trovato il suo posto a prua. Non vuole essere messa su facebook, dunque d’ora in poi la chiamero’ con un nome de plume, la Maestra di Vigevano.
La Maestra ha molti stalker, mi spiega. Gente che su Linkedin tenta di coinvolgerla in riduzioni estreme del punto vita, o in iniziative contro l’anoressia giovanile. Lei mica ha tempo per tutti, gia’ fatica a gestire zoccolo duro e meteore, la macro suddivisione della sua customer base.
“Mi chiama questo, mi dice che ha bisogno di un personal trainer giovane guerriero in zona Monza, al sabato, ma io al sabato magari sono in zona Brescia, oppure c’e’ l’ex AD che ha la figlia in Giamaica, che vuole che vada li’ ad aprire una palestra, ma vedi tu le occasioni che mi capitano ora che ho chiuso la storia di 6 anni in zona Abbiategrasso?”

Dopo un po’ di personal training, devo vedere se Roberto ha bisogno d’una mano a mollare le stecche, ce la fa benissimo da solo, ma oramai sono a poppa.

Oggi la navigazione assomiglia allo struscio paesano, si cammina su opposti traversi, seguendo la costa. Incrociamo mille vele in senso opposto – una regata – con ognuno un saluto, una mano sventolata, un’occhiata alla Maestra che prende il sole a prua.
Stavolta non mi faccio fregare dal colore dell’acqua, e calo al minuto uno. Anche perche’, mi spiega il Minoia, il fondo non e’ sabbioso, c’e’ una batimetrica oltre i 200 metri, e’ una sospensione planctonica che crea il colore turchese (tipo… Anzio!). Cosi’ appena vedo un paio di scodate tra noi e l’ennesima vela che incrociamo, tempo 30 secondi cell’ho all’amo.
Roberto imbraccia il coppo ed in breve tiriamo su un tonnazzo sui 3kg, prontamente sfilettato ad uso dell’armatore.
Siamo quasi arrivati, l’estate e’ arrivata, il pesce pure, ora ci aspetta solo di mettere a posto la barca e prendere il volo di ritorno.

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2 commenti
  1. Mi hai fatto morire dalle risate! 😀
    Comunque ho appurato che la Costa Azzurra è più vicina a Roma che a Milano: voi siete arrivati a Roma alle 19.30, io invece sono arrivato a Milano alle 23!!!
    Sei ore: praticamente un record. Uffff

    • Ho saputo, mi dispiace!
      Ti ringrazio ancora per il bel weekend, anche io ho realizzato che ci metto di piu’ ad arrivare al Circeo!

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