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Fiat Lux!

13 novembre 2011

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Dopo un interminabile periodo passato nella oppressione, senza potersi muovere, senza poter respirare altro che i miasmi tossici di una atmosfera corrotta, ecco finalmente un raggio di luce a rischiarare il futuro. Eh si, perche’ stamane mi sono alzato alla buon’ora dopo una nottata cullata da una discreta levantata, in banchina, al Circeo. Tempo di riavermi e mi decido a installare lo scarico fumi del Webasto. Forare con una sega rotonda da 45 millimetri la propria barca non e’ il massimo. Ma tocca farlo, come dicono gli artigiani: tocca anna’, tocca’ fa’ , tocca vede’.
E quindi mi infilo in uno spazio che non ha nome, tra la cabina posteriore e lo specchio di poppa, come un verme mi rannicchio e mi stendo e arrivo su, fin sotto la bitta, dove ho deciso di bucare.
Qui ci sto una buona mezzora, ogni tanto devo anche uscire, che mi viene in mente di lubrificare con WD 40 la lama per evitare che scaldi troppo, ma scalda lo stesso, fuma, e son costretto a fare pause. Ma insomma dopo un po’ ho la meglio e, come un Paese bisognoso di speranze, torno a vedere la luce nel mio antro, grazie alla carota di vetroresina che finalmente cede.
Le difficolta’ non finiscono qui, lo scarico va montato dall’esterno con tre viti passanti. Foro a misura, usando la contropiastra come dima, ma ovviamente per tre punti passa una e una sola circonferenza, non la mia. Cosi’ la terza vite per entrare impiega un’ora abbondante e una trentina di dentro e fuori miei. Non e’ banale avvitare una vite dall’esterno e contemporaneamente tenere fermo il dado dentro la barca. Io ho usato il nastro isolante per tenere la vite, una volta appizzato il dado dentro, ci appendevo la chiave in modo che restasse in contrasto quando da fuori mi mettevo a stringere. Dici ma non potevi farti aiutare? Eh ma allora che gusto c’e’? Ho anche inventato la vite che si avvita dalle due estremita’, grazie a cio’ diventero’ miliardario, altro che farsi aiutare. Purtoppo l’invenzione e’ arrivata quando gia’ avevo risolto a forza di mutuperi e nocche sanguinanti.
Comunque, a calci e pugni anche la terza vite e’ riuscita a deflorare la contropiastra interna, con grande giubilo degli astanti e conseguente foto che desidero parteciparvi.

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Cio’ fatto sono andato a terra a fare un giro, anche perche’ la barca rollava da far schifo e mi girava la cabeza.
Al rientro, impianto elettrico. Mi attacco a valle dello stacca batterie, non a monte che il dealer Webasto dice che non e’ cosi’ necessario. Certo occore spegnerlo prima di staccare, qualche minuto prima. Sistemo la scatola portafusibili li’ vicino, nel vano motore, speriamo che non si squaglino da soli. Mi capita solo nove volte che una vite o un dado o una rondella mi cadano giu’ sotto il motore in posizioni impossibili da raggiungere, oggi deve essere proprio il mio giorno fortunello… Mi va meglio con i cavi del segnale, passano lisci nel corrugato che porta al quadro, foro per sistemare il potenziometro di comando, collego tutto, tranne la sonda di temperatura sulla quale ho un dubbio di polarita’. E mi sembra anche curioso che non sia precablata con uno spinotto, boh! Alla fine resta solo da mettere qualche fascetta, ma per quello preferisco attendere il seguito della installazione, quella dei canali.
Cosi’, verso l’una, decido di andare a pranzo fuori, chiamo Giorgio per farmi mollare il corpo morto, preparo due canne e prendo il mare.

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5 commenti
  1. Michele permalink

    Ciao Francesco,Benvenuto tra i possessori del mitico Webasto! Gran bella invenzione, non solo per camionisti e sesso debole: un po’ di tepore a bordo ed aria asciutta fa bene anhe a noi rudi marinai. Guardando le foto dell’installazione mi é venuto un dubbio: ma il tubo di scarico a paratia é quello in metallo originale fornito dalla webasto? Nella foto all’interno del gavone (quella con il riflesso del flash) non sembra. Ochio perché quel tubo raggiunge temperature di tutto rispetto, ragione per cui ti consiglio anche un buon isolamento per evitare bruciature a cose e persone da eventuale contatto.Secondo consiglio: come consiglia la casa, attacca il bruciatore direttamente alle batterie (a monte dello staccabatterie): ti può sempre capitare nella fretta di uscire dalla barca di staccare le batterie prima che la ventola abbia completato il raffreddamento del bruciatore e, come puoi ben capire, non é auspicabile!Terzo ed ultimo: ho visto che hai fatto un pescante apposito nel serbatoio per alimentare il webasto: io ho utilizzato la stessa linea del motore, con una seconda via dopo il prefiltro decantatore: ti consiglio, comunque, di mettere un piccolo filtro a cartuccia in linea poiché la cosa che più temono queste mini caldaie é il gasolio sporco che può seriamente danneggiarle.Spero che i miei consigli ti siano di aiuto. Continuerò a leggerti con simpatia, anche dopo la caduta di Berlusconi!!Ciao,Michele

  2. Francesco Palombelli permalink

    <div><font size=2 color=navy face=Arial> Ciao Michele!<br>Grazie dei consigli, provo a rispondere.<br>Il tubo di scarico, a meno di fregature prese, dovrebbe essere originale ed e’ in metallo, con un silenziatore al centro. La coibentazione, che ho al momento solo in parte, e’ ancora da installare.<br>Secondo punto, ho fatto presente la cosa, che avevo letto più volte sui forum, al manutentore-dealer Webasto, secondo lui e’ solo un tema di lavaggio, alla peggio si sporca un po’ il bruciatore. Sinceramente preferisco andare via sicuro di aver staccato tutto piuttosto che il viceversa, dunque ho collegato a valle.<br>Terzo, il filtro c’e’, originale, anche se veramente piccino. Sto pensando di portare più su il livello minimo della pescante, per maggiore sicurezza. Ora sara’ 5 mm sopra il fondo. Le istruzioni dicono 25mm. Vorra’ dire che terro’ il serbatoio più pieno.<br>Grazie ancora e perdona le frivolezze che ogni tanto mi diverto a scrivere!<br></font></div>

  3. Sonia Bordacchini permalink

    anche noi abbiamo deciso di mettere il webasto!!a breve può essere che ti tampinerò con qualche domanda sull’installazione. 🙂

  4. Francesco Palombelli permalink

    Michele, ora ho capito la foto alla quale ti riferisci. Lo scarico a murata che vedi e’ il troppo pieno del serbatoio dell’acqua. Quello che chiami riflesso del flash dovrebbe essere il foro che ho praticato , sempre a murata, per installare lo scarico fumi.Sonia, sono a tua disposizione! avrei voluto fare un tutorial serio, stile Minoia, ma non avevo nessuno che mi scattasse le foto mentre ero preso dai lavori… eppoi il mio stile e’ questo, un po’ casinaro.

  5. Michele permalink

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