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Costa Concordia: la mia ricostruzione dei fatti

15 gennaio 2012

Ho cercato in rete una ricostruzione decente di quanto accaduto alla nave da crociera. Purtroppo un conto e’ dare le notizie cosi’ come arrivano, un conto e’ cercare di capire cosa possa essere avvenuto. Mettendo insieme i pezzi, mi sono fatto la seguente idea.

Rotta della Costa Concordia. Qui la prova esiste, ed e’ evidente, il sito Marine Traffic, traccia la rotta di tutte le navi, a patto che siano raggiunte da una stazione costiera appartenente al network. Tuttora visibile mentre scrivo, la traccia e’ questa:

Traccia_concordia

Quindi, nessun dubbio sulla rotta intenzionale di avvicinamento al Giglio, come del resto tradizione testimoniata da questo carteggio, tra un comandante della linea ed il direttore di Giglio News (grazie a Gianluca Nicoletti ed a La Stampa). Si evidenzia un reciproco piacere nel passaggio radente l’isola, da parte degli isolani nel salutare un gigante del mare (quasi 300 metri di lunghezza) e nei passeggeri e nel comandante nel vedere la terra cosi’ vicina.

Ma c’e’ di piu’. Infatti le posizioni sono corredate da velocita’, orario e rotta. Quindi sappiamo che fino alle 20,33 UTC (21,33 locali), stava viaggiando a 15,4 nodi, con rotta 276, puntando cioe’ a Sud del porto, verso Cala delle Caldane.

4 minuti dopo, alle 20,37 UTC la velocita’ e’ sempre elevata, ma la rotta e’ 285. Si trova a meno di 2 miglia dalle rocce. La nave ha iniziato la virata che nelle intenzioni del comandante, avrebbe dovuto portarla a costeggiare l’isola.

Qui la traccia si interrompe. E’ probabile che la stazione AIS che ha trasmesso i dati al sito Marine Traffic si trovi proprio a Giglio Porto e sia caduta in ombra nel tratto sotto la montagna.

Comunque, tutto lascia pensare che abbia colpito, secondo Repubblica alle 21,45, il bassofondo roccioso delle Isole Le Scole.

Le_scole

La nave pesca 8,2 metri, ma dalle foto che si sono viste, ha urtato sul fianco sinistro, poco sotto la linea di galleggiamento. E’ certo che fosse troppo vicino alla costa, la legge vieta la navigazione a meno di 300 metri dalla riva. Lo stesso comandante nella intervista al TGCom, parla di 100-200 metri dagli scogli, poi si corregge e dice 300, probabilmente per non incolparsi.

In realta, la nave e’ passata a meno di 20 metri dall’ultimo scoglio emerso, a meno di non voler accettare la tesi che in una zona cosi’ battuta non ci fosse uno scoglio non segnalato. Ecco, io questo non lo posso escludere a priori, ma se il comandante fosse stato davvero a 300 metri dalla costa, cioe’ dalle Scole, questo scoglio avrebbe dovuto emergere da un fondale di 30-50 metri fino ai 2-3 di dove lo si vede attualmente, incastrato nell’opera viva di questa sfortunata nave (da Il Post, AP Photo/Gregorio Borgia)

Ap12011417019

Un pinnacolo sconosciuto alle mappe? dubito. Credo invece che una banale immersione anche in apnea davanti alle Scole mostrerebbe evidenti tracce dell’impatto e la fresca frattura sulla roccia. Dunque tutto cio’ sara’ presto e facilmente accertato, mi auguro.

La zona dove ha impattato (STRINGER/AFP/Getty Images) sembra molto vicino alla poppa.

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La nave evidentemente stava ancora curvando quando ha colpito gli scogli e li ha presi non con la prua ma “scodando”. La virata che doveva portarli a sfilare davanti al porto e’ passata troppo vicino a Le Scole e se ne e’ portata via un pezzo.

Ingrandendo la zona del porto si notano altri 3 rilevamenti, sono delle 20,53, 20,58 e 21,02. La velocita’ e’  2,9 nodi, poi  1,4, infine 1,1.

Traccia_concordia_2

La nave si sta incagliando? non credo, credo piuttosto che abbia dato ancora, come peraltro testimoniato dalle cronache, nell’intento di arrestare la nave, farla ruotare (quello che hanno chiamato “testacoda”) a mandarla verso terra. Questa e’ una manovra brillante, che ha salvato la vita a 4000 persone e forse anche la nave. Ha permesso di non farla affondare e, forse fortunosamente, di far emergere la frattura, impedendo l’ingresso di altra acqua. La nave infatti e’ adagiata sul fianco opposto a quello dell’urto, in conseguenza dell’incaglio. C’e’ una foto notturna nella quale si vede ancora quasi diritta, probabilmente e’ ancora in movimento (AP Photo/Giorgio Fanciulli, Giglionews.it)

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Conclusioni? Manovra da bullo, come dice Libero, eseguita pure male, dico io.

UPDATE 18 gennaio, ore 17,15: manovra brillante o dissimulazione?

Oggi Repubblica adombra il sospetto che la nave sia finita in secca casualmente e che successivamente abbia calato le ancore per dissimulare la manovra brillante della quale ho scritto nell’immediatezza degli accadimenti. Il Corriere della Sera propone una infografica diversa, nella quale la nave rientrerebbe verso il porto dopo aver superato Punta della Gabbianella.

Cominciamo dalle ancore: ci sono o no? nessuno ne parla esplicitamente, ma dalle foto sembrerebbe di si, entrambe. Qui sembra di intravedere la catena di dritta:

Catena

mentre in questa successiva foto all’infrarosso si nota quella di sinistra, sott’acqua, mollemente adagiata sulla carena (grazie a Paolo che la ha notata):

Infrarosso

Non so dire se siano state calate prima o dopo l’incaglio. Di sicuro decidere in pochi attimi di condurre la nave in secca era stata una decisione che, come ho scritto nei primissimi commenti, mi aveva stupito parecchio. Una manovra brillante, se fosse stata vera.

 

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73 commenti
  1. Yossarian permalink

    @bluedeep e @patrimana: Ignoro del tutto le clasuole dell’assicurazione della Costa, si tratta in ogni caso di "libri" di centinaia di pagine con clausolette in inglese scritte fitte fitte. E’ molto più che probabile che le lunghe telefonate che sono intercorse fra la plancia e il Marine Operation Director avessero ad oggetto questo, tough. Ah: hai presente la franchigia che hai sulla polizza auto? Tipo: "i primi 500 euro di danno sono tuoi"? Lì, ho letto, è 30 milioni di dollari. Asteniamoci da qualunque opinionismo sul tema.

  2. enzo permalink

    ma secondo voi non poteva essere ancorata con cime ogni alta marea ce uno spostamento ce qualche esperto che risponde

  3. klaraspina permalink

    salve a tutti, non ci capisco niente di navigazione, ma capisco un po’ di fisica… voi che ne pensate di questo video?http://video.repubblica.it/dossier/naufragio-giglio-costa-concordia/la-rotta-della-concordia-minuto-per-minuto-il-tracciato-gps/86139?video=&ref=HREA-1

  4. Francesco Palombelli permalink

    <!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN"><html><head><meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="Content-Type"></head><body>Molto interessante. Chissa’ dove hanno preso il tracciato e se e’ autentico. Comunque mi sembra perfettamente compatibile con i dati noti quando ho scritto. Fino all’urto e’ esattamente come l’avevo immaginata, poi sembrerebbe provare che la manovra di dare ancora e fare "testacoda" c’e’ stata solo nella mente di Schettino. Peccato.<div>Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!</div></body></html>

  5. klaraspina permalink

    quindi la nave può aver fatto quel percorso grazie solo a correnti e inerzia? Mi sembrava poco naturale la cosa, pensavo ad un intervento umano… ma ripeto, non ci capisco niente di navigazione…

  6. Francesco Palombelli permalink

    <!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN"><html><head><meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="Content-Type"></head><body>Si, la nave rallenta curvando fino a fermarsi e poi sembrerebbe scadere a terra in virtu’ di vento e corrente. Bisognerebbe leggere le velocita’ nei nuovi punti per essere un po’ piu’ certi.<div>Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!</div></body></html>

  7. patrimana permalink

    in effetti pare che l’ancora non abbia lasciato segni sul fondale, il che fa pensare che sia stata data a nave gia ferma…pare che anche alcune testimonianze della capitaneria confermino questa tesi….resta da capire come abbia fatto a girare su se stess…dal filmato sembra che dopo l’urto faccia quasi un "effetto pendolo": è stato in qualche odo indotto o è compatibile con le forze inerziali scaturite dall’impatto?

  8. bluedeep permalink

    Secondo me il capitano ha usato i bow thrusters per girare la prua verso terra dopo che aveva accostato decisamente a dritta per evitare di prendere la Gabbianara in pieno

  9. nnii permalink

    ho tre cose da aggiungere alla descrizione:- A mio avviso, visto le foto, quello che troviamo conficcato ancora nello scafo per una certa profondità , nella fiancata del Concordia, è uno spuntone di scoglio, che al momemento dell’impatto doveva sporgere sotto l’acqua, e decisamente non so se gli spuntoni di scoglio sono riportati nelle carte nautiche e se sono rilevabili da sonar o altri apparecchi; – Non so spiegarmi perchè la nave si sia inclinata in direzzione opposta a quella da dove imbarcava acqua, e mi chiedo come mai nesuno si sia posto questa domanda?. Per me l’unica plausibile spiegazione e che nonostante l’invito a restare ai loro posti, il panico abbia spinto gran parte dei passegeri a dirigersi, per salvarsi, verso la fiancata da cui si vedeva la terra, provocando il conseguente abboccamento su quel lato;- quando una nave è arenata su uno scoglio, si può ancora parlare di abbandono nave ?

  10. Francesco Palombelli permalink

    Caro nnii, – quello e’ uno spuntone di scoglio, siamo d’accordo. E’ rilevabilissimo dal sonar e segnato sulle carte. Oramai e’ accertato che si tratta di un pezzo de Le Scole. Io ho scritto il post quando ancoragiravano le tesi piu’ strambe, tipo un urto in mezzo al canale del Giglio.- Puo’ essere. Dipende anche da come si e’ incagliata, da come appoggia.- Si, credo proprio di si.

  11. Alba permalink

    Ma li avete letti i verbali di Schettino? Schettino non ha mai detto di aver eseguito la manovra con le ancore. E’ stata una invenzione giornalistica. Schettino ha affermato invece di aver ordinato subito dopo l’urto una virata a sinistra per evitare che la nave si allontanasse dagli scogli e poi una virata tutto a dritta per fermare l’abbrivio (come aveva imparato quando lavorava nelle superpetroliere) e per orientare la prua a favore di vento perchè sapeva che quella sera c’era grecale e conosce l’effetto della brezza sulla superficie velica della concordia. Schettino aveva deciso di ancorare vicino alla costa immediatamente dopo l’urto e, in seguito, questa decisoine si è tramutata in una manovra di salvataggio dopo le 22.25 (quando ha deciso l’emergenza generale e l’abbandono nave poichè non vi erano più le condizioni di sicurezza per rimanere a bordo) perchè ha chiaramente lasciato scarrocciare la nave (più volte ha affermato questo nel video della plancia). Inoltre Schettino dichiara (nel verbale del 17 gennaio) che le ancore le ha calate sotto costa, quando la nave ha ragiunto la posizione attuale ed in modo tale da opporrsi all’inclinazione della stessa. Quando la nave è arrivata nel punto in cui si trova era ancora in galleggiamento perciò non si è incagliata sul fondo. L’inclinazione progressiva è dovuta perciò al progressivo affondamento e non a falle prodotte sulla fiancata destra a seguito di un presunto incaglio.

  12. Alba permalink

    Perciò la manovra di salvataggio nel bene e nel male l’ha eseguita lui sfruttando le risorse di cui poteva disporre: il timone (che è disponibile in emmergenza), l’abbrivio, la brezza e forse i thruster (se c’era sufficiiente energia) per attivarli. Per quanto riguarda l’abbandono nave di Schettino: Schettino ha lasciato la nave per causa di forza maggiore dopo 4000 passeggeri (la cui evacuazione aveva coordinato da bordo). Ha lasciato la nave sul lato destro verso le 00.15, nel momento precedente all’abbattimento finale della concordia sul promontorio. Si trovava sul lato a dritta (attraverso unacatena umana) perchè aveva ordinato ai passeggeri rimasti a sinistra di portarsi a dritta dove le ultime scialuppe facevano la spola nave-scoglio. Tutti quelli che si trovava sul lato destro alle 00.15 hanno dovuto lasciare il ponte 3 in quel momento perchè era una scelta di vita o di morte. Circa 200/300 persone sono rimaste bloccate sul lato sinistro e non erano visibili dal ponte 3 di drtitta. Successivamente ha provato a risalire e ha provato a coordianre le fasi finali dell’evacuazione da dove si trovava; ma in entrambi i casi c’erano degli ostacoli oggettivi Ha chiesto dei mezzi per risalire. La telefonata di De Falco risale alle 1.49.

  13. Francesco Palombelli permalink

    Alba, grazie per le tue puntualizzazioni. Al momento in cui scrivevo la ricostruzione, erano trascorse solo poche ore e non erano disponibili molti riscontri. Ora tutto diventa materia processuale, ci sono i verbali di Schettino, ci saranno le testimonianze di accusa, i dati degli strumenti eccetera. Insomma, una verita’ processuale sulla quale rimando volentieri alle cronache. Per quanto riguarda la manovra delle ancore, forse Schettino non lo ha mai detto, ma nel video del Tgcom parla di notevole freddezza nel prendere decisioni e lascia credere di aver preso, nella immediatezza del fatto, la decisione di provocare l’incaglio, cosa che avrà anche favorito, ma grazie alla corrente ed al vento.

  14. Alba permalink

    Mi scuso per i refusi nei miei precedenti messaggi. Premesso questo, non sono d’accordo. La manovra è la sua (agendo su timoni, vento, abbrivio: non si dimentichi i timoni). Senza le manovre sul timone la nave si sarebbe trovata in condizioni favorevoli per sfruttare il vento e scarrocciare? Credo proprio di no (cosa ne pensa?); per me sarebbe andata al largo e la nave sarebbe affondata i acque profonde. Perciò ha avuto presenza di spirito e lucidità per agire correttamente (con un disegno che si è rivelato corretto) nei momenti successivi all’urto. Aveva deciso subito dopo l’urto di sfruttare il vento (per raggiungere quella posizione) ed ancorare e ha agito affinchè ciò avvenisse. Inoltre la decisione di lasciare che la nave scarrocciasse (alla fine della manovra) è solo sua (ed è figlia delle decisioni dopo l’urto). Avrebbe potuto anche far calare le scialuppe prima (alle 22.15) prima di giungere nella posizione attuale. Seneca diceva: "Non esiste vento favorevole per un marinaio che non sa dove andare". Perciò ha assunto le decisioni giuste al momento giusto e senza quelle non si sarebbe ottenuto il risultato finale. Perchè gli si vuole negare anche questo.

  15. Alba permalink

    Non considero Schettino un eroe per queste decisoni dopo l’urto: ha semplicemente agito con coscienza. Ma perchè non si può ammettere che ha agito per il meglio e si affida tutto alla provvidenza (il vento) come se le persone non fossero artefici del proprio futuro attraverso le proprie decisioni? Le ribadisco che Schettino non ha mai parlato della manovra con le ancore che gli è stata attribuita dai giornalisti. Schettino parla delle ancore solo come mezzo per rallentare l’inclinazione della nave, quando essa si trovava già a ridosso del promontorio. Per quanto riguarda la rotta. Schettino ha impostato una rotta da Civitavecchia di 0,5 miglia dalla costa, portandola durante la manovra della sera a 0,28 dalla costa (quindi 500 metri). Si è trovato invece a 150 metri dalla costa e 20 metri dal primo scoglio delle scole. Ne il comadante ne Ciro D’ambrosio (il primo ufficiale di guardia) si sono accorti di essere più vicini rispetto ai loro intendimenti. Hanno continuato a sostenere la distanza di 0.28 nei loro interrogatorio e persino in una discussione fra loro, resa pubblica come intercettazione di Orbetello. Perchè ciò è stato possibile? Solo la scatola nera potrà dircelo.

  16. Francesco Palombelli permalink

    Alba, io non so bene a cosa si riferisca. Il post e’ stato scritto quando si pensava che, pochi secondi dopo l’impatto, Schettino avesse gia’ capito che la nave non era salvabile e avesse provocato l’immediato incaglio grazie alla manovra delle ancore e del testa coda. Questa, ho scritto, sarebbe stata una manovra di una freddezza eccezionale. Nel senso che decidere in pochi attimi per l’incaglio della nave e’ una decisione difficle da prendere. Quel che poi e’ successo di certo dipende anche dalle manovre successive al timone e concordo con lei che poteva andare molto, molto peggio. Pero’ ammettera’ che e’ un’altra cosa rispetto all’ipotesi testa coda.PS: la correggo solo su una cosa: su vento e abbrivio il marinaio non puo’ agire, quella e’ fisica.

  17. Alba permalink

    Comprendo che il suo post è stato scritto nei momenti successivi con le informazioni in possesso il 15 di Gennaio: qui esprimo la mia opinioni sulla base delle informazioni in nostro possesso ora. Rispetto il suo punto di vista e chiaramente penso anch’io che le verità della scatola nera saranno decisive. La mia opione – Pochi secondi dopo l’impatto, Schettino non aveva capito ancora che la nave era persa ma aveva però capito che doveva ancorare necessariamente vicino a quel promontorio perchè non poteva proseguire il viaggio senza sapere la gravità del danno (che poteva andare da lieve a disastroso, come poi è stato). Ha deciso in pochi secondi come agire sul timone per rimanere vicino alla costa, fermare l’abbrivio, non sorpassare punta Gabbianara e direzionare la prua al vento al fine di ancorare sul quel promontorio. Sapeva quindi che la nave, per effetto della virata tutto a dritta (l’ultimo comando, infatti il timone della concordia è rimasto nella posizione tutto a dritta) avrebbe ridotto l’abbrivio e avrebbe determinato una rotazione della nave tale da offrire la prua della stessa e la murata di sinistra al grecale. Il comandante sapeva che tale brezza lo avrebbe portato sotto il promontorio su cui la nave avrebbe potuto adagiarsi. Alle 22.15 (dati Ais) la nave iniziava la fase di scarroccio (già posizionata). Alle 22.25 Schettino ha iniziato a capire che la nave era persa e ha lasciato che la stessa concludesse lo scarroccio, perchè era di vitale importanza per l’evacuazione. Perciò, quello che era inizialmente un disegno finalizzato all’ancoraggio precauzionale (definito lucidamente nei suoi particolari nei secondi successivi all’urto: timone, abbrivio, brezza) si è rivelata una manovra di salvataggio. Sul fatto che fosse un disegno preordinato lo conferma Ferrarini: nella prima telefonata (prima delle 22) Schettino gli dice che aveva predisposto per ancorare sotto costa. Per me, anche questa è stata una scelta molto lucida, perchè ha deciso questa manovra indipendentemente dall’entità del danno e nell’immediatezza definendo una sequenza di azioni complesse. In ogni caso, non intendo convincere nessuno: la mia è una opinione e devo anche io aspettare le verità dei periti. In realtà la nave non si è incagliata (si è appoggiata inclinandosi) perchè quando ha calato le ancore, galleggiava (c’era acqua sotto la chiglia). Concludo: il vento e l’abbrivio sono certo condizioni date, ma l’uomo le può asservire (mi corregga se sbaglio), anche senza propulsione, agendo sul timone e sulle superfici veliche. La saluto cordialmente.

  18. Top legal permalink

    Eh si, finalmente qualcuno che si e’ documentato!

  19. energienuove permalink

    Alba, mi sembra molto circostanziata. E’ del mestiere?

  20. energienuove permalink

    A Fra, questa si che ne capisce!

  21. Francesco Palombelli permalink

    <p>Grazie, la sua mi sembra una ricostruzione perfettamente plausibile.</p>

  22. enzo permalink

    <P>ma va a cagare e non dire fregnacce</P> <P><BR><BR>&nbsp;</P> <BLOCKQUOTE>—-Messaggio originale—-<BR>Da:

  23. Alba permalink

    Signor Enzo, non mi sono inventata la favoletta. Questa è la mia opinione ragionata e razionale sostenuta dagli elementi emersi dagli interrogatori (non solo di Schettino ma anche degli attori coinvolti) e dai dati dell’ais. Come ha potuto notare non ho parlato dei thruster perchè Schettino stesso non ne parla e perchè con buona probabilità non c’era energia sufficiente per attivarli. Ho il massimo rispetto per le opinioni altrui e non sono qui a cercare di convincere nessuno. Sono disponibile ad uno scambio di opinioni; perciò se non è d’accordo la invito a spiegarmi il perchè. Tuttavia non mi sembra corretto essere liquidata in questo modo poco educato.

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