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43 – Anse de Colombier

5 gennaio 2012
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La capitale di questo staterello, parte della Francia, si chiama Gustavia. Ci presentiamo ad essa in un tender colmo di pattume, con un comandante Tiger particolarmente in vena di stranezze, sempre più Tom Sawyer, inventore di storie e arzigogoli. Lo spedisco in dogana, stavolta tocca a lui, io giro per il paese cercando la poubelle, che poi scopro e’ accanto alla dogana stessa, al centro della banchina. St. Barth, come da sua fama, e’ piena di negozi di lusso, tipo Bulgari e di boutique sciccose. Scuri se ne vedono pochi, sembra di stare in Costa Azzurra. Venendo dalle capanne di Barbuda, l’effetto e’ stupefacente. W Barbuda! Pero’ ci abituiamo abbastanza subito, giriamo tra negozi e barche, c’e’ un sacco di gnocca e pochi maschi, spesso froci. Un paradiso, certo, oppure gli ometti non si fanno vedere per risparmiare sulla carta di credito, co’ ste botte!
Comunque trovo subito un baretto adatto a me, quindi non da pappone appena sceso dal motoscafo che prende un drink vestito da marinaretto, guardando le pupe passare. Si chiama Le Select, le patatine fritte costano 3 euro, le birre 2,50. Rock, alto volume, giovani ai tavoli, rasta qua e la’. Poi arriva Tiger a fare lo sborone e ordina 3 fish filet, il conto schizza, costano 12 euro l’uno. Per fortuna sentito il prezzo si riprende e downgrada a 1 filetto.
Girelliamo ancora per negozi, individuo il supermarket, poi ci ritroviamo a cena in banchina, in un sushi con musica dal vivo che pero’ tarda ad iniziare (“le chansonnier? le chansonnier c’est tombe’?”). Uno di noi ordina del pesce senza sale, senza olio, senza insalata, cotto solo con limone. A lui e per estensione non richiesta anche al Puma, portano un piatto da San Camillo, merluzzetto al centro, tortino di riso a lato e mezzo lime da una parte. Dopo cena scappiamo via in tender che come al solito ha iniziato a piovere.
Da quando siamo qui il sole non s’e’ visto. Siamo entrati in una nuvola a meta’ canale e non ne siamo usciti neanche stamane, che ci svegliamo sotto la pioggia.
Tocca fare spesa e acqua, cominciamo invece con cappuccio e cornetto in pasticceria. Poi la spesa non e’ troppo cara e alla fine il 12 ci da il permesso per la banchina dell’acqua. Esce il sole! Prendiamo una boa alla baia di Colombier, a Nord, dentro una zona di parco. Qui finalmente l’acqua e’ limpida, facciamo un bel bagno fino alla spiaggia. Poi organizzo un tonno crudo con erba cipollina e patate lesse, ma solo il Puma mi da vera soddisfazione, eppure era eccezionale.
La patata presto manda tutti in letargo, io mi ribello e vado a digerire facendo snorkeling sul lato della baia, dove qualche scoglietto si intuisce possa emergere. Vedo i soliti pesci da reef, più delle seppie e milioni di stelle marine ciccione, alte e con le razze tozze.
Poi faccio un giro in tender agli scoglietti fuori, purtroppo la traina pare proibita qui nel parco, mi sfogo tirando un po’ il collo al tender e facendo saltare la Piccola Jena a prua. Stasera vorrei provare il barbecue della barca, bruschetta e filetti di tonno in salsa di olive e prezzemolo.

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2 commenti
  1. robertominoia permalink

    Ma ‘sti tonni che mangiano i pesci del reef non si beccano la tossina?

  2. Francesco Palombelli permalink

    <!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN"><html><head><meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="Content-Type"></head><body>Mah, i tonni in genere sono in mare aperto, perlopiu’. Sono al top della scala di sicurezza.</body></html>

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