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Per la serie i tutorial di Senza Parole: la pesca con il Monel

2 settembre 2010

Cari,

sollecitato da innumerevoli richieste (innumerevoli… diciamo 3 di cui 2 dalla stessa persona e 1 neanche espressa, ma latente) passo a svelare qui e adesso i miei segreti di pesca. Il che fa abbastanza ridere, perché preso come pescatore sono una notevole sega, prendo pochi pesci e spesso piccini e non sono neanche un super tecnico teorico di quelli che insegnano a fare nodi perfetti o all’ultimo grido. Tra l’altro in rete trovereste ben di meglio, ad esempio qui.

Pero’, pero’… nella particolare categoria dei “velisti-pescatori di passaggio” forse me la cavo, magari posso suggerire qualcosa che, con relativamente poco, potrebbe spingervi ad osare oltre la classica piumetta da mollare in traversata.

Sempre tenendo in considerazione le particolarità del mezzo dove ci troviamo ed anche il film complessivo, cioè crociera familiare o con amici, avendo gente a bordo che alla pesca non e’ interessata e alla quale non vuole sacrificare piu’ di tanto della sua giornata di mare.

 

Cominciamo con la Pesca costiera a fondo.

 

Vi capita mai di fare un trasferimento lungo costa o di avvicinarvi alla riva, magari per esplorare la zona da vicino? Con questa scusa potreste calare una canna adatta e rasparvi alla zitta un bel tratto di mare alla ricerca di qualche denticiotto o palamite o barracuda…

Date un’occhiata alla carta, meglio se quando non vi osservano e cercate di capire se avete un tratto dove le profondità intorno ai 20 metri siano percorribili senza impiccarsi troppo. Insomma la batimetrica dei 20 deve essere abbastanza regolare, eventuali promontori devono poter essere anticipati e seguiti il meglio possibile… Badate, come habitat sarebbe ancora meglio se il fondo fosse estremamente irregolare, il problema e’ la difficoltà di mantenere l’esca in zona di pesca  con continuità. Scegliete dunque un tratto regolare, ma tenete presente che i punti migliori saranno quelli di discontinuita’: secche, promontori, scogli staccati dalla costa, buche improvvise, cigliate.

Alle vostre mogli spiegherete l’andatura sincopata con misteriose deviazioni del campo magnetico, correnti superficiali, dromi segnanti pericoli sommersi, zone militari, tradizioni del luogo, cavallette etc etc. Chiaramente avere un buon GPS cartografico in pozzetto ed un occhio fisso allo scandaglio aiuta. Se poi aveste un eco con plotter (eh eh eh ) potreste anche permettervi qualche secondo di distrazione, giacché il fondale e’ tracciato! Inoltre il fish finder (su Senza Parole chiamato la TV dei pesci) potrebbe segnalarvi le zone di concentrazione di pesce o di mangianza (le cosiddette ‘marcature’). Nel nostro caso di velisti pescatori ‘on the go’ e’ abbastanza inutile, giacché raramente avremmo la possibilità di tornare indietro o di concentrarci nel punto piu’ propizio. Pero’ la TV dei pesci vi aiuta a passare il tempo, come la TV vera!

 

Riassumendo: abbiamo predisposto la ‘passata’ ed il nostro pozzetto e’ attrezzato per seguirla. Che caliamo? Ecco, per arrivare sul fondo ad una velocita’ che suppongo compresa tra i 5 ed i 7 nodi (meglio 5, pero’ dovete taroccare il log che mostri 7, senno’ vostra moglie al giorno 2 vi fa smettere) c’e’ un piccola magia che si chiama MONEL.

Image001

Monel su Penn Senator 

 

Il “monel” e’ una lega metallica di Nichel e Rame con la quale si realizza un filo che ha la proprietà di affondare, restando sufficientemente flessibile e duttile da poter essere imbobinato su un mulinello. Sfortunatamente, per un problema di corrosione, deve essere utilizzato un mulinello inox tipo Penn Senator oppure, ma non ho mai tentato, si puo’ foderare con il nastro adesivo il rullo di un mulinello qualunque. A patto che sia grossetto, che il monel non ama curve strette. La canna, sempre a causa della metallicita’ del filo, deve avere i passanti a carrucola e non ad anelli. Io ho una Italcanna Maracaibo da 20 libbre che e’ un po’ l’entry level del genere.

 

 

Image002

Giunzione Monel – Nylon

 

Il mulinello avra’ quindi una base di nylon 0,70 o dacron e poi 200 yards di Monel Imperial 50 libbre, quindi un terminale in nylon da 0,50, eventualmente in fluoro carbon. Io uso un terminale normale con i soli ultimi metri in fluoro carbon. E’ facile perder o rovinare tutto e il FC costa un sacco! Come esca il Rapala 14 o il Predatek Viper (quasi introvabile) sono i classici minnow da tentare.

 

Image003

Viper

 

Per darvi un’idea, se calate tutto il monel ad una velocita’ di 3,5 nodi dovreste arrivare a circa 20 metri di profondita’. Piu’ aumentate la velocita’, piu’ l’esca sale. In genere, considerato che pesco a velocita’ maggiori, di solito prendo fondo intorno ai 18 metri, se calo tutto. Grossomodo, ogni 10 metri di monel calato scendete di un metro. Dovreste segnare quindi il filo con colori diversi. Io non l’ho mai fatto, al massimo di solito cerco di segnare la meta’ (e’ facile perché’ ve lo vendono in due bobine unite). Per segnarla occorre del filo sottile ed un po’ di attack gel, se siete bravi tiene (a me quasi mai…). Comunque, potete anche regolarvi ad occhio come faccio io, mica siamo qui per pescare, ma per fare un giretto in barca, no?  

 

Dopo aver lasciato al vs negozio di pesca mezzo stipendio (budget minimo: 100 canna, 100 monel, 200 mulinello, stock rapala piu’ nylon etc almeno altri 100 totale 500, dite a casa che vi hanno rapinato mentre prelevavate al bancomat), siete pronti per l’azione di pesca.

 

Quindi state seguendo una bella cigliata a 20 mt, siete a motore con al massimo la randa su (se avete randa e genoa declino ogni responsabilita’ e non vi vengo io a liberarvi la chiglia dal groviglio di monel), il mare e’ calmo, non c’e troppo traffico di barche che vi incrociano la poppa ed il resto dell’equipaggio e’ distratto (dopo pranzo e’ l’ora migliore). Mettetevi sui 5 nodi, anche 6 per calare, andate dritti (autopilota) e calate il rapala in acqua tenendo la mano sul mulinello e frenandone la corsa. E’ importante! Se il mulinello gira troppo velocemente, la forza centrifuga applicata ad un filo con una massa importante come il monel lo fara’ allargare circonferenzialmente nonostante la tensione applicata alla sua estremita’. In altre parole ve s’emparrucca tutto!! Se succede (succede, succede) bloccate tutto e calate piano piano con il cicalino inserito, che aiuta a rallentare il ‘free spool’ del mulinello.

Insomma calate con cura frenando il mulinello. Verso la fine fermatevi ogni tanto per qualche secondo e date tempo al filo di ‘sentire’ il traino e di salire, altrimenti quello scende a piombo e prendete fondo al minuto 1.

Calato tutto il monel in acqua, tornate sui 5 nodi e regolate la frizione su una opportuna percentuale del carico di rottura del terminale. Considerate che il monel e’ zero elastico, dunque in caso di cattura importante o di presa di fondo i vostri margini sono bassissimi, pochi cm di cedimento dei 20 metri di terminale e del cimino della canna. Insomma se con una linea tutto nylon sentite chiaramente la tensione salire e se siete bravi fate in tempo a mollare la frizione, qui no. Se avete cannato regolazione, il nylon si spezza con uno schiocco e addio. 

 

Regolata dunque la frizione, avrete il vostro rapalino che sculetta sui 17-18 metri e fa perepe’ ai dentici in agguato dietro le cigliate o tra le posidonie. Andate il piu’ possibile dritti, NON VI FERMATE, NON FATE CURVE STRETTE! Il filo scende giu’ molto velocemente e gli ancorotti del rapala… avete mai pensato perché’ si chiamano cosi?

 

Nonostante le vostre cure, prenderete fondo. Anche perché’ chi non risica, non rosica e per prendere i dentici bisogna andare piu’ vicini possibile al fondo. Le prime volte vi sara’difficile distinguere il fondo da una bella presa. Di solito il fondo e’ piu’ veloce come partenza, e’ piu’ ininterrotto e se rallentate rallenta. Prendete la canna in mano, appoggiatene la base nel bicchierino della cintura da combattimento (ci vuole, fate +30-40 euro nel budget) e mettetevi in ascolto. Se e’ un pesce dovreste sentirne le testate. La posidonia potrebbe confondervi, a volte il rapala ci si attacca, poi si stacca, poi si riattacca. Ma insomma, se avete preso fondo, dovete fare 180 gradi di inversione e cominciare a recuperare mantenendo il filo in tensione, altrimenti vi va a fondo e si incaglia dappertutto. Quando siete a picco, dovreste gia’ avere il nylon sul mulinello, provate ad alternare dei su e giu’ della canna, anche un po’ isterici. L’effetto elastico del Nylon puo’ aiutare il minnow a liberarsi da alga, scoglio o rete che avete incocciato. Alle brutte, il filo si spezza, specie se durante questa operazione si dovesse trovare a sfregare sullo scoglio. Almeno avete recuperato il monel.

 

E se invece e’ pesce? Beh, ferrate con un movimento ampio e verso l’alto, cercate di staccare il pesce dal fondo con dei recuperi veloci, solo successivamente rallentate e dirigetevi su fondali piu’ profondi.

Se e’ un dentice, dopo poco smettera’ di combattere, tirate su il piu’ regolarmente possibile per evitare momenti di lasco nel filo o impuntamenti del pesce. Guidate il monel nel mulinello con il pollice della mano sinistra, cercando di imbobinarlo bene, onde evitare parrucche allo svolgimento successivo.

Preparate il capace guadino di cui vi sarete dotati (+ 50 euro,siamo a sui 600 a questo punto) e quando il pesce e’ a portata tirate su il cimino per avvicinarlo alla poppa. La coppata, da davanti e da sotto, sara’ data in modo da non far toccare il bordo del coppo al pesce. Una volta nella rete, il vostro mate tirera’ indietro il coppo e portera’ il pesce a bordo. Slamate, ributtate in acqua i pesci sotto misura o le lucertole (imperversano…) e trattenete la roba buona!!

 

Buona pesca!

(e con questo, vi ho sistemato per benino)

 

 

 

Image004

 

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12 commenti
  1. Anonimo permalink

    orcoddùe corro a caricare la carta nella stampante!!!!!!!!

  2. Anonimo permalink

    Beh mi sento un po’ tirato in ballo, visto che sono uno dei due che ti ha rotto le scatole per farti scrivere questo post.Era ora!!! ;-)Dovresti però mettere un link alla foto in alta risoluzione della giunzione tra monel e nylon, perchè devo vedere bene com’è fatta.Infatti deve poter passare attraverso i passanti della canna in fase di recupero. Non ce la farò mai!!!Grazie!

  3. Francesco Palombelli permalink

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  4. Michele permalink

    Eh, dopo aver letto il tuo bel tutorial mi é preso il trip del monel e nell’ordine ho già comprato: canna Maracaibo da 20 lb., 200yds monel della American Fishing wire e, visto che sono in canada per lavoro, ho già addocchiato un negozio in zona che vende un Penn Senator 114 ad un prezzo interessante (purtroppo ora i tamburi non sono più di acciaio inossidabile).Mi rimangono però, dopo aver letto anche i forum da te consigliati, alcuni dubbi:1. Dacron o nylon sotto al monel? 2. Nodo di giunzione dacron/nylon con monel: tu suggerisci un semplice loop to loop mentre su altri forum consigliano un nodo allbright. Sinceramente mi sono un po’ spaventato dai commenti di qualcuno a cui si é rotto il loop sul monel: visto il prezzo non vorrei perderlo ai primi tentativi…..3. Girella: qualcuno la usa altri no. Suggerimenti?4. In pesca: quando fai uscire tutto il monel immagino che poi lasci fuori qualche metro di dacron/nylon per non far lavorare il monel sul cimino della canna. Non ci sono poi problemi a far rientrare il loop con il nodo sulla canna?5. Finale: uno 0,40 può andare? Sinceramente, visto il costo del fluorocarbon, sono anch’io dell’idea di mettere solo gli ultimi metri di questo, il resto nylon.Scusa per tutte queste domande ma, come al solito, prima di andare in pesca ci si fa mille paranoie…Un saluto,Michele

  5. Michele permalink

    Eh, dopo aver letto il tuo bel tutorial mi é preso il trip del monel e nell’ordine ho già comprato: canna Maracaibo da 20 lb., 200yds monel della American Fishing wire e, visto che sono in canada per lavoro, ho già addocchiato un negozio in zona che vende un Penn Senator 114 ad un prezzo interessante (purtroppo ora i tamburi non sono più di acciaio inossidabile).Mi rimangono però, dopo aver letto anche i forum da te consigliati, alcuni dubbi:1. Dacron o nylon sotto al monel? 2. Nodo di giunzione dacron/nylon con monel: tu suggerisci un semplice loop to loop mentre su altri forum consigliano un nodo allbright. Sinceramente mi sono un po’ spaventato dai commenti di qualcuno a cui si é rotto il loop sul monel: visto il prezzo non vorrei perderlo ai primi tentativi…..3. Girella: qualcuno la usa altri no. Suggerimenti?4. In pesca: quando fai uscire tutto il monel immagino che poi lasci fuori qualche metro di dacron/nylon per non far lavorare il monel sul cimino della canna. Non ci sono poi problemi a far rientrare il loop con il nodo sulla canna?5. Finale: uno 0,40 può andare? Sinceramente, visto il costo del fluorocarbon, sono anch’io dell’idea di mettere solo gli ultimi metri di questo, il resto nylon.Scusa per tutte queste domande ma, come al solito, prima di andare in pesca ci si fa mille paranoie…Un saluto,Michele

  6. Francesco Palombelli permalink

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  7. Michele permalink

    Grazie mille per i consigli! Ti farò sapere dopo la mia prima uscita.Buon vento, Michele

  8. Michele permalink

    Grazie mille per i consigli! Ti farò sapere dopo la mia prima uscita.Buon vento, Michele

  9. Alberto permalink

    allora,Per natale mi sono regalato tutto il necessario che indichi.Ci compravo pesce per 5 anni.Speriamo almeno di divertirmi.Ho comunque cominciato bene con una bella parrucca mentre riempivoIl mulinello.Ti terrò aggiornato.Grazie per ora per il tutorial.Alberto

  10. Francesco Palombelli permalink

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  11. Alberto permalink

    oggi ho completato con la lenza per il finale e qualche rapala.Ma quanto mi costerà un eventuale pesce al kg.Finalmente tra poco si ricomincia ad andare in barca un po’ più spesso… Chissà…Non ti azzardare a chiudere il blog, che le richieste di aiuto iniziano tra poco.Per ora grazieA

  12. Francesco Palombelli permalink

    <!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.0 Transitional//EN"><html><head><meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="Content-Type"></head><body>Comprare il pesce costa sempre MOLTO meno!</body></html>

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