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9 Agosto, giorno 4

9 agosto 2011
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Ieri sera dopo 3 piatti di spaghetti e una notte in bianco alle spalle, sono sorprendentemente caduto in catalessi alle 10. Sognavo di stare tipo a Campo de Fiori, pero’ c’era ‘sto vento che fischiava, fischiava… Strano, a Campo non c’e’ mai vento… Miii, vuoi vedere che sto in barca? Mi alzo: e’ l’una. Esco: non ho arato. Ho calato circa 30 metri di catena, ma almeno 5 o 6 non so se contarli perche’ costituiscono l’imbando dello stroppo in tessile. Fanno peso, ma insomma…
Accendo gli strumenti, ci sono 22 nodi.
Lamma dice che alle 3 cala un po’, passa da 6 a 5. Quando all’una e mezza vedo che si stabilizza sui 14, torno a dormire. E dormo sereno fino alle 8, che si vede che tanto ne avevo. E alle 8 esco, metto il caffè sul fornello, rispondo ai messaggi… Il vento ha rialzato, ma prima avevo controllato, non mi ero mosso, ora perche’ sono quaggiu’? Oh cazzo, oh cazzo! Senza particolari rumori o segnali, me ne sono sceso di una ventina di metri almeno e non mi sono ancora fermato. Volo giu’, via il pigiama, mi infilo il costume da combattimento, accendo il quadro, poi il motore, corro all’ancora e tiro su fino a slegare lo stroppo, poi vado al timone marcia avanti tutta che la barca gia’ non sente più il tiro della catena e imbarda a sinistra. Contrasto con il timone e intanto vengo su di catena con i comandi dal pozzetto, addrizzo la prua e vengo avanti. Metto un secondo il pilota, al minimo, e volo di nuovo a prua per spargere in un nanosecondo il mucchio di catena. Ancora a poppa, tiro su quasi tutto e lascio il fuso a meta’ musone. Vado di nuovo a prua a pulire l’ancora, fondo di fango, ma ero finito in zona posidonia.
Mi spingo più o meno dove avevo ancorato ieri, forse un po’ più in la’. Non mi interessa ora avere il giro, tanto appena molla parto. Calo il ferro su 3 mt d’acqua, la prua piega, ma calo uguale, veloce. Ai 25 metri ferro, la prua richiama, vado a calare tutta catena, 35 metri. Poi la provo in forza e calo ancora qualche metro in tessile, a far lavorare tutta la catena. Leggo fino a 23 nodi, e’ ponente. In attesa di resistere alla botta, mi metto a capire perche’ il GPS interno non prende nessun satellite, smonto dentro e fuori e non ne vengo a capo. Individuo con una certa sicurezza la giunta dei fili dell’antenna, con la massa, la 12V e il cavo del segnale, rifaccio i collegamenti, senza risultato. Ripercorrendo indietro la route, trovo che ha segnato fino a sabato pomeriggio, a Palmarola. Poi nulla. Si deve essere brasato quando ho riacceso per andare Ponza… Uhm… Boh. Una seccatura, non poter controllare la posizione stando di sotto, in casi come questo.
Realizzo che e’ meglio non mi muova, finche’ non cala. Quindi dedico la giornata alle pulizie: i vani delle pentole e dei piatti, poi la coperta, poi il pozzetto.
Ad un certo punto smolla, ma poi rimette, più da Nord Ovest. Ricontrollo Lamma, dovrebbe scendere alle 12 e domani calare a Nord 4. Mi tuffo con la maschera, c’e’ una barca blu disabitata, di certo ci sono corpi morti in una rada cosi’ ridossata, e potrebbero essermi utili.
Verso prua non ne trovo, in compenso vedo la mia ancora, e’ ben sotterrata sotto il fango e ha un po’ di pietre sopra. Ne metto altre, disturbando alcuni ricci. Non servira’ a nulla, ma sai… Alla fine ho tipo una piramide di cheope sopra marre e fuso, e vabbe’. Cerco ancora un corpo morto, vado verso la barca blu e ne vedo uno, un blocco di cemento di un metro e mezzo di lato. Prendo il punto, non ho voglia di fare la manovra, che da solo non e’ banale, dovesse aumentare mi porro’ il problema.
Intanto, rilevo come anche in un posto lagunoso come questo, il fondo sardo sia ricco di vita, vedo una seppia, un polpo, delle conchiglione che assumo siano ostriche attaccate proprio al corpo morto. Penso che devo comprare una fiocina per i polpi, ma sono combattuto, la pesca subacquea non fa per me, mi sembra più cattiva della pesca con la lenza, dove e’ il pesce a scegliere di attaccarsi. Ragionamento del menga, lo so, ma mi rendo conto di applicarlo spesso.
Ok, mi merito una pausa-panino. Mi metto dentro, che fuori non voglio aprire il tendalino per il vento.
Accendo il TG, si vede e non si vede, solo grazie alla mia immensa cultura riesco, interpolando, a cogliere notizie fondamentali come la gattara di Milano che ha vinto la causa contro il condominio che voleva cacciare i suoi gatti o le ultime vicende amorose della Pellegrini. Deve essersi messa con Obama, perche’ parlavano molto anche di lui, dice che andavano insieme al mercato per rassicurarlo. O almeno cosi’ ho capito.
Nel pomeriggio finisco il mio libro, una roba a meta’ tra Pennac e Johnathan Safran Foer, bello e quasi commovente.
Sistemo e pulisco ancora qualche cosetta, ma il vento continua a crescere, i 30 nodi diventano costanti. Apro il PC, mi distraggo un po’, guardo il meteo… Dovrebbe calare in serata, almeno un po’. MeteoAM da F8 in corso. Eccolo…
Medito su cosa fare: la manovra per prendere il corpo morto non mi convince: da solo e con questo vento non mi fido a prenderlo come un gavitello. Ogni altra manovra che mi viene in mente mi sembra un rischio: oltretutto la barca blu e’ appena a due lunghezze. Afforcare, appennellare… Ci penso, ma la manovra per liberarsi in emergenza non mi convince.
Cosi’, in uno dei momenti peggiori, mi butto di nuovo con la maschera e vado a vedere. Il fondo e’ solo 3 metri, questo e’ un gran vantaggio. La catena si solleva dal fondo per i primi 10 metri, altri circa 10 rotolano un po’ sulle imbardate, ma la parte restante e’ immobile come l’ho lasciata stamane, faccio un altro piano a Cheope, costruisco Giza poco più a monte sopra alla catena e torno in barca un po’ rinfrancato: della serie: se non rinforza tiene.

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3 commenti
  1. marco m permalink

    ti avevo detto che quest’anno in sardegna ci stava eolo con 3/4 della palazzina sua…. da quelle parti si dice "chi so isciddi tutti li curruddi" 😉 il mio augurio e’ di buona bonaccia… di vento ne hai abbastanza 🙂

  2. Beta Version permalink

    Riesco a capire un decimo delle tue descrizioni, ma sono comunque appassionanti… anche per questo! Buon proseguimento e mi raccomando, afforca piano… 😎

  3. Francesco Palombelli permalink

    <div><font size=2 color=navy face=Arial> Ah! Mannaggia, poi rilego tutto e ci metto il glossario-ad-uso-della-mamma (e di tutti, che a volte manco io so che scrivo)<br></font></div>

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