Skip to content

Domenica 1 agosto – giorno 8

2 agosto 2010
Img01115-20100731-2221

Dopo cena passeggiata verso la barca, non resisto ed entro nel più grande negozio di souvenir che abbia ma visto. Una holding del nano in terracotta, che spazia su 3 piani dal pecorino sardo al tappeto, passando per qualunque oggetto kitch vi possa venire in mente. Sono fortemente tentato dal puluche di montone sardo, poi scopro che dentro e’ di coccio e allora deluso viro sul canovaccio con la mappa della sardegna, alle mappe non resisto, si sa.
Castelsardo si rivela essere un ottima tappa.. E non molto di più: il marina e’ ottimo ed economico, il paese sinceramente bruttino, anche se animato. La rocca e’ ben conservata, ma ad uso turistico, spopolata di ogni funzione civica e’ solo una meta attiraturisti. Lato balneare, la roccia e scura e mi ricorda Pantelleria, come dire, lasciam perdere il bagno! Cosi’ al mattino mi alzo determinato a levar gli ormeggi presto, pero’ dormono tutti, cosi’ mi vado a fare una corsetta espolarativa del loco, non prima di aver messo a pastorizzare le ultime due scatolette di tonno.
Prendo la strada per sassari, poi devio per un sottovia, lungo il fiumiciattolo che sbuca nel Marina, poi salgo su, sempre più su, seguendo un sentiero di grande pendenza, alla fine arrivo in cima al colle che domina il porto, dirimpetto al paese, poi riscendo e risalgo ancora il colle dopo. Incontro villici Pacciani-style e penso all’anonima sequestri, ma invece sono tutti carini e dopato con una sniffata di finocchietto selvatico affronto l’ultima salita prima di tornare in barca.
Qui sono tutti svegli o quasi, allora colgo l’attimo e mi faccio issare oltre la prima crocetta per sistemare la steaming light, che ho ricomprato nuova dopo aver distrutto la vecchia facendo sbattere il geno durante la cattura de primo tonno.
L’operazione va abbastanza storta, i cavi son corti, un morsetto si dissalda, la deck light non da segni di vita… Alla fine arrangio in modo che almeno la steaming light vada.
Alle 11 finalmente usciamo, scopro che l’Asinara dista 20 miglia, rotta 290, il vento da Nord riesce a far portare a malapena la randa, si va a motore e cio’ nonostante la navigazione e’ fantastica: mare calmo, cielo sereno, arietta. Me la godo da prua, appoggiato alla sacca del gennaker, all’ombra della randa, leggendo l’ultimo Montalbano, scelto per avviarmi un po’ alla lettura, cosa sempre ardua per me all’inizio di una crociera. Troppe cose da osservare, lavori da fare, pesche da inventarsi, per poter dedicare tempo alla lettura.
Alle 14 atterriamo a Cala Trabuccato, dove l’ultima boa ci viene soffiata da una barca di alluminio. Chiedo ospitalita’ ad un cat porta-turisti, che gentilmente mi prende una cima.
Qui provo a prepararmi un panino (tonno scottato alla piastra, songino e pomodoro, il solito) ma vengo interrotto da:
1) L’uomo delle boe, un po’ seccato dalla mia iniziativa di accodarmi al cat: ero previsto a cala reale mi dice, ma insomma va bene pure cosi’, ma vengo sconsigliato dal mollare la posizione, che oggi c’e’ overbooking ovunque. Sono un po’ nel panico
2) Poco dopo il cat muove, prendo la sua boa
3) Sto per addentare, arriva uno che mi chiede ospitalita’ per una mezzora, gli prendo la cima
4) Arriva un nuovo cat, mi dice che la boa rossa e’ la loro, per fortuna li devio su una boa gialla che si sta liberando
5) Molla il barchino avanti a me, boa gialla, decido di prenderla per non aver ulteriori problemi, manovro da solo che le donne sono a terra, tutto ok.
Per essere un parco dove non si puo’ fare una cazzo, neache scaricare acqua o accendere il FB, di rotture di cabasisi ne procura parecchie! Pero’ il posto e B E L L I S S I M O ! Una caletta tonda con l’acqua chiara, i saraghi che se li aspetti sul fondo ti circondano a ventaglio, una nuvole di piastrelle argentate. Le nacchere infilate in mezzo alla sabbia, il polpo sotto ad una tavoletta, tutto parecchio bello.
Più tardi, insisto per fare una corsetta e trascino Maria, con il tender arriviamo in spiaggia, poi tutti si appanicano perche’ per raggiungere la strada occorre attraversare un campo pieno di vacche cornute. A me sembra banale: basta girare al largo. Infatti cosi’ faccio, e anche il pavido vicino spagnolo mi segue, ma come avranni fatto a vincere i mondiali? Spagnolo, fai le corride e ti cachi sotto per du mucche?
Vabbe’ corriamo per i tornanti verso Nord, arriviamo fino a Cala Oliva, paesino fantasma ma perfetto e bellissimo, ma tutto e’ speciale, il pino sulla strada, il vecchio mulino nel boschetto, le valli che si aprono al mare con i loro fondali di sabbia bianca, gli infiniti cespugli di mirto.
Peccato che e’ tutto un saliscendi e alla fine corriamo un’ora e venti, io morto di sete, Maria pure. Poi a 300 mt dall’arrivo, ci si para davanti questo asinello, raglia, raspa con lo zoccolo, soffia con il naso… Decisamente sta difendendo la sua posizione… Ci fermiamo, ma non abbiamo alternative, passare per i campi non e’ pensabile per la pendenza, la strada e’ quella. Per fortuna, quando ci fermiamo, si mette di traverso e passando alle sue spalle a distanza di sicurezza non suscitiamo le sue ire. Credo che lo facesse incazzare vederci correre sudati e sbuffanti.
Vabbe’, sulla spiaggia nuovo ciuchino, anche lui raglioni, ma poi fugge, povera bestia, la sensazione e’ che non conoscano l’uomo.
Serata nella calma della rada, aperitivo pecorino e miele, pasta alle melanzane, mirto e (solo per i simpatici) ciambelline di Ronci.

Annunci

From → Uncategorized

8 commenti
  1. secondo me trascorri troppo tempo a terra…….. jogging&sailing nun se pò sentì!!! :-))

  2. Le mucche pericolose… :-)bel racconto, ho bisogno di vacanza!!!

  3. bino permalink

    Ma sopratutto corri DUE volte al di?

  4. Anonimo permalink

    Continuo a chiedermi che cazzo c’entri con l’ingegneria e, ma questo si sapeva, con la voda. Sto studiando con un think tank la maniera di romperti il cazzo in vacanza… nessun risultato per il momento…

  5. Francesco Palombelli permalink

    Ragazzi, l’Asinara meritava, e non avevo altr mezzo che le mie gambucce. Al terzo pulmino turistico ho capito che una strada c’era e la volevo percorrere. E ho fatto la più bella corsa della vita mia!

  6. Francesco Palombelli permalink

    Fasano…

  7. Anonimo permalink

    L’asinara, l’isola dei cassaintegrati… Potreste farvi invitare a cena dagli occupanti. http://www.isoladeicassintegrati.com/

  8. Pensa un po’ che caso… Anche noi ieri a cala Trabuccato abbiamo mangiato pasta e melanzane.E al posto del mirto, un limoncello alla fine…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...