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21 – Surfismi

14 dicembre 2011
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La popolazione di Jeri e’ composta dai nativi, li vedi che fanno i pescatori, i camerieri nei locali più semplici o più’ industrializzati come il club Ventos. Poi ci sono i negozietti chic, di surf o di gioiellini e vestitini, i locali fighetti, come il Tamarindo dove abbiamo cenato ieri, e li’ immancabilmente la gnocchetta che ci trovi dentro viene da San Paolo o Belo Horizonte. Fin qui come in qualunque localita’ turistica chic, fosse anche Ponza, Porto Cervo o Panarea.
Poi ci sono i turisti, divisi fondamentalmente in due classi: chi si fa più di un mese, a volte 2 o 3, partendo ad ottobre e restando fino a dopo Capodanno (pare bellissimo, capodanno qui, anche se i prezzi schizzano), e chi fa una o due normali settimane. I lungodegenti li riconosci: magri come chiodi, hanno i pantaloncini sapientemente calati ad altezza gonadi, a mostrare gli addominali fin dove cambiano nome. Ti aspetteresti un fisico bestiale, ed apparentemente e’ cosi’, salvo il fatto che si fanno male in continuo, sia contusioni che infiammazioni e dolori muscolari ed articolari. Dunque la sera sembra di stare all’ospizio, non si fa altro che parlare di dove fa male, di Voltaren, di Oki, chi si fa le punture, chi si tiene con il Red Bull, insomma e’ tutto meno ‘soul’ di quanto contatto prolungato con la natura farebbe supporre.
Sono tutti un po’ tirati con le spese, come ovvio per chi non ha un periodo limitato di vacanza ma vive qui. Quindi il carro si divide per 12 o meglio per 14, la colazione si fa tripla, e il pranzo si salta, la cena si fa possibilmente anche in stanza se si ha la cucina. Si riparte il 31 dicembre o il 25, che costa meno.
Ogni tanto li vedi mimare tra loro le manovre, i tricks di freestyle che io stesso ignoro e i cui nomi non aiutano la comprensione: la Vulcan, lo Spock, il Poncho, il Goiter, la Chaka e la Flaca, il Funnel. A volte poi sono switched, one handed, double. Switched e’ la posizione dove i piedi sono infilati nelle straps sottovento anziche’ sopravvento. Se vai cosi’ e metti la vela con la bugna in avanti basta un saltino, una rotazione della tavola ed ecco che hai cambiato mure e puoi procedere in direzione opposta. Tutta roba che inizierei anche a provare, ora che ho recuperato i basics di forma fisica e confidenza sulla tavola, non fosse che e’ l’ultimo giorno.
E quindi faccio la mia solita uscita tranquilla, oggi molto bella, con la 4,5 mq che il vento e’ tornato tutto. Vado, vado fino a che non comincio a fare errori di distrazione, segno che la stanchezza si fa sentire e che vale la pena uscire prima di far danni (sempre stato il mio motto).

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