Skip to content

PJ

18 agosto 2012
Bonifacio-20120818-01104

L’Isola Piana, una delle tante, qui parliamo di quella a Sud della Corsica, si nasconde dietro Lavezzi, per chi proviene dalla Sardegna. Ci arrivo bordeggiando al tramonto, a vela, tentando anche una passata con il monel, che pero’ s’imparrucca subito, anche spezzandosi. Per fortuna non perdo niente, a parte la pazienza, per un attimo.
Giro intorno all’Isola, entro da Nord, trovo Roberto che mi ricorda che il lato piu’ a terra ha il fondo d’alga, allora me la rischio un po’ spingendomi dall’altra parte del canale di passaggio, verso i fondali chiari che hanno reso questo posto cosi’ famoso.
Il piano sarebbe di andare a Bonifacio via terra, o perlomeno mandarci PJ.
Elisabetta aveva espresso pochi desideri: scendere a terra per vedere qualche negozietto, una sera vedere un film insieme a bordo… Cose cosi’. E quindi a Palau l’ho accompagnata lungo la via principale, ma lei mica s’e’ accontentata, dice che erano le 3 di pomeriggio ed era tutto chiuso, hai capito che mancanza di riconoscenza, mica gli bastava guardare le vetrine…
Per non parlare del film: l’altro giorno c’era “1408” su RAI5, John Cusak chiuso per tutto il film in una stanza d’albergo piena di fantasmi, vabbe’, faceva un po’ paura, ma niente, s’e’ impuntata e non l’ha voluto vedere.
Comunque, la sera la passiamo a cena a bordo di Aonami, per una volta senza dentice, ci siamo un po’ rotti, pensa un po’.
Al mattino, PJ ha una faccia strana, non si sente bene. Le misuro la febbre: 36,3, poi ha questo strano prurito alle piante dei piedi… Non sono medico, ma consulto alcuni testi sacri di medicina (tra cui “Lavori a bordo” di Zerbinati e “Navigare con cattivo tempo” di Adlard Cole) e la mia diagnosi si conferma: anegozite acuta, da curare immediatamente con un impacco di shopping e colazione al baretto. Mi informo delle navette Piantarella-Bonifacio, ne parte una alle 9,30 che non faccio in tempo a meno di volare, quella dopo alle 11. Alle 11 PJ l’ho gia’ persa, l’anegozite e’ tipo tetano. Cosi’, valuto le alternative (taxi, andare con a barca a Cala Catena) ma poi decido di coprire le 5 miglia fino a Bonifacio con il tender. Faccio il pieno, mi metto la polo bianca della divisa, occhiali, cappelletto, VHF ed eccomi travestito da marinaio di yacht di lusso. PJ scende con il suo vestitino bianco da ereditiera americana e attacchiamo con la planata di 20 minuti che ci porta, tra salti e urletti, al fiordo dei desideri.
Solo incidentalmente, ho con me i documenti della barca, hai visto mai che possa fare il permesso per la traina nel parco in Capitaneria? Curiosamente, e’ la nostra prima tappa. Due gnocchette in divisa mi accolgono in un locale accogliente, ampie vetrate, legno, un bel bancone moderno, aria condizionata. Non c’e’ coda, non par vero. Purtroppo per il permesso devo tornare lunedi (mortacci loro), se ne occupa l’ufficio del turismo (stronzi) ma il tipo non c’e’ (stara’ a pesca), loro hanno finito i moduli (problemone). Io manco so quando e’ lunedi’, ma sopratutto mica posso rifare sta trafila con il tender.
Provo all’ufficio del turismo, hai visto mai? Li’ l’impiegata e’ bruttina, ma ha dietro un’amica gnocchetta di back-up. Geniali questi francesi, se arrivi a Ponza ti accoglie un maro’ calabrese di leva in una stanza scrostata. Comunque, la storia e’ la stessa: lunedi.
Mi incammino sconsolato, per fortuna PJ nel frattempo ha gia’ comprato 4 magliette “I love Corsica” e gia’ respira meglio. Poi e’ colazione, da Cote Fruit, che deve essere un affiliato della Montecarlo, visti i numerosi attestati “Routard” che espone. Spesetta del fresco, poi ancora qualche negozietto e tender. “Beh, poi in fondo non e’ stato cosi’ difficile, abbiamo trovato posto”. Per il tender?? “Si, certe volte a Ponza, manco quello”. Io che dentro di me ho la lista delle cose che possono ancora andar male al ritorno (vento e mare che si sono alzati; motore che ci pianta; barca finita a scogli) incrocio le dita.
Alla fine, ne prendiamo solo 2 su 3: la barca e’ intatta. Ma in compenso un’onda fradicia PJ e il suo amato telefono semplificato (anche detto Iphone), ora mi sa che sara’ costretta ad usare il BB. E Il motore a un certo punto smette di spingere la planata, sale di giri ma non scarica potenza, come se l’elica cavitasse. Temo un qualche giunto parastrappi piallato, del resto ha 6 anni sul gobbo. Proseguiamo a lento moto, mi maledico per non avere una lenza nel cappello come il papa’ di Felicetto, Maestro del Maestro del Maestro del Maestro, colui dal quale la pesca palombelliana discende, da generazioni. Anche perche’ verso Piantarella, nell’acqua chiara, in mezzo ai pupi e ai motoscooter, vedo distinto un pesce d’un metro. Nuota sinuoso, capoccione grosso e corpo a sfinare, e’ a due metri dalla superficie su un fondo di 4, non sembra spaventato, tanto che poi ci ripenso e provo a cercarlo, ma niente.
Devo dire che ho subito pensato ad uno squaletto, ma piu’ per il comportamento che per averlo riconosciuto, che chi l’ha mai visto, uno squalo?
PJ si spaventa, poi rimuove tutto nel bagno che facciamo, in mezzo a centomila barche, ma in un’acqua chiara e trasparente come te. Qui c’e’ un bassofondo di mezzo metro dove l’italiano ferragostaro (ma anche il francese) pratica il suo sport favorito: tenere le palle a mollo. Ce n’e’ a decine, tutti fieri nei loro shorts, mani sui fianchi, sguardo lontano, pelle abbronzata e palle a mollo. Anche io mi cimento, con una certa soddisfazione, poi pero’ devo far fare il trenino a PJ, e vabbe’.
Al ritorno a bordo, sparrucco il monel in soli due porcatroia, poi giustizio l’ultimo denticiotto: acqua pazza. Con la baguette fresca a pucciare il sugo, che velodicoaffa’?
Qui l’essere umano normale si godrebbe la siesta sotto il tendalino, ma io sono stufo di motoscafi, gommoni e trombette e devo riprendere il mare. Studio la carta e decreto che la via piu’ breve da Piantarella a Rondinara, nostra prossima tappa, passa per lo Scoglio Lavezzi e gli Sperduti.
Allo Scoglio una bella partenza, ma rompe quasi subito, intanato. Riprovo la passata, niente, stai a vedere che senza Il Maestro torno alle mie classiche imbiancate? Curvo per tentare un ultima volta, ed ecco l’amato cicalino: ziiiing, ziiiing! Rallento, tiro su veloce, PJ coppa sicura, e’ un dentice di quasi 3 kg, preso! Come mia prassi, non intigno, m’accontento, tanto ci sono sempre gli Sperduti da passiare. E infatti agli sperduti una bella partenza mi fa sperare nel mostro, invece e’ ‘solo’ da 2,5.
Proseguo, prendo fondo, perdo un altro artificiale, smetto.
Rondinara ci aspetta, Roberto ha prenotato il ristorante sulla spiaggia, ordinero’ hamburger e patatine fritte.

Annunci

From → PJ

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...