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Deludenti lochi natii

18 febbraio 2013

L’ormeggio ad Anzio, tante volte immaginato, passeggiando lungo la banchina, con il gelato di Mennella in mano e il borsello nell’altra, sara’ per un’altra volta. Si, perche’ nonostante sia febbraio, nonostante il bacino del porto sia enorme e pieno d’ogni sorta di cadavere nautico, Circomare Anzio non mi da opportunita’ di transito: “Negadivo, condatti Marine de Nettuno sullo canale 9”. Non parlava veramente cosi’, ma tale e’ il nervoso che m’e’ venuto che devo in qualche modo trogloditizzarlo. “Ad Anzie non gi sono piu’ i transidi”. Ma vaffanculo, avete una cittadina da quattro soldi e vi permettete di tenere fuori le barche in transito… a che servono i porti, allora? A contenere barche ferme, questo e’.
Smaltito l’incazzo, chiamo Nettuno ed entro. Ormeggio all’inglese, vicino la torre. Va meglio. The al bar del porto. Sa di varechina, i camerieri sbattono le sedie e paghiamo 12 euro senza scontrino. Ok, sono a casa, tutto a posto.
Porto PJ alla stazione, poi cerco l’unica consolazione possibile in una serata triste e solitaria, vabe’ forse non proprio l’unica, insomma, vado a farmi una pizza all’Archetto, inevitabile ritorno nel luogo di mille fami giovanili.
Nettuno e’ piena di gente, impegnata in uno struscio insensato e senza un fulcro apparente. Tantissimi ragazzi, dai 16 ai 20-22. Capello impomatato in su da calciatore, sotto rasati in doppi o tripli tagli, voteranno anche loro, se non ora tra poco. Credo si orienteranno verso chi gli promettera’ muretti migliori, ne fanno un uso smodato, muretti e fotografie con il cellulare, si siedono e si fotografano, a volte con il cellulare sbagliato: “No, cor suo no, che lei le mette”. Le mette, neologismo italico per upload, suppongo.
Webasto-powered, dormo al calduccio 10 ore filate. Con una interruzione verso l’una, ad abbassare er foco che mi stavo rosolando troppo sopra, nella cabina di poppa.
Alla mattina, colazione a bordo a smaltire ciambelline scadute e un po’ mosce, poi mi tocca disturbare la quiete dei lavoranti del marina per saldare il conto. Se me ne andavo alla zitta erano tutti piu’ felici, suppongo. Comunque, solo 16 euri, essendo invece l’alta stagione 70, hai capito Nettuno, costa come Stintino.
Manovra perfetta per uscire, il vento sospinge SP ad allontanarla dal molo, non c’e’ neanche bisogno che scenda a dare il calcetto, vedi che perfezione? Aspe’, che e’ quella cima che pende dalla bitta? Cazzo la mia!!! Contavo scendendo di sfliare la gassa e invece l’ho mollata li’. Rincoionito. Vabe’ ariaccosto di retro, sono quasi a portata, aspe’ fammi frenare con una bella sgassata… Mi entra la retro invece che la marcia avanti. Fortuna che nessuno guarda le comiche. Vabe’, finisce che tocco piano con il bottazzo a poppa, poi sono lesto con il mezzo marinaio a sfilare la cima dalla bitta sul molo. Arrugginito, sono.
Il cielo e’ copertino da foschia leggera, il vento un grecalino sui 7 nodi, tutto obbliga ad aprire le tende che porto spesso come sterili orpelli. Si va, sui 4 nodi scarsi, bene per praticare quell’altra cosa sterile a base di canne che tanto m’appassiona, chissa’ perche’…
Buon lunedi’, ci si sente piu’ tardi.

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