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14 agosto, giorno 9

14 agosto 2011

Un classico! All’una di notte: tum tum TUM! La boa alla quale sono attaccato sbatte, in assenza di vento contro la murata. Mi alzo, a fatica, prendo il mezzo marinaio e manovro per cambiarla di bordo. Di solito funziona. Dopo 5 minuti: tum, tum, TUM! Sul bordo di prima! Stica, ho pensato, e o ha smesso o mi sono addormentato, chissa’. Questa barca e’ diventata il mio guscio di lumaca, anche se c’e’ mare, anche se rolla, mi sta addosso come la camicia che più amo, quella un po’ lisa ma di buon taglio, che spiegazzata sta comunque bene.
Oggi e’ la coperta e’ bagnata di umidita’, segno di venti sciroccosi, in effetti previsti. Ne approfitto e me la passo tutta con lo straccetto, a togliere il sale delle ondate di ieri. Poi pesca col tender, intorno Capo Pecora. Una lucertola non mi da’ neanche il tempo di calare. Poi uno sciarrano, un’altra lucertola… Ma qui Barracuda niente?
Rientro a mani vuote, per ingannare il tempo mi passo la falchetta in teak con la spazzola, in piedi dal tender, usando la drizza spi per tenere il secchio alla altezza giusta. Viene benissimo, sono soddisfatto, poi vado a omaggiare Aonami e Woodstock dell’ultimo rapalino che uso per la pesca in altura. Qui mi viene voglia di preparare l’occhiata che ho in frigo per i miei amici. La mia ricetta e’ un’acqua pazza, con i pomodorini sbollentati e spellati, da usare come condimento per i crostini. Ho ancora un po’ di pane del Circeo, buono, bello secco, perfetto.
Senonche’ arriva Nicola, si mette a murata mia e magicamente i crostini per sei diventano per 12. Ci trasferiamo sulla sua barca, vado anche a prendere Aonami e Woodstock e cosi’ pranziamo in 4 barche, il vino scorre, le chiacchiere anche, alla fine faccio quasi tardi per mollare e andare a prendere Katia a Cannigione. Approfitto dello scalo per fare un po’ di spesa, cambio la cima di traino del tender che ha lavorato per 5 anni e n’altro po’ mi molla. Ma sopratutto, faccio gasolio ed acqua e ora posso anche non toccare terra fino al Circeo. Pero’ faccio tardi, mi ancoro fuori all’isolotto, dove il fondo tiene meglio e mi faccio raggiungere da Nureyev, oramai purtroppo solo, giacche’ Esmeralda e Stefania sono scese. Addio gossip, quell’equipaggio era una miniera. Scendiamo a terra assieme e ceniamo alla Vecchia Lampara, ristorante on the beach di Canniggia.

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From → Ricette

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