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Sentirsi a casa

22 agosto 2011

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E’ bello tornare a casa ed e’ bello stare in giro, vorrei scrivere un post su questo grande dilemma che devo avere scoperto io per primo in questo momento. Ma invece vi daro’ solo le conclusioni della crociera Sardo-Corso-Germanica e il prologo per la prossima.
Ieri alle 14 eravamo in porto, come prima cosa attacco la 220V e riempio i serbatoi di acqua. Corrente a volonta’!!!
Katja avrebbe il pulman alle 15, abbiamo controllato ieri, ma una verifica rassicura. Cosi’ accende il PC, un mini notebook che sta in un palmo e cerca il sito della Cotral. Io intanto faccio il finto tonto e chiedo a Giorgio se c’e’ un taxi per lei per andare alla fermata del pulman: “Che probbema c’e’? Te impprest’ o motorino e ce la porti te”.
Perfetto. Con mezzo casco in due, una valigia, una borsa e la valigetta del mainframe HP saliamo sullo Scarabeo 50 e cerchiamo, tipo caccia al tesoro, una rivendita di biglietti, un orario, un gelato, una fermata. Facevo prima a portarla a Roma io. Alla fine facciamo quasi tardi, ma poi no, parcheggio lo scooter davanti alla corriera e imbarco l’extracomunitaria raccattata a mare su un pulman dove si parlano tutte le lingue meno le 5 che parla lei e torno in barca. Di nuovo soli, io e lei. Ne approfitto subito.
Le chiudo delicatamente tutti gli osteriggi e la massaggio con un getto d’acqua dolce, prima leggero, poi con più energia. Le sollevo la cappottina e mi assicuro che riceva il sollievo dal salmastro, sia dentro che fuori. Con uno panno in microfibra, la asciugo piano piano, ad evitare tutte quelle antiestetiche macchie di calcare. E, senza fretta, mi dedico a tutti quei particolari da troppo tempo trascurati, i candelieri, la ruota, gli strumenti, il pozzetto in teak, gli interstizi più remoti. L’aria che scende dalla montagna, arroventata dal sole, fa salire la temperatura e toglie ogni ricordo delle notti passate, ogni stilla di umidita’ si secca perfettamente e le superfici tornano a splendere.
Poi, entro dentro.

Mi spingo fino in fondo, a prua dove resto il tempo necessario a far dimenticare la mia presenza e poi torno giu’ verso la cabina di poppa. E poi di nuovo su, e poi giu’, ancora, molte volte. Insomma stavo a fa’ il cambio di cabina, spostando tutte cose da prua a poppa, che domani cio’ ospiti e devo spiccia’. Si perche’ bella la barca, ma lavorarci a bordo e’ una fatica, per gli spazi ristretti, il caldo, i saliscendi continui. E io sono esausto, che la notte di dormiveglia si fa sentire. Ma non voglio fermarmi, solo mi faglia la capoccia. Come un mantra, cerco di ricordare gli insegnamenti del Cannarsa: “da fuori a dentro, dall’alto verso il basso, da prua a poppa”. Ok, fuori fatto, ora cominciamo dalla cabina di prua. Lavo con varecchina i cielini, a uccidere ogni accenno di muffa. Passo le pareti e gli armadi in legno con il pronto. Faccio prender aria ai cuscini. Aspiro il pavimento, lo lavo con lo straccio, spaiolo e lavo la sentina. Faccio il letto e metto il telo al divanetto. Perfetto. Fuori lavo i tappeti e i tappetini, le fodere dei cuscini esterni, le mie magliette. Butto i cuscini vecchi, strappati, scoloriti e salati. Promuovo quelli da interni a cuscini da esterni, fiero di essermi alleggerito di qualcosa.
Compongo un sacco per la lavanderia, che finira’ a poppa dietro il pannello, assieme alla tanica vuota e ad alcune canne da pesca. Comincio a svuotare il frigo e a lavare i cestelli. Butto tutto il buttabile. Apro una bottiglia di moscato che mi segue da alcuni anni, per fiondarla, dato che e’ del 2007. Sopresa: e’ buonissimo! Attappo e conservo.
A sera faccio un viaggio alla spazzatura, la spesetta per comprare fondamentalmente il Vape, poi mi conzo un pane sardo secco con pomodori, capperi, pecorino, olio, sale, pepe, tonno alalunga 2010 e basilico e poi svengo davanti al PC.

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2 commenti
  1. Marcello permalink

    Francè, tu, con la barca non ci navighi ! Ci fai l’amore…..P.s. Considerando le mie origini da "sette generazioni" di contadini…..ti consiglio di finirti il moscato….perchè se lo lasci smezzato si acidisce. E’ già un miracolo che non s’è guastata in mare con tutti gli spostamenti…

  2. Francesco Palombelli permalink

    <div><font size=2 color=navy face=Arial> Seguo subito il tuo consiglio!</font></div>

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