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8 – Ancora scuola

1 dicembre 2011
Coach_ray

Jeri’. Sera di mercoledì 30 novembre.
Scendo le scalette dello chalet, incontro Edvan Souza, BRA 250 e’ il suo numero velico. Gestisce il negozio ed il rimessaggio legati a Windjeri, la pousada che ci alloggia. La proprieta’ e’ italiana, di una delle famiglie più note dell’industria del nostro paese.
Edvan, Chico che ci ha portati qui ed un altro sono i 3 talenti locali che Ray ha svezzato in un tour di 4 mesi in Europa, durante il quale hanno incontrato sponsor, partecipato ad allenamenti e gare, indossato le scarpe per la prima volta, infilato una muta, un piumino, eccetera. Solo che il piumino lo mettevano a pelle. In fondo, avevano ragione loro.
Oggi Edvan ci porta a mangiare in un posto che sa lui. Ci aspettiamo una roba super da local (“nun te devi fida’, poi te senti male, questi cianno lo stomaco den cane da caccia”), invece siamo sulla spiaggia, il ristorante e’ famoso per le sue crepes ed e’ tutto molto raffinato. La chef e’ una surfista bionda, elegante ma di braccio potente, caruccia. Prendiamo tutti l’unico piatto che non sembri una frociata, siamo affamati di brutto, qui a pranzo si mangia un acaj a dir tanto. Filet mignon. Grande preoccupazione sul concetto di mignon pervade gli astanti. Accanto a noi, una donna, capelli neri, vestito nero, assente sulla schiena, davanti due velette coprono una certa abbondanza e salgono poi a chiudersi dietro al collo. E’ sola, con un secchiello di champagne, due bicchieri. Qualcuno la conosce, la invitiamo a sedere al nostro tavolo. Porta boccia e bicchieri, sorride a tutti (sicuramente perche’ e’ di Belo Horizonte, come Toninho Cerezo, anche lui sorrideva a tutti… o forse per un altro motivo). Noi le parliamo in italiano, o almeno ci proviamo. “Ma te vivi qui? Te piace sta qui? Eh? Che t’o-ho- chiesto affa’?” Lei risponde in portoghese, tutti capiscono, a parte me. Ma mi sorride lo stesso, mi faccio tradurre da chi e’ più vicino e giro lo sguardo per sicurezza. Il cibo e’ ottimo, prendiamo anche una crepe consigliata da Edvan, con dentro cioccolata, banana e anacardi e fuori una palla di crema gelato, che serve probabilmente a far scivolare giu’ le calorie. 50 reais stavolta, meritati. Sorpendentemente, paghiamo per Edvan ma non per la mora. In realta’, nonostante le apparenze, e’ amica della chef, ed era li’ per quello, o comunque non c’e’ nessun obbligo ne’ sottointeso, tanto e’ vero che dopo una caipirinha ci salutiamo sereni e andiamo a dormire. Giorno dopo, mi sveglio alla 5 e non prendo più sonno. Riesco a fare il volo Guadaloupe-Antigua grazie alla carta di credito di Maria, riesco a parlare con un operatore Visa, sicuro che la mia fosse bloccata e invece no. Faccio bagagli e cambio stanza, compro lattine di Guarana’ in abbondanza che avro’ finalmente un frigo, poi surf. Ray e’ in ritardo, esco da solo, poi ci raggiunge. Antonio deve migliorare e chiudere il suo back-loop… io pure, secondo Ray, dovrei cominciare a girare. Non ci penso affatto, provo magari a saltare meglio, si, ad accorciare i bordi, ok. Ma girare no. Va tutto bene, salvo un qualcosa che battezzerei tendinite al gomito sinistro… Boh, ci surfo sopra, forse e’ solo fatica… Tanto domani si va in gita ai laghetti!

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