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Porto Flavia e altro

8 agosto 2010
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Domenica 8 agosto, giorno 15.
Mattino alla boa di Tharros, penisola del Sinis, nel golfo di Oristano. Faccio un giretto in tender, scatto due foto alle colonne doriche, poi osservo meglio una gemellina di Senza Parole. Anche da lontano, il paterazzo parancato, il radar, il bompresso… Quella e’ Kermit. Potenza di internet e di Amici della Vela, so quasi tutto di questa barca e di Marcello, il suo armatore, anche se non li ho mai visti in vita mia.
Mi avvicino, gentilmente Morena mi accoglie e passo una mezzora buona a scambiare impressioni con Marcello. Gli invidio sopratutto le carte nautiche, ha preso quelle dell’Ammiragliato Britannico, generali ma con i pianetti dei porti, molto interessanti. La mia francese e’ una sola, invece, vabbe’, pero’ e’ più’ bella, con i profili delle montagne. Poi passo da Capitan Gatto, altro amico della vela li’ accanto, che mi indica altre barche di AdV li’ vicino, sono finito per caso in un raduno, che pare si sposti a Carloforte, dunque mi sa che li ribecco tutti.
Quindi con Maria visitiamo le rovine di Tharros, suggestive, eh, peccato che le rovine più’ rovinate erano i cartelli con la spiega dei luoghi. E per 7 euri 7, scusate, ma vorrei qualcosa di meglio.
E allora torniamo a bordo, arricchiti nella cultura e dalla visione di parecchi conigli e forti di questo nuovo spirito, muoviamo altri passi verso Sud.
Oggi la destinazione finale e’ l’isola di S.Pietro, 45 miglia più a Sud, ma vorremmo non perdere Piscinas, Cala Domestica e Porto Flavia, lungo il percorso.
Alle 12, al traverso del capo di Porto Palma, seguo una interessante batimetrica, il capo si protende fuori sott’acqua. Mi allargo un po’, la minima profondita’ alla punta e’ 12… Ma prima di arrivare, il mulinello parte a seimila. Imbraccio la canna, rallento, ma il mulinello non si ferma, contrasto sollevando il cimino, sento una musata e poi molla, molla, molla… Capisco subito che ha rotto, poi guardo meglio: il dentice (era lui ci giurerei) mi ha bellamente sciolto il nodo Rapala… Incredibile, o meglio: si vede che non era assuccato come si deve.
Ricalo, con nodi doppiati e nuovo terminale… Ma si sa che le chances non ritornano, mannaggia alla pupazza. E invece quando oramai ho perso le speranze, il fondale e’ cresciuto e sono giu’ a preparare l’insalata, ecco che la canna va, fondo non puo’ essere, e’ pesante, non da segni di vita, pero’… Classico sacco di patate? No, e’ un palamite di 2-3 kg, messo a paiolo, ora vedremo come conzarlo a dovere.
Ancoriamo davanti alle dune bianche di Piscinas, posto incantevole anche se zero ridossato. Inoltre, le dune sono a terra e non abbiamo cosi’ voglia di raggiungerle, infatti l’acqua e’ ancora gelida e, se posso dire, neanche limpidissima, tipo Anzio. Devono essere le ripetute mareggiate dei giorni scorsi. Facciamo un bagno e ripartiamo. 11 miglia dopo entriamo a Cala Domestica, piccola, stretta e incantevole. Pero’ piena di gente, saremmo l’unica barca grande, perche’ farsi voler male? Inoltre l’acqua… vedi sopra. 3 miglia più a Sud, giriamo intorno allo scoglio Pan di Zucchero, enorme Faraglione di Capri, ma più bello. Siamo a Porto Flavia, suggestivo sito di archeologia mineraria. Ancoriamo, girelliamo in tender facciamo foto. E ripartiamo.
La randa e’ sempre rimasta su, giacche’ le soste erano brevi e l’aria poca poca. Ora pero’ do anche genoa e rifletto che finora il motore e’ sempre stato acceso, a parte forse un’oretta ogni tanto. E allora spengo e aggiungo un’altra oretta al computo, giacche’ ci sono 6-7 nodi al traverso, che poi diventano 10 e allora mi dedico un pochetto, carrello genoa, carrello randa, smollo il lazy bag e lo aggriccio sul boma… Insomma conquisto ben 6,3 nodi di gps con tender a traino. Ben fatto!
Mi infilo nel porto di Carloforte, la dritta di Marcello e’ buona, c’e’ un tratto del molo aggratis, dove si ormeggia all’inglese. Maria e Camilla danno volta a prua e poi tutto e’ facile. Birretta da solo per acclimatarmi, faccio conoscenza dei vicini marinai dei barconi per turisti, poi chiudo gatti e battanagli e mi avvio a cena.
Niko bistrot e’ il posto scelto. Della catena di Nicolo, ristorante hi class del luogo, ma questo e’ un downgrade adatto a noi pezzenti. Poi c’e’ anche Niko cafe’. Questo Nicolo deve essere una specie di Berlusconi del luogo… Ma il posto e’ piacevole e serve pizza e grill, perfetto per le nostre voglie di stasera.

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2 commenti
  1. Anonimo permalink

    Salutami Marcello (Kermit)Abbiamo comprato la barca dalla stessa persona!! 😉

  2. Anonimo permalink

    naaaaaaaa.. pure Kermit era di Dino?

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