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Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei

6 dicembre 2011

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UPDATE 11/12/2011

Come notato da molti di voi nei commenti che ho ricevuto ed in attesa delle eventuali modifiche in sede parlamentare, il decreto pubblicato ha cancellato la riduzione per vetusta’, il comma 5 di questo articolo. A me sembra un regalo ai cantieri, a danno dei praticanti, poiche’ abbatte il valore dell’usato e di fatto ne cancella il mercato, gia’ sbilanciato tra costi di acquisto e di gestione. Oggi un 12 metri puo’ valere anche 20-30k, ma ne costa 1,4 solo di tassa, piu’ manutenzione ormeggio Rina etc… minimo 10k all’anno. La vela torna ad essere uno sport per ricchi, il lusso che la tassa sottointende. Oppure, di gente che la tiene solo a mare solo d’estate, per il resto usiamo pure il territorio per farci svernare le barche, che bello! porti vuoti e campagne piene di catafalchi nautici.

 

***************************

Interrompo il flusso di post vacanzieri per tornare alla vera ragione
sociale di questo spazio. Lo faccio per pubblicare un testo che ha l’aria di
essere definitivo, ma sopratutto per chiedere scusa a Senza Parole. Eh gia’,
perche’ quando le prime voci calcolavano in 4380 euro la tassa che avrei
dovuto pagare per tenere con me la mia barca, ho pensato di non farcela. Ho
pensato di trasferirla in Grecia (lontano! certo pero’ pensa che bella
crociera, ad Aprile…)o di affondarla (perdono!). Venderla no, che nessuno
l’avrebbe mai voluta (tristezza!). Poi pero’ ho perfino razionalizzato che
se avessi dovuto pagare 4380 euro per salvare il paese, e me stesso, i miei
risparmi, la mia vita cosi’ come l’ho sempre amata, dalla rovina certa,
ebbene, l’avrei pagata con tutta l’iniquita’ del caso. Gia immaginavo porti
semivuoti, il ritorno di una nautica sotto i 10 metri pero’ in un diluvio di
gommoni e motoscafi di quelli fatti a cubo. Qualche vaga speranza di
diminuzione dell’affolamento ferragostano. No, non avrei rinunciato a Senza
Parole, a tenerla in acqua tutto l’anno, come ho sempre fatto. Per fortuna,
sembra da questo testo, il contributo e’ stato commisurato agli anni
trascorsi (non e’ bello parlare di vetusta’ in caso di una signora) e
dimezzato per le imbracazioni a vela. “Solo” 1022 euro all’anno. Dai che ce
la facciamo, tocchera’ lavorare di piu’ per pagare anche questa!

Art. 16
Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei

3. (imbarcazioni) Dal 1° maggio 2012 le unità da diporto che stazionino in
porti marittimi
nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in
concessione a privati, sono
soggette al pagamento della tassa annuale di stazionamento, calcolata per
ogni giorno, o frazione di
esso, nelle misure di seguito indicate:

a) euro 5 per le unità con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;
b) euro 8 per le unità con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;
c) euro 10 per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;
d) euro 30 per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a 24 metri;
e) euro 90 per le unità con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;
f) euro 207 per le unità con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;
g) euro 372 per le unità con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;
h) euro 521 per le unità con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;
i) euro 703 per le unità con scafo di lunghezza superiore a 64 metri.

4. La tassa di cui al comma 3 è ridotta alla metà per le unità con scafo di
lunghezza fino ad 12
metri utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri
ordinari mezzi di locomozione,
nei comuni ubicati nelle isole minori e della Laguna di Venezia, nonché per
le unità a vela con motore ausiliario.

5. Gli importi indicati nel commi 3 e quelli conseguenti al comma 4 sono
ridotti del 15, del 30 e
del 45 per cento rispettivamente dopo cinque, dieci e quindici anni dalla
data di costruzione dell’unità da diporto. Tali periodi decorrono dal primo
gennaio dell’anno successivo a quello di costruzione.

6. La tassa di cui al comma 3 non si applica alle unità di proprietà o in
uso allo Stato e ad altri
enti pubblici, a quelle obbligatorie di salvataggio, ai battelli di
servizio, purché questi rechino
l’indicazione dell’unità da diporto al cui servizio sono posti, nonché alle
unità di cui al medesimo
comma 4 che si trovino in un’area di rimessaggio e per i giorni di effettiva
permanenza in rimessaggio.

7. Sono esenti dalla tassa di cui al comma 3 le unità da diporto possedute
ed utilizzate da enti ed
associazioni di volontariato esclusivamente ai fini di assistenza sanitaria
e pronto soccorso.

8. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 3 e 4 la
lunghezza è misurata
secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti
e delle imbarcazioni da diporto.

9. Sono tenuti al pagamento della tassa di cui al comma 3 i proprietari, gli
usufruttuari, gli
acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori a titolo di
locazione finanziaria. Con
provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le
modalità ed i termini di
pagamento della tassa, di comunicazione dei dati identificativi dell’unità
da diporto e delle
informazioni necessarie all’attività di controllo. I pagamenti sono eseguiti
anche con moneta elettronica senza oneri a carico del bilancio dello Stato.
Il gettito della tassa di cui al comma 1 affluisce all’entrata del bilancio
dello Stato

10. La ricevuta di pagamento, anche elettronica, della tassa di cui al comma
3 è esibita dal
comandante dell’unità da diporto all’Agenzia delle Dogane ovvero
all’impianto di distribuzione di
carburante, per l’annotazione nei registri di carico-scarico ed i controlli
a posteriori, al fine di ottenere l’uso agevolato del carburante per lo
stazionamento o la navigazione.

11. Le Capitanerie di porto, le forze preposte alla tutela della sicurezza e
alla vigilanza in mare,
nonché le altre forze preposte alla pubblica sicurezza o gli altri organi di
polizia giudiziaria e tributaria vigilano sul corretto assolvimento degli
obblighi derivanti dal presente articolo ed elevano, in caso di violazione,
apposito processo verbale di constatazione che trasmettono alla direzione
provinciale dell’Agenzia delle entrate competente per territorio, in
relazione al luogo della commissione della violazione, per l’accertamento
delle stesse. Per l’accertamento, la riscossione e il contenzioso si
applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi; per
l’irrogazione delle sanzioni si applicano le disposizioni di cui al decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, esclusa la definizione ivi prevista.
Le violazioni possono essere definite entro sessanta giorni dalla elevazione
del processo verbale di constatazione mediante il pagamento dell’ imposta e
della sanzione minima ridotta al cinquanta per cento. Le controversie
concernenti l’imposta di cui al comma 1 sono devolute alla giurisdizione
delle commissioni tributarie ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre
1992, n. 546.

12. Per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta si applica
una sanzione
amministrativa tributaria dal 200 al 300 per cento dell’importo non versato,
oltre all’importo della tassa dovuta.

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7 commenti
  1. bluedeep permalink

    senzaparole non si tocca!

  2. Gianni permalink

    Purtroppo la versione definitiva del testo ha tolto l’agevolazione per l’età: Per farti i conti in tasca dovrebbero essere 8*365/2=1460 euri all’anno (o 3488 reais al cambio attuale) :-(Ciau,G.DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 – Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0247) – GU n. 284 del 6-12-2011 – Suppl. Ordinario n.251 – testo in vigore dal: 6-12-2011[…]Art. 16 – Disposizioni per la tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei1. Al comma 21 dell’articolo 23 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: “A partire dall’anno 2012 l’addizionale erariale della tassa automobilistica di cui al primo periodo e’ fissata in euro 20 per ogni chilowatt di potenza del veicolo superiore a centottantacinque chilowatt.”.2. Dal 1° maggio 2012 le unita’ da diporto che stazionino in porti marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in acque pubbliche, anche se in concessione a privati, sono soggette al pagamento della tassa annuale di stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione di esso, nelle misure di seguito indicate:a) euro 5 per le unita’ con scafo di lunghezza da 10,01 metri a 12 metri;b) euro 8 per le unita’ con scafo di lunghezza da 12,01 metri a 14 metri;c) euro 10 per le unita’ con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri;d) euro 30 per le unita’ con scafo di lunghezza da 17,01 a 24 metri;e) euro 90 per le unita’ con scafo di lunghezza da 24,01 a 34 metri;f) euro 207 per le unita’ con scafo di lunghezza da 34,01 a 44 metri;g) euro 372 per le unita’ con scafo di lunghezza da 44,01 a 54 metri;h) euro 521 per le unita’ con scafo di lunghezza da 54,01 a 64 metri;i) euro 703 per le unita’ con scafo di lunghezza superiore a 64 metri.3. La tassa e’ ridotta alla meta’ per le unita’ con scafo di lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai proprietari residenti, come propri ordinari mezzi di locomozione, nei comuni ubicati nelle isole minori e nella Laguna di Venezia, nonche’ per le unita’ di cui al comma 2 a vela con motore ausiliario.4. La tassa non si applica alle unita’ di proprieta’ o in uso allo Stato e ad altri enti pubblici, a quelle obbligatorie di salvataggio, ai battelli di servizio, purche’ questi rechino l’indicazione dell’unita’ da diporto al cui servizio sono posti, nonche’ alle unita’ di cui al comma 2 che si trovino in un’area di rimessaggio e per i giorni di effettiva permanenza in rimessaggio.5. Sono esenti dalla tassa di cui al comma 2 le unita’ da diporto possedute ed utilizzate da enti ed associazioni di volontariato esclusivamente ai fini di assistenza sanitaria e pronto soccorso.6. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3 la lunghezza e’ misurata secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto.7. Sono tenuti al pagamento della tassa di cui al comma 2 i proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di riservato dominio o gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono stabilite le modalita’ ed i termini di pagamento della tassa, di comunicazione dei dati identificativi dell’unita’ da diporto e delle informazioni necessarie all’attivita’ di controllo. I pagamenti sono eseguiti anche con moneta elettronica senza oneri a carico del bilancio dello Stato. Il gettito della tassa di cui al comma 2 affluisce all’entrata del bilancio dello Stato.8. La ricevuta di pagamento, anche elettronica, della tassa di cui al comma 2 e’ esibita dal comandante dell’unita’ da diporto all’Agenzia delle dogane ovvero all’impianto di distribuzione di carburante, per l’annotazione nei registri di carico-scarico ed i controlli a posteriori, al fine di ottenere l’uso agevolato del carburante per lo stazionamento o la navigazione.9. Le Capitanerie di porto, le forze preposte alla tutela della sicurezza e alla vigilanza in mare, nonche’ le altre forze preposte alla pubblica sicurezza o gli altri organi di polizia giudiziaria e tributaria vigilano sul corretto assolvimento degli obblighi derivanti dalle disposizioni di cui ai commi da 2 a 7 del presente articolo ed elevano, in caso di violazione, apposito processo verbale di constatazione che trasmettono alla direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate competente per territorio, in relazione al luogo della commissione della violazione, per l’accertamento delle stesse. Per l’accertamento, la riscossione e il contenzioso si applicano le disposizioni in materia di imposte sui redditi; per l’irrogazione delle sanzioni si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, esclusa la definizione ivi prevista. Le violazioni possono essere definite entro sessantagiorni dalla elevazione del processo verbale di constatazione mediante il pagamento dell’imposta e della sanzione minima ridotta al cinquanta per cento. Le controversie concernenti l’imposta di cui al comma 2 sono devolute alla giurisdizione delle commissioni tributarie ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.10. Per l’omesso, ritardato o parziale versamento dell’imposta si applica una sanzione amministrativa tributaria dal 200 al 300 per cento dell’importo non versato, oltre all’importo della tassa dovuta.

  3. Francesco Palombelli permalink

    <div><font size=2 color=navy face=Arial> Grazie, si, ho visto. Temo che sia stata una azione a favore della cantieristica, una specie di rottamazione senza incentivi. Speriamo solo che basti.</font></div>

  4. Michele permalink

    Di nuovo brutte notizie!!Pare che abbiano cancellato le riduzioni per vetustà, quindi l’importo cresce sensibilmente per chi ha barche "datate". Mannaggia!!

  5. Francesco Palombelli permalink

    <div><font size=2 color=navy face=Arial> Confermo. E sembra che sia frutto di una richiesta dell’UCINA… In cambio della esenzione per i periodi di rimessaggio a terra. </font></div>

  6. enzo permalink

    peccato,niente vetustà,solo la riduzione del 50% per la vela,Che culo! le soluzioni ?3 :rivoluzione,ma siamo italiani e civili e quindi croazia o corsicaciao

  7. Francesco Palombelli permalink

    <div><font size=2 color=navy face=Arial> Ci ho pensato, ma io la barca la voglio vicino! La risposta e’ semplice, bisogna lavorare mille e quattrocento euro in più.</font></div>

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