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7-Luca

30 novembre 2011
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Luca e’ un ragazzo del gruppo. Romano, forse il più giovane di noi, esce per ore consecutive con il suo caschetto bianco. Stasera con la sua canotta nera, il ricciolo un po’ imbelle e il profilo affilato ricorda un po’ Willy de Ville, o qualunque altro rocker, fosse pure Springsteen o Joe Strummer. Da domani mi trasferiro’ da lui, per dividere la stanza. Insieme facciamo un giro per il paese, anche nella terza traversa, quella che ho battezzato ‘local only’ e oltre la fine degli esercizi commerciali.
Scopriamo:
Una palestra in un garage, a vista sulla strada;
Un centro sociale e culturale cittadino, forse l’edificio più curato del paese, socialismo reale moderno;
Un paio di ristoranti fuori dalle rotte turustiche;
Il deserto dietro a noi;
Camila, la brasiliana bionda pariola, che vende costumi, pochi e senza troppa voglia, fa massaggi e sa tutto di kite. Il suo negozio e’ piccolo e carino, io sono ipnotizzato dal bancone di tavola grezza, tanto che cerca di svegliarmi con una foto di un onda gigante su una rivista. Luca si prova un paio di pantaloncini, ma 100 Reais ci sembra troppo e poi erano grandi. Intanto Laura le chiede informazioni sulle scuole di kite, lei risponde in portoghese, noi parliamo in italiano, ci si capisce cosi’, un po’ male, ma tanto, aborigeno, che se dovemo di’? Solita cena in 11, soliti 35 reais, poi festival del jazz nella ‘piazza’ di Jeri’.
Prendiamo tre sedie, il leader suona il mandolino seguendo percorsi complicati ma ripetuti, piano piano gli vanno dietro chitarra e armonica, e’ musica che si fa seguire. Il pubblico e’ attento, numeroso e silenzioso… Una strana condizione, per questi caciaroni qua. Ray regge 3 pezzi, io 4, giusto per non dargli soddisfazione. Stamattina solite cose, litigo con il sito della Liat per il volo su Antigua e con il telefonino, più del solito.
Studio gli alberghi di Rio, i costi di Fernando de Noronha… Non vengo a capo di molto, cosi’ vado a mare prima del solito. Oggi niente lezione, voglio prima far salire la forma fisica. Provo e riprovo salti, surfate, virate. Bene. Alla fine, come una cara amica che non ricordavo più di avere e che al momento giusto scopri che e’ li’ dove doveva essere, mi torna da sola anche la strambata con il lancio della vela.

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5 commenti
  1. martuz permalink

    Lancio della vela? Che roba è?Carino Luca! Ma foto tue non ne pubblichi?

  2. Francesco Palombelli permalink

    <div><font size=2 color=navy face=Arial> Molli la vela, e quella gira da sola e ti torna in mano. Foto mie… Me le devono prima passare!</font></div>

  3. Soreta permalink

    Mi sembrano ottime notizie… Qui nausea e debolezza occhi rossi ecc. Senza mare! In compenso il piccolo brian domani torna a casa… Ero più tranquilla quando stava in ospedale

  4. Francesco Palombelli permalink

    <div><font size=2 color=navy face=Arial> Impareranno? Ma si, dai…</font></div>

  5. Soreta permalink

    Speriamo. Per rassicurarmi francesco dice che un miliardo di bambini nascono da genitori che non li allevano! In verità Cisco sembra bravo con biberon ecc

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