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18 agosto, giorno 13

18 agosto 2011
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Notte perfetta, a Porto Madonna. Qui non c’e’ risacca che possa entrare, anche nella calma di vento la barca non rolla, la catena non strappa, la boa non rompe.
Colazione, poi giretto in tender verso il passo Cecca di Morto, mi butto con la maschera e mi sorprendo nel vedere che per essere in 2 metri d’acqua la taglia dei saraghi e’ discreta, direi ampiamente da porzione. Ci sono anche triglie, occhiate, cefali, alicette e salpe giganti.
Al rientro Katia si mette al lavoro con il suo portatile con schermo 200” 3D, mentre io osservo preoccupato l’amperometro e medito sulla scelta scellerata di aver voluto abbandonare il nucleare in Italia.
Verso mezzogiorno, quando anche l’ultimo gommonauta mi e’ passato a 5 metri guardandomi e prima che la batteria esali l’ultimo ampere tipo particella di sodio, accendo, levo l’ancora e dirigo per Caprera. Il piano sarebbe di incontrarmi a meta’ strada con Roberto che parte da Tavolara e poi di raggiungere il resto della banda più a Sud.
La rotta più breve passerebbe a meridione di Budelli, ma per seguire una antica tradizione di epoca nuragica sono costretto invece a ripercorrere la rotta Nord di ieri e scapolare le isole dal lato delle Bocche con 200 metri di lenza pesante e un pesciolino dietro.
Quando vedo il fondale che pericolosamente si alza e incomincio a mulinare forsennato non prender il solito scoglio, ecco che sento la toccata… Alga? Forse, ma poi invece affonda pesante. Scoglio? Eh no, viene!
Honey, another fish is coming! Ma la crucca sta al telefono per lavoro e non mi caga, a me servirebbe il coppo che e’ nel gavone sotto il suo culo. Siccome con il vento non riesce a capirsi con il suo interlocutore, le consiglio di scender di sotto. Appena si alza, con una mano apro il gavone mentre con l’altra reggo la canna, branco il coppo e torno a poppa. Intanto Senza Parole si sta dirigendo tra due pedagni, praticamente rischio di deliverare il dentice direttamente nella rete del pescatore. Per fortuna no, oramai sara’ quasi a galla, mi metto in piedi sulle panche e lo vedo affiorare. Riesco a farlo arrivare piatto, in planata, e’ un dentice come quello di ieri, bellillo.

Smetto subito con la pesca e do vela. C’e’ vento da Est-Sud Est, 10 nodi. Faccio uno stocco a uscire, per levarmi dal traffico della tangenziale delle isole e poi viro con rotta Sud. Cala Napoletana e’ un delirio di barche. Il vento e’ salito sui 20 nodi. Provo a calare a sinistra di un grosso yacht, ma appena il loro brandeggio va a chiudere capisco che non ci sono i margini di sicurezza. Provo alla destra, il fondo e’ 13m, prendo una bella arata su roccia. Provo più a Sud, arata verde con posidonia. Diciamo che sto riequilbrando un poco quella che era una giornata perfetta. Alla fine scendo ancora più a Sud e ancoro a Cala Garibaldi, su 6m di fondo sabbioso. Purtroppo l’aria e’ tanta e non ci si puo’ rilassare granche’.
Alle cinque e un quarto arriva Roberto, per me e’ tardi, che ho 15 miglia da fare, quindi rapido saluto e riparto. Nel frattempo in cala il SudEst ha raggiunto i 20 nodi, sono in pensiero di dover smotorare con un vento simile. Ma anche di stare non ho voglia, che qui non mi sento sicuro come ancoraggio.
Quindi prendo il mare. Fuori, ci sono 13 nodi, non tanti. Tutto chiuso, cappottina su e via di Yanmar 2500 rpm. Erano anni che non mi costringevo a risalire cosi’. Dopo un po’ ragiono che la randa impacchettata sul boma fa più resistenza che se la tiro su e allora via di drizza!
Ho tipo 20 gradi di angolo, quanto basta per non farla sbattere. Dopo un po’, l’illuminazione! Mi sono ricordato del passo delle Galere, che mi evita di passare fuori degli Isolotti Nibani. Allora guadagno 20 gradi di poggiata e forse un miglio. Intanto Katja, che finora con aria persa ogni tanto mi chiedeva quale fosse la Sardegna e quale la Corsica, si orienta perfettamente: ecco a destra Poltu Quatu, un suo amico gestisce il villaggio. Li’ c’e’ Liscia di Vacca, ci sono andata per i Summer Weekend. Qui Porto Cervo, la’ Cala di Volpe. Cazzo, meglio del Mancini!
A Cala di Volpe, rientro nel circo di Nicola. C’e’ da dire che la cala e’ abbastanza vuota, sono sorpreso. Entra un po’ il Sud Est, ma mollera’. Vengo costretto da Cavalcoli ad ancorare in modo da poter serrare le barche a pacchetto, cosa che aborro a meno di acqua a specchio. Oltetutto siamo 11 c’entriamo alla grande da Nicola.
Squamo il pesce, Tanja taglia le patate, mettiamo anche la meta’ avanzata di ieri nella teglia e ci prepariamo ad infornare…. intanto, per aperitivo, ripasso quello avanzato ieri saltando in padella pesce e patate con aglio prezzemolo pepe e peperoncino.
Alla fine portiamo in dote la teglia da cuocere, che i tempi di Steran I sono parecchio dilatati. Saltiamo a bordo e troviamo il Cavalcoli che sbuccia aglio e la Gnappi che affetta… Sara’ una lunga serata.

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2 commenti
  1. marco p.m. permalink

    un altra chicca da SP… partento dallo schermo di Katia [che al rientro diventera un 1000", passando per la rinuncia al nucleare e finendo con la tradizione nuragica… e’ un piacere leggerti. LOL

  2. Francesco Palombelli permalink

    <div><font size=2 color=navy face=Arial> Grazie Marco. <br>Katja ridacchia, leggendoti dal suo proiettore cinematografico sulle rocce della Costa Smerlda.</font></div>

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