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Verso Bosa

4 agosto 2010
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Mercoledì 4 agosto, giorno 11.
4,20 di notte. Bussano sulla murata. Mi alzo di scatto. Non e’ la solita boa, che non c’e’ stanotte, non e’ un parabordo, non e’ il tender. Devono essere i vicini, forse il tender da’ noia a loro, eppure avevo detto a Camilla di legarlo stretto… Esco di corsa, sono gli spagnoli accanto. Vengono da Maiorca, su una bella barca stile Alpa 11,70, grande classe. Uno di loro due mi indica uno straccio bagnato sulla coperta… “Mira, es el tu gatto?” O qualcosa del genere. Fatico a riconoscerlo. Zuppo ed immobile nel buio, alla fine capisco dal collare che quel corpo esanime e’ di Billo. Lo prendo di corsa scavalcando le battagliole, stringo e apro le costole, qualcosa si sente… Dopo pochi secondi un MEOW incazzato che sembrava il primo vagito di un neonato.
Tremante e immobile riprende a respirare.
Lo asciughiamo con i teli, poi col phon, piano piano si riprende… Dannato gatto e’ la terza volta che si fa ripescare, ma con le reti alla battagliola non ci era mai successo… Lo spagnolo mi spiega di aver sentito lo sciaquettio verso prua e di averlo ripescato. Al mattino lo ringrazio ancora e lui mi chiede “esta muerto, si?” Anche lui pensava fosse andato. Invece glielo faccio vedere, vivo e vegeto per quanto un Billo possa essere… E lascio alla loro salute una boccia di italianissimo prosecco. Oggi ha bevuto come non mai e sta benone, gia’ ha ricominciato a fare pericolosissime passeggiate a prua.
Vabe’ a parte questo mattina di spesa alimentare e rifornimento acqua. Trovo acqua dolce in sentina in quantita’ preoccupanti, roba di minuti di funzionamento della pompa per spurgare. Ispeziono il serbatoio di prua, nada. Il boiler perde una goccia ogni tanto… Nom credo che possa giustificare. Anche la pompa ogni tanto parte a vuoto, tipo una o due volte a notte… Lo fa dallo scorso anno e ancora non ho capito da dove.
Comunque molliamo. Il porto fluviale di Bosa mi da conferma del posto e della praticabilita’ dell’imbocco. Soluzione di back up, banchina commerciale, rada, o prosecuzione fino a Capo Mannu almeno.
La navigazione non e’ malaccio, ci sono una decina di nodi al traverso e onda lunga sempre al traverso, sono 19 miglia forse ce la posso fare senza pillolare Maria e Camilla.
Verso Capo Marargiu, il fondo si alza, l’onda si fa più ripida e rimbalza sulla costa alta e rocciosa, c’e’ un bel casino, non incontriamo neanche una barca. Camilla capitola e chiede la pillolina egiziana, Maria no ma il mare lo sta sentendo. Putroppo sul capo devo allargarmi, c’e’ un basso fondale a 5 metri dove l’onda rompe. Anche stando fuori leggo una 20ina di mt sull’eco… Poi passa, viro e mi infilo dentro il suo debole ridosso. Le cose migliorano perche ho il mare in poppa. Scarto le cale dietro il capo, non mi offrono garanzie di essere esenti da risacca con questa onda. Punto Bosa, dove posso ridossarmi dietro il molo. Bosa Marina e’ tipo Anzio, c’e’ il porto che ridossa da ponente, la spiaggia di sabbia dorata, gli oNbrelloni, i pupi che giocheno, i pedalo’ e’ l’acqua verde. Ci piazziamo davanti al Tirrena e ci ristoriamo un po’.
A parte gli scherzi, Bosa sorge sul fiume Temo, qualche km nell’interno. Il mio obiettivo e’ ormeggiare all’interno del fiume, da Nautica Pinna. Nei portolani, l’ingresso e’ dato per pericoloso con Maestrale, salvo il fatto che viena dato ‘in costruzione’ un ampio molo ad arco che riparerebbe l’estuario, rendendo la cosa praticabile anche un giorno come oggi, con un metro e mezzo d’onda. Ieri ho chiamato Nautica Pinna.
Io: “senta ma quel molo, che dovrebbe riparare l’ingresso… Quello che sui portolani e’ dato in costruzione…”
Nautica Pinna: “e’ in costruzionne”
Io: “no perche’ domani e’ prevista onda, sa…”
NP: ” eh si, e’ prevista maestrale.”
Io: “in costruzione, eh?”
NP: ” in costruzionne”

Vabbe’, io sono mesi che cerco di capire questo segreto, sono andato anche sul sito del Gazzettino di Bosa, sperando di avere notizie sull’avanzamento lavori ma niente, e’ un segreto custodito tipo Fatima e che per voi cari lettori ora svelero’, rendendo finalmente il Mistero di Bosa una verita’ rivelata.
Allora, il molo dell’estuario del Temo, fatto per riparare dal Maestrale, e’ in costruzione.
Nel senso che una trentina di metri sono finiti e un’altra decina o ventina sono a pelo d’acqua, comunque RIDOSSA quanto basta l’ingresso, che e’ risultato una autentica passeggiata. Fondo minimo 2mt sotto la chiglia, a centro canale. NO PROBLEM! Almeno nelle condizioni di oggi, poi con 40 nodi di maestrale io non mi avvicinerei neanche alla costa.
Vabbe’, entriamo, ormeggiamo, col tender risaliamo il fiume per un par di miglia e ammiriamo la citta’, sembra Venezia, sembra Miami, pero’ meno coatta, colorata, arroccata, sormontata da un castello, palme, ponti, banchine, vecchi magazzini da ristrutturare, un po’ se volete anche i navigli di Milano, oddio che brutto, ma invece no, prendete il bello.
Poi corsetta, sempre in paese ma visto da terra, qui e’ più un mix tra l’interno di Nettuno, Garbatella e Orvieto. Chiaro, no?
Beh adesso aperitivo nella piazza grande e poi cena da Borgo S. Ignazio, ristorante in salita perso tra i vicoli, vi sapro’ dire…

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2 commenti
  1. Cuore di Drago permalink

    Bello Billo, come si chiamano gli altri gatti della ciurma?

  2. Anonimo permalink

    Povero micio! Francesco rianimatore di gatti!!! Incredibile!!!

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