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Ora di cena

8 maggio 2010
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Giornata molto bella.
Sono uscito di casa sotto il diluvio universale, per strada ho preso secchiate fino all’altezza di Anzio, poi l’acqua si e’ fermata ed in mezzo a nuvoloni neri siamo arrivati al Circeo. Spesa euro 26, da Gino shipchandler euro 57 per una spazzola rotonda fenomenale, che pulisce sotto ma anche a lato ed altre fregnacce irresistibili tra le quali una aguglia snodata che dovevo assolutamente provare, euro 104 di gasolio, pulizia e lavoretti a bordo ed alle 11 siamo fuori dal porto. Il vento e’ da sud, leggero, il mare calmo. Prua ad ovest, faccio 3 nodi circa, costeggio la montagna nel mare nero del dopo pioggia. Quando arriva l’ennesimo scarso viro e metto la prua a Sud su Zannone, il vento e’ poco di più’ e si vede ad Ovest il chiaro che avanza. Dopo poco una raffica abbatte la barca, il vento e’ rinfrescato e girato un poco, ora e’ sud ovest, fino a 18 nodi di apparente. Ma il mare e’ ancora piatto, metto la prua su Palmarola a guadagnare altezza e vado giu’ di sotto a preparare da mangiare. Carola intanto fatica a tenere la barca, ma quando salgo scendo di qualche grado e la barca si appiattisce un po’. Vedo sul GPS 7,7 nodi, poi gira un po’ e anche cala, arriviamo infine a doppiare Gavi che ci sono 10 nodi di Ponente. Appena girata la punta, il mare spiana, il cielo e’ ora completamente sereno, c’e’ la luce di quando ha piovuto, si vede tutto, ogni singolo cespuglio verde di Ponza e dall’altro lato Ventotene ed Ischia, la prima piccola piccola e l’altra più’ grande, nonostante la maggior distanza.
Abbiamo bordato le vele ed entriamo lisci lisci, giocando sulle raffiche nel silenzio e nella calma di una giornata di maggio anomala. Senza una barca, senza una scia. L’intenzione sarebbe di fare un giro a traina alle scogliatelle, ma e’ cosi’ bello che proseguo fino a mezza isola, poi strambo e torno indietro. Alle scogliatelle ritiro il genoa, accendo il motore e giriamo tra qualche disavventura a traina. Presa una rete, una nassa e tanta aria. Alle 18 siamo in porto, insieme a due o tre altre barche.
Giu’ il gommone, ancora traina, l’aguglietta non sposta il risultato, alla fine con il Maria aggancio una perchia da 30 grammi che ributto.
Doccia aperitivo e chiacchiere con i locali, turisti non ne vediamo, neanche i ns amici motoscafari, immancabili vicini.
Torniamo planando in tender nel porto deserto, l’altra volta avevamo visto uno strano ciafruglio che nel buio Carola aveva battezzato pesce luna, ed in effetti poteva essere. Stavolta, solo acqua, piatta, calma, con il ponentino a pettinarne la superficie.

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