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Da Razzoli a Isola Rossa

21 agosto 2012

La navigazione di ieri ci ha condotto, inaspettatamente, ad ancorarci accanto al Passo degli Asinelli, tra Razzoli e S.Maria, le isole piu’ a Nord della Sardegna. La traversata si fece improvvisamente ardita e perigliosa assai a causa dell’Ovest Forza 5 che nelle Bocche alberga, rinforza e sorprende i fedeli di Lamma, che portava al max 3. E’ che qui il dio del vento e’ Meteo France, bravo a dare sempre 1 o 2 Bft in piu’ nelle Bocche. E, quindi, veniva piu’ facile tirar diritti, farsi ruotare il ponente piu’ in poppa ed atterrare a Porto Madonna, che risalire per Lavezzi. Nottetempo ci ha raggiunto Tiger con due nuovi esemplari femminili (povere, speriamo bene) per la solita cena a base di sale con sotto un pesce.
La notte non ha visto il vento calare, piuttosto me spesso all’erta… Al mattino gran consulto di previsioni: qui c’e’ tipo Forza 5 anche oggi, poi verso il weekend rompe il tempo, e’ atteso Maestrale forte.
Sto un’oretta a cogitare, poi fugo i dubbi: preferisco navigare al tedio conservativo. Si va verso l’Asinara, se arriva brutto sara’ rifugio a Stintino o Castelsardo, inganneremo il tempo con porceddu, malloreddus e seadas.
Esco iperprudente, c’e’ 15 nodi in rada. Mano alla randa, genoa a meta’. Bolino fino a Lavezzi, viro sotto, passo accanto al chiorbo rosso e nero, non riesco a doppiare Capo Testa in un sol bordo, penso.
Penso anche che sara’ la decima volta che faccio le Bocche e che Giuseppe mi stara’ leggendo e rosicando, povero. A proposito: a Porto Vecchio nella rada a sinistra del porto commerciale, ho trovato un fondo che l’ancora non veniva piu’ fuori: fatti conto cemento a presa rapida, creta, una roba nera e pussolente che non si levava piu’ dall’ancora. Incredibile, no?
Comunque, molto piano, ma con gran gusto, bordeggio tra Corsica e Sardegna. Il secondo bordo mi porta da Lavezzi a S.Teresa di Gallura, poi esco un po’ per passare Capo Testa con un bel margine, una volta virato di nuovo. Faccio rotta diretta per Isola Rossa, poi a meta’ il vento comincia a girare seguendo la costa, calando, e allora accendo. Anche perche’ si puo’ tentare la traina a fondo, penso.
Il fondale e’ buono, pero’ non prendo nulla! Fammi controllare, magari sto girando con un’alga attaccata, penso. Rallento, tiro su veloce. A meta’, abbocca. Forte. Porta via il filo con tutta la frizione stretta. Poi viene. Sbagliamo nella fase finale con il guadino, che si impiglia al Rapala rendendo vana ogni mossa. Tranne una, scendo in plancetta, mi tiro su la manica e con un gesto veloce infilo le mani nelle branchie del pesce. 3,8 kg, quindi: 4!
Poi riprovo, riprendo, stavolta e’ un rarissimo barracuda, l’ultimo superstite della furia dei dentici, suppongo.
Bella costa, questa qui!

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