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Mercoledì 28 luglio, giorno 4

29 luglio 2010
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Tutte le ciambelle hanno un buco, anche quelle perfette. Il buco di Cala Napoletana sono le zanzare. Ci hanno assalito ieri al tramonto e all’alba erano tutte in cabina, alla fine mi hanno tirato giu’ dalla cuccetta che erano le sei. Caffè, giretto in tender, foto dalle rocce, pulizie del pozzetto.. Solite cose. Restiamo soli fino verso le 9, poi cominciano i gommoni, al terzo andiamo via, destinazione Lavezzi. E’ 12 miglia distante, partiamo a vela a 3 nodi fino ai Barrettinelli di fuori, poi do motore, e’ un lascone da 12 13 nodi perfetti per genny… Ma non ho voglia, sono al telefono con l’ufficio e la cosa mi deprime. Neanche pesco, che siamo pieni di tonno. Oltre a cucinarlo in tutte le maniere ho riempito 4 barattoli, forse ne faro’ altri 2 e sopratutto sto seguendo una ricetta di essiccazione, mi serve solo lo spago per insalamare un par di filetti attualmente sotto sale. Vabbe’. A Lavezzi come al solito il mare bolle di barche, le cale classiche sono murate di alberi, provo ad andare oltre, sul lato NW c’e’ una cala non citata dai portolani (possibile? Pare di si). Si entra stretti ma poi si allarga, girando in tender ho anche visto che le mappe fanno terrorismo psicologico, potrei quasi ovunque ancorarmi con fondo sufficient$e per il mio magro 1,70 di pescaggio.
Molto bella, dopo pranzo con il tender arriviamo a riva, dove l’effetto piscina e’ garantito.
Verso le sei vela per Porto Madonna, si rientra in patria! Purtroppo il vento e’ un sud est che cala presto ed e’ in prua, dunque accendiamo il motore (qui rimpiango di non calare una lenza, vedo fondali perfetti e chissa’ quando mai ci tornero’).
Porto Madonna e’ la piazza che si apre tra Razzoli, Budelli e Santa Maria. Qualcuno mi disse che era ridossata da ogni vento… Lo spero perche’ sembrerebbe aperto ad Ovest, che e’ il vento atteso. Puntuale come la sfiga, alle 20 per un’istante si calma tutto, Maria fa appena in tempo a sfodereare il sorriso della cala riparata, ed ecco che una linea scura avanza da ponente.
Il caicco di 30 mt e’ il primo a ruotare, seguono a ruota tutta le altre barche. L’aria e’ poca, ma comincia ad alzarsi l’ondina. Tempo di cenare e prendo la decisione: non voglio svegliarmi all’alba con la prua che batte, si va a Cala Santa Maria, anzi no che e’ piena di corpi morti e scogli, mi metto ad Est di Budelli, praticamente a 200 mt, se solo si potesse fare il Passo Cecca di Morto. Invece ci vuole una mezzoretta per girare l’isola, Maria e Camilla cantano abbracciate, tipo prefiche postmoderne, Giovanna ascolta, io dialogo solo col gps, che mi guida tra gli scogli. Arriviamo sereni, nonostante alcune cose che dovro’ sistemare: contagiri out, deck light e steaming light volate durante la lotta col primo tonno causa caramelle del genoa, luce bussola missing e alla fine si spegne anche il coronamento appena cambiato, del resto avevo visto che beveva acqua.
Lavoretti, lavoretti… Per domani mi stuzzica l’idea di ormeggiare a Porto Pollo e andare a salutare i vecchi amici della scuola surf e magari fare un giretto.

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One Comment
  1. …e io qui al lavoro, piove e fa pure freddo!Mi devo accontentare di sognare a occhi aperti leggendo i tuoi post e quelli di Davide… :-)ho bisogno di navigareeee altrimenti esco pazzo!Ciao, BVMauro

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