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31 – Delicato post natalizio

24 dicembre 2011
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Per la terza notte di fila mi sveglio presto, sono circa le 3 e mezza. Un po’ troppo anche per un mattiniero come me. In più, qualcosa non va. Dissenteria. Niente di cui drammatizzare, solo la prima causa di morte al mondo (sempre ottimista, quando sto male). Comunque, ne approfitto per dormicchiare un po’, tenendomi a vicinanza di sicurezza.
E del resto, in ogni cinepanettone, la scena della cacca c’e’, ci sara’ un motivo, no?
Siamo ad Antigua, English Harbour, in banchina alla base Sunsail. Nura e Tiger attaccati al telefono ed internet alla ricerca di combinare i voli disponibili con il Natale delle potenziali hostess.
Io arrivo fino a un bar, ordino un te’ al limone e una toilette, pago con una elemosina insufficiente di issi, che il biglietto da 100 (30 euro) non me lo cambia nessuno. E poi e’ cuccetta. Chissa’ cosa mi ha fatto male. Chissa’ Berlusconi come si fa preparare il cibo, nella sua villa. Chissa’ come si fa ad andare, se il serbatoio e’ vuoto. Chissa’ se se la cavano quei due, senza di me.
Tigerq mi convince a farmi vedere, spero solo di arrivarci, da Johnathan la guardia medica, sotto il sole. Questo posto e’ disseminato di pensionati anglosassoni, chiari chiari, nelle loro camiciole celesti e con il panama in capo. Arrivo fino all’altra cala, finalmente lo trovo. Ha la faccia da pupo di Pjianic, dice che oramai dovrebbe essere passata e mi da un blister di “the plug”, il tappo, imodium. Dice prendine una o due o tre, a intervalli, non di più senno’ poi non caghi fino a pasqua. Proprio cosi’. Per fortuna, basta la prima. Torno a bordo, oggi faccio il Tiger della situazione, ogni tanto alzo il ditino e do’ qualche istruzione. Caricano la spesa. Controllano le batterie, Tiger non aveva capito nulla: un cavo e’ per le prese 220V, uno per il caricabatterie. Se hai una sola presa, o carichi o hai la 220. Risultato: batterie servizi a 11V (pochissimo). Manca un sacchetto della spesa, lo hanno lasciato al negozio. Tocca tornare indietro, mandano la Piccola Jena. Io mi rialletto, dormo, riposo, recupero un po’ di sonno… Poi verso l’una siamo pronti ad uscire molliamo con eleganza, ma immediatamente Nura si ricorda di aver lasciato i panni in lavanderia. Ancoriamo, caliamo il tender, lo attendiamo mentre va e torna. Usciamo. Troppo tardi per andare a Jolly, Harbour, 15-20 miglia. Ci fermiamo prima, Carlisle Bay, a 4-5 miglia procendo con il solo genoa in poppa ad 8 nodi. Proviamo a pescare, il viper esce, metto un polpetto, ma senza esito.
All’ancoraggio, Nura e la Jena vanno a esplorare il resort a terra, io e Tiger dormiamo in cabina. Stasera, si puo’ cenare in barca o a terra, come capirete l’argomento mi appassiona il giusto.

Buon Natale!

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