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17 agosto, giorno 12

18 agosto 2011
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Colazione in pozzetto. Gentilini, caffè’ e fichi, indovinate cosa non faceva parte della dotazione di SP prima dell’arrivo della crucca? Eat the phikis!
Dopo la colazione Katja mi chiede di potersi collegare con il suo 100” Full HD, quindi la attacco all’inverter spendendo gli ultimi rivoli di batteria, ma d’altra parte deve rispondere ad alcune e-mail e il BB non gli gestisce “il negretto” cioe’ il Bold e lei senza ‘gna fa.
So’ cose importanti, io preferisco non guardare e comincio a riparare il genoa. Ho due fili Marlow, entrambi troppo ciccioni, non entrano nella cruna dell’ago piccolo, e gli altri che ho sono da conciatore di pelle di bisonte. Quindi uso un ago normale e l’ultimo metro del multifibre comprato a Capri nel 2006 durante il trasferimento di SP. E’ verde scuro, ma tiene da bestia e scorre bene. Comincio a cucire, non tutto, ma tratti di 5-10 cm ogni tanto. Purtroppo mi avvedo che il disastro e’ esteso in vari punti per diversi metri complessivi. E’ la fascia anti UV che mi sta lasciando. Potrei quest’inverno cambiarla e metterla blu, ho sempre voluto il blu, ma quei cinesi del cazzo il blu scuro lo mettevano tipo 1000 euro extra, quanto un altro genoa, allora gli dissi: bello, fammelo bianco. Si deve essere vendicato cucendomelo con il filo delle mutande, e vabbe’.
Cucire e’ facile, nella mano destra si tiene l’ago, nell’indice il ditale, fondamentale per spingere l’ago bene a fondo dentro i polpastrelli della sinistra, che regge la tela da sotto. Al secondo pertuso, la vela comincia simpaticamente a macularsi di sangue e devo interrompere. Purtroppo, non possiamo ancora scendere a terra, che Katja ha alcuni problemi con Outlook, che forse non e’ configurato per il suo proiettore da 4000 lumen e anche via Tiscali riceve la posta ma non la invia. Troppo bold secondo me… Risolta non so come l’empasse, ci concediamo la vera vita di Palau, colazione al Grillo e rifinitura di spesa, altri fichi per lei, ancora un giretto da Panzani per me, dove tra l’altro compro nuovi aghi da vele (uguali…) e un guardapalmo.
E poi molliamo, che le previsioni sono di un blando Est 4 al massimo, giorni seguenti meglio ancora e dunque voglio per me posti nuovi e quasi sempre irraggiungibili: Cala Lunga a Razzoli. Esposta a Maestrale, oggi e’ uno dei rari giorni di accessibilita’. Purtroppo la densita’ di barche e’ la solita, ma si ancora e dopo pranzo continuo la mia opera di ricucitura genoa.
Break: notizie dalla barca del Grande Fratello. Camilla e’ stata eliminata, non si sa se per cattiva condotta o per termine naturale della vacanza. Resta invece il suo fidanzato golfista. Elisa, la poverina messa giu’ per prima dal GF Nicola, dopo una notte in albergo ha re-imboccato, con il consenso di tutti, sulla barca di Nureyev, dove nel frattempo si era trasferita anche la sua amichetta Marta.
Nureyev e’ inoltre in attesa di un suo amico e del mitico Cavalcoli, skipper improbabile di una vacanza ai caraibi di qualche anno fa, assoldato da Nicola probabilmente al solo scopo di crearsi motivo di ludibrio. Dunque Nureyev al pieno e Nicola che resta con la sola Gnappi e con il golfista.
Tutti dati dalle parti di Porto Cervo per ragioni di imbarco-sbarco. Aonami invece e’ ferma a Porto S. Paolo per problemi al motore, spero risolvibili.
Verso le cinque e mezza tiro su l’ancora. Il piano e’ di andare a vedere se nelle Bocche c’e’ qualche fondale pescabile.
Katja dice: “Andiamo a pescare la cena? eheheeeh”, frase consueta e di solito ironica. A Nord del faro di Razzoli l’eco segna molto pesce, ma al solito siamo nel parco, dunque tiro dritto. A Sud dei Perduti vedo sulla carta due puntine a 19 e 20 metri. Saranno a 2,5 mg. Ci vado piano piano e per passare il tempo metto Katja alla canaletta dello strallo a infilare la vela e io alla drizza a tirar su. Il genoa riparato va su che e’ una bellezza e gia’ che ci sono lo cazzo sul winch e tolgo un po’ di giri al motore. Quando entro nel celestino del GPS, non succede nulla. Ma dopo poco, su un fondale che non avevo mai visto andare sopra i 28 metri, parte la canna! It’s fish!!! Qui devo battagliare un poco non tanto col pesce, ma con la tedesca animalista che fa resistenza passiva sul montarmi il coppo. Pero’ poi la convinco e tiro su un bel denticiotto da 1,5 kg con il quale raddoppio la quota di pescato finora.
Tanto perfetto che neanche ricalo, strambo felice e satollo e mi dirigo verso la più bella cala del mondo: Porto Madonna. Chiusa a SW da Budelli, a NW da Razzoli e a NE da Santa Maria, questo posto ne vale 3 al prezzo di 1. Una gigantesca piazza marina di acqua sempre calma, piena di barche, ma alla distanza giusta. Ci arrivo verso le sette e mezza, con le patate gia’ in forno e il pesce pulito.
Purtroppo a forza di condividere in real time, qualche invidioso deve avercela un po’ tirata ed il pesce e’ venuto un po’ crudo, anche perche’ poi ho riscontrato che la bombola era agli sgoccioli.
Poco male, e’ lo ripassiamo oggi in qualche modo e ne resta sempre una buona meta’ ancora da fare.

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