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Going East

5 gennaio 2013

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31 dicembre 2012

Voialtri terricoli di scarsa attitudine geografica, illusi dalle proiezioni cartografiche dell’Istituto De Agostini di Novara della vostra terza elementare, resterete sorpresi dall’apprendere che Napoli si trova ad Est di Ponza e di Ventotene e non a Sud. Secoli di pregiudizi contro i Meridionali, quando invece quelli che non si lavano e che cianno il colera sono gli Orientali.

Proprio per indagare sulla eventuale esistenza di una Questione Orientale, ci siamo alzati stamane alle sette, dalle cuccette di prua di Senza Parole, nel Porto Romano di una Ventotene appena rischiarata dall’alba.

Obiettivo: Capri, distante 39 miglia, rotta 109. Previsioni: Levante 4 tutta la mattina.

E infatti esco dal porto con il dubbio di averlo in faccia, invece piu’ o meno riesco a bolinare, intorno ai 5 nodi, quasi sulla prua giusta.

Verso le nove, decido che ci vuole un cappello piu’ grosso, stando fuori dalla cappottina, all’ombra delle vele, tira un’aria bella fredda.

Perdo una 15ina di gradi rispetto alla rotta giusta, che ora e’ 106, dannazione.

Confido nel calo nel Golfo di Napoli e conseguentemente nel mitico Yanmar, capace di spingere la prua in ogni direzione, no come ste caspita de vele.

Anche perche’ vorrei arrivare con la luce, essendo che ieri pur battagliando una mezzora non sono riuscito a smontare il fanale di via verde, spento. Eppoi sai che freddo? Comunque per ora l’OPA e’ per le 17, tocca migliorare un poco.

L’autopilota e’ programmato per tenere costante l’angolo rispetto al vento, dunque fa lui la rotta istante per istante. Alle dieci e mezzo questa condotta ha cumulato un fuori rotta di 2,3 miglia verso Sud, ma ora il vento e’ calato ad 11 nodi, dai 17 di prima, e forse anche un poco girato, si riesce a far prua 104 per Capri.

Mi preparo a passare il traverso di Ischia con una seconda canna in pesca. Non e’ periodo, ma la zona e’ tradizionalmente buona. PJ intanto armeggia coll’Iphone e scarica  Funiculi’ Funicola’ iamme ncoppa ja, giusto per entrare in clima Anema e core. Ciascuno entra nel Golfo a modo suo, rifletto, ma io non prendo niente, meglio lei che canticchia felice: “Aieressera, Nanninè, me ne sagliette, tu saie addó? Addó ‘stu core ‘ngrato cchiù dispiette farme nun pò” almeno non parla piu’ come Ruggero De Ceglie.

Vabe’, accendo e rollo il genoa che il vento e’ calato in intensita’ e finalmente riesco a metter la prua su Capri.

Pensieri. Mi e’ costato mollare i miei porti sicuri, casa, Ponza, Ventotene. Ma ora sono contento di vedere posti nuovi, e’ vero viaggio. Poi sara’ anche vera vacanza, dato che ho smesso di pensare di tornare anticipando il cattivo tempo del 2. Sara’ fermo tecnico ad Ischia, terme, pranzi e napoletanita’, sai che peccato!

Intanto il Golfo passa nella calma e nel sole che finalmente passa il mezzogiorno della rotta e scapola la cappottina, entrando a scaldare il pozzetto. Volano piumini e giacche a vento, e’ pennica sulle panche (pesce sempre zero).

Poi e’ porto, funicolare, ricerca di pesce attraverso pescherie, ricerca di sale, di sapone per i piatti, di un cornetto portafortuna, tutte cose di cui le boutique di Capri sono piene. Troviamo tutto, tranne un pandoro. Sono settimane che cerco un misero pandoro fossanche del discount, ma sono esuariti ovunque, perfino da Billa. Vabbe’, PJ rimedia comprando in piazzetta un panettone argentato con le gocce di cioccolato, che amore!

 

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