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Fisherwoman

4 maggio 2013

Tour de force senzaparolesco, teso a recuperare i giorni perduti nelle pigrizie invernali, nel maltempo, nella primavera fiumarola. Giovedi sera s’era scesi a terra ed eccoci di nuovo ammare al sabato. Salpiamo tardi, imbarchiamo prima la cambusa dell’inizio stagione, quella che rimette le scorte al massimo, dopo aver fatto fuori tutti gli avanzi dell’anno prima.
Poi spesetta da Gino, regalo a SP due cime d’ormeggio di rara bellezza e classe, mai avute cosi’, e un nuovo tesabase (in prestirato). Poi fila al carburante, due motoscafi grossoni fanno a tempo a fare cambusa, colazione e una partita a briscola durante il pieno. Io li’ a guardare, con la barca in equilibrio precario tra opposte catenarie.
Ho fatto in tempo a mia volta ad insegnare lo scibile nautico intero a PJ, ora capace di manovrare tipo Jack Sparrow.
Vabe’ quando guardo l’ora fuori dal porto sono le undici e un quarto, roba da pazzi.
C’e’ sole, caldo e zero vento. Manco alzo la randa. In compenso, gioco il tempo di due o tre porceddena con il boma e il cavo tesabase da passare dentro. Ho provato, nell’ordine:
1 – ad usare la borosa che gia’ passa nel boma come ‘ascensore’, solo che non mi riusciva di acchiapparla dalla feritoia adiacente.
2 – usare un testimone per cavi elettrici (niente, si spiralava su se stesso senza venir fuori)
3 – ficcare un uncino di fil di ferro in vari posti, tra cui quello che avete in mente
Alla fine, l’unico modo e’ uno che avevo gia’ sperimentato, ma che all’inizio mi sembrava inutilmente complesso. Ho legato un testimone ad una stecca del lazy bag, lunga quanto il boma. Fatto subito.
Intanto, si arrivava a Palmarola. Lato Ovest soggetto a leggera risacca, ma vento leggero di pari direzione, gioco il jolly e l’isola e’ solo per noi. Soli a Cala del Porto: mai successo. Poi giretto in tender con gara di traina: finisce 2 a 2. PJ prende due occhiate, di cui una oltre mezzo chilo che siamo costeretti a trattenere. Io acchiappo solo un minipony e un fiodena. Il mio nuovo minnow super- affondante continua a gratificarmi di catture da bolentino, mi aspetto a breve fraolini, sanpietro e pezzogne.
Vabbe’, poi a sera si va verso l’isola di Ponza per una passeggiatina, io zitto zitto calo la mia lenzetta e a mezzo canale vengo risvegliato da una partenza sparata. Mare deserto, fondo 95 metri. Dichiaro che e’ pesce e gia’ penso al 3 a 2. Commetto anche altri errori: mando PJ a prendere il raffio, per esempio. Poi recupero il tender accorciando il traino… Cose cosi’, che hanno il potere magico di trasformare la ricciola di passo che certamente avevo all’amo in un micragnoso pedagno che – giuro – prima non c’era. Non solo, ma mentre m’avvio mesto al recupero della lenza, il monel si spezza a tradimento, cosi’ perdo anche girella e uno degli ultimi, preziosi, Viper palettoni.
Proseguo rimirando il moncherino di lenza a fianco a me, a prua Monte Guardia, a poppa le nubi del tramonto sopra Palmarola.

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2 commenti
  1. Elisheva permalink

    Sarà pure due a due ma se non era per me stasera niente pesce!!!

  2. Energienuove permalink

    E dimolo!

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